Pena di morte: dagli Usa una notizia buona e…

… due più difficili da interpretare

Testi ripresi dal «Foglio di collegamento» del Comitato Paul Rougeau; a seguire la lettera di presentazione e il sommario del numero 257

MORATORIA DELLA PENA DI MORTE IN CALIFORNIA

Gavin Newsom, il nuovo energico governatore della California – utilizzando al massimo i propri poteri – ha bloccato le esecuzioni ed è deciso a porre le basi per l’abolizione della pena di morte prima che finisca il suo mandato. Si comporta come un convinto attivista sia in California che in altri stati USA. Ha ricevuto alcune critiche, fra cui quelle del presidente Donald Trump, ma anche molte approvazioni.

Il 13 marzo una bellissima notizia per gli abolizionisti è stata l’annuncio della moratoria sulle esecuzioni decisa dal nuovo Governatore della California, Gavin Newsom, per tutta la durata del suo mandato.

Il Governatore Newsom ha motivato la sua decisione con l’alto costo della pena di morte (1), le ingiustizie razziali e le condanne a morte di persone innocenti: “So che la gente pensa che ci voglia un occhio per un occhio, ma noi non stupriamo uno stupratore. Penso che se qualcuno uccide, noi non dobbiamo ucciderlo. Noi siamo migliori. Non posso firmare ordini di esecuzione per centinaia e centinaia di esseri umani sapendo, e ribadisco sapendo, che tra di loro ci sono degli innocenti.”

La decisione che riguarda i 737 condannati a morte ha avuto un’enorme risonanza negli Stati Uniti e non solo. È stata per lo più accolta positivamente anche se non sono mancate critiche, a cominciare da quelle del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha scritto su Twitter: “Sfidando gli elettori, il Governatore della California bloccherà le esecuzioni di 737 assassini a sangue freddo. Gli amici e i familiari delle sempre dimenticate VITTIME del crimine non sono entusiasti della notizia, come non lo sono io!”.

Checché ne dica Trump, oggi un referendum sulla pena di morte avrebbe un esito sicuramente positivo: un’indagine d’opinione effettuata tra il 10 e il 19 marzo su 1.706 californiani adulti dal PPIC (Istituto per la Politica Pubblica della California) ha rilevato che il 62% dei californiani preferisce per gli omicidi l’ergastolo senza nessuna possibilità di liberazione a fronte del 31% che opta per la pena di morte.

Ricordiamo che in California l’8 novembre 2016 aveva vinto di strettissima misura un referendum popolare per mantenere in vigore la pena di morte (2). Gli elettori erano stati fomentati dalle notizie distorte comunicate dai politici al potere, primo tra i quali il governatore Jerry Brown, un fiero sostenitore della pena capitale che si era anche impegnato per ottenere un’accelerazione delle procedure onde spedire più in fretta i condannati su lettino dell’iniezione letale.

Il Governatore Newsom ha detto di aver incontrato i familiari delle vittime del crimine, che hanno espresso opinioni appassionate e controverse sulla pena di morte, ma ha chiarito che la sua decisione deriva dalla propria coscienza.

Newsom ha sottolineato e avvalorato il suo gesto dichiarando: “Tre quarti delle nazioni del mondo sono più sagge di noi e hanno abolito la pena di morte. È tempo che la California si unisca alla schiera abolizionista”.

I sostenitori accaniti della pena capitale hanno già annunciato che intendono ricorrere contro la decisione di Gavin Newsom, ma di fatto hanno ben poche speranze di ottenere qualche risultato, in quanto i governatori della California, pur avendo potere limitato nella commutazione delle condanne hanno però il potere di sospendere le esecuzioni, e una moratoria è di fatto una sospensione in favore di tutti i condannati.

Il Governatore Newsom non si è limitato a introdurre la moratoria, ma sta cercando di far sì che le esecuzioni non riprendano dopo la fine del suo mandato, mettendo per così dire “i bastoni tra le ruote” nell’ingranaggio della macchina della morte. Ha infatti smantellato la stanza delle esecuzioni nel carcere di San Quentin, rottamando il lettino delle iniezioni letali e le sedie elettriche, ed è intenzionato a “fare a pezzetti” il protocollo dell’iniezione letale in vigore che prevede l’uso di un solo farmaco.

Newsom si comporta come un attivista, non solo nel proprio Stato ma anche altrove. Dopo aver comunicato le sue decisioni, questo battagliero governatore è salito su un aereo volando verso la Costa Orientale degli USA dedicandosi a perorare la causa abolizionista con dichiarazioni e interviste sull’argomento rilasciate ai media nazionali. Il suo portavoce, Dan Newman, ha scritto: “Sta portando con forza questo argomento nel cuore e nella testa delle persone.”

La posizione assunta dal Governatore Gavin Newsom, nel più grande Stato USA, politicamente molto importante, potrà dare un contributo significativo al movimento abolizionista in tutto il Paese.

(1) Da una ricerca del 2011 è risultato che la California paga 184 milioni di dollari ogni anno per mantenere in vigore la pena capitale e ha accumulato 5 miliardi di dollari di spese da quando la pena di morte fu reintrodotta nel 1978.

(2) Vedi n. 232.

(3) Vedi n. 232.

Rottamazione degli strumenti di morte in California

STOP DELLE ESECUZIONI IN OHIO

L’Ohio è uno Stato che compie un gran numero di esecuzioni (1), ed è uno Stato in cui si sono verificate molte esecuzioni “mal riuscite”.

Il 25 gennaio nel mezzo di un dibattito sollevato dalle dichiarazioni del giudice federale Michael Merz, che ha definito il metodo di esecuzione mediante iniezione letale attualmente vigente in Ohio una combinazione di “affogamento e fuoco chimico”, il nuovo governatore Mike DeWine ha concesso al condannato Warren Keith Henness – che doveva essere messo a morte il 13 febbraio – un rinvio dell’esecuzione di (almeno) sei mesi.

In seguito DeWine ha dichiarato che non consentirà la ripresa delle esecuzioni se non verrà messo a punto un nuovo protocollo dell’iniezione letale che eviti ai condannati le sofferenze prodotte dai metodi fino ad ora adottati.

In effetti negli ultimi anni ci sono state in Ohio numerose esecuzioni “mal riuscite”. Ne citiamo alcune:

– Nel 2009 Romell Broom fu tormentato per due ore durante i tentativi di inserire stabilmente nelle sue vene un ago per somministrare le sostanze letali. Alla fine il governatore Ted Strickland intervenne per bloccare la tortura (2). Broom è tuttora vivo nel braccio della morte.

– Nel 2014 l’Ohio adottò come sostanze letali il midazolam e l’hydromorphone, due farmaci mai usati prima nelle esecuzioni capitali. Non fu un successo: Dennis McGuire impiegò 25 minuti per morire rantolando rumorosamente mentre la sua bocca si apriva, il suo torace si alzava e il suo pugno destro si serrava (3).

– A novembre 2017 si tentò di inserire per quattro volte gli aghi in diverse parti del corpo del 69enne Alva Campbell mentre egli gridava per il dolore. Dopo 25 minuti di tortura il governatore John Kasich bloccò l’esecuzione. Campbell sopravvisse e morì per cause naturali 3 mesi dopo, quando aveva una nuova data di esecuzione già fissata. (4)

Il governatore DeWine dice di non sapere quando le esecuzioni potranno ricominciare nel suo Stato: “Finché le cose rimarranno come sono, senza che si disponga di un protocollo di esecuzione adeguato, non avremo certamente alcuna esecuzione in Ohio.”

(1) Tra il 2009 e il 2011 l’Ohio portò a termine ben 17 esecuzioni (solo il Texas ne fece di più), poi il ritmo delle esecuzioni è alquanto rallentato.

(2) Vedi n. 172

(3) Vedi n. 211.

(4) Vedi nn. 242, 243, 246.

MURPHY NON HA UCCISO, MA EVITA L’ESECUZIONE SOLO PERCHÉ BUDDISTA

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha lasciato uccidere Domineque Ray in Alabama e ha salvato dall’iniezione letale, almeno per ora, Patrick Murphy in Texas. I due condannati si trovavano nella stessa condizione: assenza di un assistente spirituale autorizzato a rimanere nella “camera della morte”.

Il 28 marzo, con una decisione presa a larga maggioranza (7 a 2), la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso l’esecuzione di Patrick Murphy in Texas poche ore prima del momento fatidico. Il motivo della sospensione è stato la richiesta di Murphy, che da alcuni anni si è convertito al Buddismo, della presenza durante l’esecuzione di un assistente spirituale buddista. Gli assistenti spirituali che possono presenziare all’esecuzione devono appartenere al personale carcerario, e in Texas ve ne sono solo di Cristiani e Musulmani.

La decisione della Corte Suprema in questo caso lascia sbalorditi, dal momento che la stessa Corte, solo un mese fa, aveva deciso esattamente l’opposto nel caso di Domineque Ray, musulmano, che fu ucciso in Alabama con la presenza di un imam solo all’esterno della stanza dell’esecuzione, separato da un vetro dal condannato (1)

Ricordiamo inoltre che la motivazione del rigetto della richiesta di Ray era stata il ritardo con cui il condannato aveva presentato la relativa istanza, ma ci pare che anche questa volta la richiesta da parte di Murphy non sia arrivata con grande anticipo, visto che i suoi avvocati l’hanno presentata all’inizio della settimana dell’esecuzione… quando argomenti ben più solidi in favore del condannato erano stati già rigettati; a cominciare dal fatto che Patrick Murphy era stato condannato a morte in base alla discussa Law of parties (legge sulle complicità) per aver partecipato a una rapina in cui uno dei complici uccise un poliziotto.

Murphy faceva parte di una nota banda di criminali che era stata chiamata Texas 7. Insieme ad altri 6 uomini egli evase dal carcere e compì una serie di rapine che finì la vigilia di Natale del 2000. Quel giorno, mentre alcuni membri della banda stavano rapinando un grande magazzino di articoli sportivi, Murphy era in auto. Intravide un poliziotto avvicinarsi e avvertì i suoi complici di sbrigarsi. Quando questi uscirono, ci fu una sparatoria nel corso della quale il poliziotto fu ucciso.

Tutti i rapinatori furono condannati a morte, tranne uno dei sette che si suicidò prima di essere catturato (2). Fu condannato anche Murphy, sulla base Law of parties, anche se non aveva partecipato direttamente né alla rapina né alla sparatoria. La legge sulla complicità è molto controversa: Murphy fu considerato colpevole come chi aveva sparato, perché la giuria determinò che lui stava comunque aiutando i rapinatori e, anche se forse non aveva intenzione di uccidere, doveva prevedere che nel corso della rapina qualcuno poteva essere ucciso.

Gli avvocati difensori di Murphy, David Dow e Jeff Newberry, avevano dichiarato due giorni prima della data prevista per l’esecuzione: “E’ inconcepibile che Patrick Murphy venga giustiziato per un omicidio che non ha commesso, risultante da una rapina a cui non ha preso parte, proprio mentre i legislatori stanno considerando se chiunque sia stato incriminato sulla base Law of parties possa essere condannato a morte.”

Se però il Texas dovesse trovare presto un Buddista che assista spiritualmente Murphy, temiamo che la sua esecuzione non sarà fermata da una legge attualmente solo in fase di proposta.

(1) Vedi n. 256

(2) Tre membri della banda sono stati messi a morte negli anni scorsi. Sulla vicenda e sull’esecuzione dell’ultimo dei tre, Joseph Garcia, v. n. 254.

Presentazione del “FOGLIO DI COLLEGAMENTO” 257 (e sotto il sommario)

Pur occupandoci come sempre di un argomento terribile, la pena di morte, possiamo darvi questa volta alcune notizie positive.

Cominciamo con il raccontarvi della moratoria della pena capitale in California, moratoria decisa dal nuovo governatore Gavin Newsom. L’impegno di Newsom va oltre la moratoria: prima che finisca il suo mandato egli vuole porre le basi per l’abolizione della pena capitale nel proprio Stato, il più grande fra gli Stati Uniti d’America.

Un altro governatore, il governatore dell’Ohio Mike DeWine, ha bloccato le esecuzioni in uno Stato che fino ad ora ha usato intensamente la pena capitale. La moratoria decisa da DeWine durerà fino a che non venga messo a punto un nuovo protocollo dell’iniezione letale che eviti ai condannati le sofferenze prodotte dai farmaci letali fino a ora utilizzati… Speriamo che questa moratoria si prolunghi per molto tempo mettendo in crisi l’istituzione medesima della pena capitale.

Un uomo innocente condannato ingiustamente alla pena capitale, come Alfred Brown in Texas, riceverà prima o poi un indennizzo finanziario per i 10 anni passati nel braccio della morte: lo dobbiamo considerare un fatto positivo? Pensiamo di sì.

E’ positivo il fatto che il numero di impiccagioni in Iran sia in decrescita, anche se ne vengono effettuate ancora moltissime.

In questo numero trovate molti dati sulla pena di morte negli Stati Uniti che ci permettono di valutare il divenire del triste fenomeno.

Trovate anche, ed è molto importante, il programma del prossimo tour in Italia di Dale Recinella, cappellano laico nel braccio della morte della Florida e la recensione del suo ultimo libro tradotto in italiano (un testo molto interessante per credenti e non credenti) che vi invitiamo a comprare.

Infine chiedo a tutti di sostenere la petizione promossa da Amnesty International in favore dell’avvocatessa iraniana Nasrin Sotoudeh: è facilissimo, basta cliccare.

Giuseppe Lodoli per il Comitato Paul Rougeau

SOMMARIO

1 ) Moratoria della pena di morte in California!                                                  

2 ) Stop delle esecuzioni in Ohio                                                    

3 ) Murphy non ha ucciso, ma evita l’esecuzione solo perché buddista  

4 ) Fissata per la sesta volta la data di esecuzione per Larry                 

5 ) Dopo 4 anni dall’assoluzione il Texas risarcirà Alfred Brown                       

6 ) La pena di morte statunitense in cifre             

7 ) In India l’ergastolo sia la regola, la pena di morte l’eccezione          

8 ) La situazione e il divenire della pena di pena di morte in Iran          

9 ) Amnesty ci chiede di firmare per Nasrin condannata a 148 frustate

10) “Quando visitiamo Gesù in prigione”, un nuovo libro di Dale Recinella          

11) Dale e Susan Recinella di nuovo in Italia       

12) Notiziario: Alabama, Brunei Darussalam

Gli articoli pubblicati nei numeri precedenti del “Foglio di Collegamento” si trovano nel nostro sito #0000ff;">www.comitatopaulrougeau.org

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Giuseppe Lodoli
Ex insegnante di fisica (senza educazione). Presidente del Comitato Paul Rougeau per il sostegno dei condannati a morte degli Stati Uniti.
Lavora in una scuola di Italiano per stranieri di Sabaudia (LT) (piu' che altro come bidello).

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