Moderately Fast (di Pabuda)

l’idea per la testa

del gran compositore

è passata

proprio nel dormiveglia:

in quelle ultime ore

d’apparente coscienza

coi battiti cardiaci già rallentati.

è passata

tra le membrane porose

che separano i pensieri:

si dev’essere generata

sopra la buccia ruvida d’un ricordo,

per sbucare quasi subito

nello spazio lasciato sgombro

da una vecchia preoccupazione.

era solo un’idea…

ma il gran compositore

contava di svilupparla

il mattino seguente

in qualcosa di bello

e complesso,

con una specie

di spirale di suoni

gialli e arancioni

e una strana peluria ritmica

e degli improvvisi spunzoni.

invece: niente di niente:

nel sonno quell’idea

s’era come liquefatta

lasciando soltanto

una traccia umida,

di color violetto

proprio nel mezzo del letto:

il gran compositore

guardandola,

prima che l’inserviente

arrivasse a rifar la camera,

riuscì soltanto

a intravedervi appiccicati

come tre peletti di lana,

provenienti, senza dubbio,

dallo scuro pigiama:

sembravano disposti a comporre

uno scarabocchio,

un appunto, un’annotazione

che diceva:

“veloce moderato”.

troppo poco, anche

per quel gran compositore

che prima d’addormentarsi

doveva averlo pensato.

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Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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