PER FORTUNA JOHN

(roba del Pabuda):

 

per fortuna,  John Coltrane

era un tipo gentile          

e disponibile:

di modo che alle domande

dei critici, dei fanatici,

dei musicologi       

e dei giornalisti

ha sempre risposto

per esteso –

magari in una camera

d’albergo piena di fumo,

sul letto disfatto disteso –

parlando piano e con calma,

parlando tanto:

mica per niente l’han fatto santo!

per fortuna, quegli altri

han preso appunti, han registrato,

han sbobinato bobine,

han ricopiato le parole di John –

quelle più chiare,

quelle più sibilline –

in articoli, note, saggi e libri:

di modo che, anche a distanza

d’un fracco di tempo,

ascoltandolo,

posso anche leggerlo

e, quindi (… io son fatto così!)

il triplo godermelo.

ogni disco ascolto,

ogni pagina leggo –

traducendomela in silenzio,

per non disturbare

il musicista –

mi sembra di far passi da gigante,

trovando tutte

le mie cose favorite:

perle nere, ballate infinite

piene di sorprese,

 standard stravolti,

riflessioni inedite

& vecchie innovazioni,

blues, preghiere o invettive,

grida, saliva, progetti, tamburi,

esperimenti e treni blu:

forse, orientandomi un po’

e lasciandomi coltivare,

clandestino,

un amore supremo.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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