Per il ministro dell’Inf(t)erno

Una poesia di TRILUSSA… apppositamente scritta – con un certo anticipo – per Matteo Salvini (*)

Jeri ho incontrato un Cane polizziotto.
Dico: — Come te va? — Dice: — Benone!
Ogni ladro che vedo je do sotto.
Li sento da l’odore, caro mio!
cór naso che ciò io!… —

In quer mentre è passato un fornitore
che Dio solo lo sa quant’ha rubbato.
Ho chiesto ar Cane: — Senti un certo odore? —
Ma lui m’ha detto: — No… So’ raffreddato… —
Er Cane polizzotto ch’ho incontrato
lo faranno prestissimo questore.

Trilussa (Carlo Alberto Salustri: 1873-1950)

La “bottega” ringrazia Sergio che l’ha tirata fuori – al momento giusto – dal “sacco rotto” della memoria collettiva di Roma “ribbelle e mai domata”. SE NON LEGGETE IL TESTO SULLA TARGA (che è in piazza Trilussa, a Trastevere, luogo di piccoli “pellegrinaggi”) ECCOLO QUI SOTTO. TENETE PRESENTE CHE TRILUSSA FU CONFINATO E PIU’ VOLTE MINACCIATO DA SALVINI, scusate volevo dire DAL REGIME FASCISTA. [db]

All’ombra

Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all’ombra d’un pajaro
vedo un porco e je dico: – Addio, majale! –
vedo un ciuccio e je dico: – Addio, somaro! –

Forse ‘ste bestie nun me capiranno,
ma provo armeno la soddisfazzione
de potè di’ le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.

 

 

Redazione
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