Prima vittima della chiamata diretta dei dirigenti scolastici

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di Francesco Masala

La prima vittima della chiamata diretta dei dirigenti scolastici è un professore di letteratura inglese, dai metodi poco ortodossi, dicono.

Pare che la rete WhatsApp dei dirigenti abbia diffuso, in maniera riservata, ad uso e consumo dei dirigenti, le informazioni sul professor Keating, gli utenti e le loro famiglie possono stare al sicuro.
Grazie ad un hacker, che vuole restare anonimo, e lo capiamo, sappiamo quello che hanno scritto e diffuso in maniera capillare i dirigenti scolastici.

Ecco il testo apparso su WhatsApp dei dirigenti:
Il professor Keating fa strappare le pagine dei libri di testo:

Il professor Keating fa salire gli alunni sulla cattedra:

Il professor Keating porta gli alunni in cortile a passeggiare durante le ore di lezione:

Il professor Keating dice cose strane, confonde gli alunni:

Il professor Keating insegna agli studenti a non rispettare l’autorità:


Bisogna liberarsi di gente così, come avrà fatto a passare il concorso, gente così non deve neanche entrare nelle aule.

Nessuno di noi lo chiamerà, ma non diventerà un martire, ci penserà il Miur a dargli una stanzetta, per qualche attività inutile, presso la direzione scolastica regionale, per metterlo in condizione di non nuocere.

E vai con la libertà d’insegnamento, sempre sia benedetta, bisogna dirlo sempre, non dimentichiamocelo.

 

Noi dirigenti seguiremo sempre il fulgido esempio del grande Dirigente Vitous Gambrinus:

“Non per vantarmi, scrive il preside con orgoglio, ma il nostro è un corpo (insegnante) selezionato con cura, quanto di più spiacevole e scostante offra il mercato. Non un solo corpo simpatico, tutti corpi pedagogici, e le poche volte che mi trovo ad assumere un insegnante giovane, faccio sempre in modo che abbia una caratteristica repellente.

I nostri insegnanti sono i migliori cervelli della capitale, non ce n’è uno che abbia un’idea sua. Se solo a qualcuno dovesse venirgliene una, ci penserei io a far sloggiare l’ideatore. Sono nullità innocue, solo quello che c’è nei programmi scolastici! Nessun pericolo che gli venga un’idea originale.

Non c’è nulla di peggio di un insegnante simpatico, specie poi se provvisto di opinioni personali. Solo un professore veramente noioso è capace di instillare negli allievi una bella immaturità, quella simpatica inefficienza e inettitudine, quell’insipienza della vita tipica della gioventù, in modo che noi, veri pedagoghi per vocazione, possiamo farne il nostro campo d’azione. Solo con l’aiuto di un personale veramente adeguato possiamo riuscire a purificare il mondo.” (*)

Naturalmente siete, e siamo, tenuti al segreto professionale, nessuno deve sapere quali informazioni ci scambiamo, meglio essere prudenti, anche se comunque non ci succederà niente, statene pur certi.

Buon lavoro a tutti noi, splenda sempre il successo formativo.

 

(*) tratto da Ferdydurke (di Witold Gombrowicz)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

4 commenti

  • Gian Marco Ibba

    Vero è anche che Keating lavorava in un istituto di eccellenza dove gli studenti, tutti iperselezionati, sarebbero probabilmente andati andati avanti anche da soli, senza insegnante. A quegli studenti davvero l’unica cosa che mancava era di coltivare un po’ di originalità e di spirito d’iniziativa. Ai nostri studenti italiani l’iniziativa e l’originalità non mancano di certo, così anche come la maleducazione, l’arroganza e l’idea convinta di non essere mai responsabili di nulla. Forse Keating avrebbe avuto delle difficoltà a insegnare nelle nostre scuole, dove gli studenti non si fanno certo pregare a salire sulla cattedra, usando magari anche la stessa testa del docente come scalino. Abbiamo avuto anni in cui il sogno era la fantasia al potere, che si è riflessa anche in un certo modo di intendere e di fare scuola (con pregi e difetti). Oggi forse, coi tempi che corrono, occorre lavorare un po’ più di grosso, e ritornare ai buoni vecchi fondamentali, tipo che forse concetti come rispetto, dovere, responsabilità e fiducia in chi è preposto a farti da guida andrebbero rispolverati, prima che l’intera società vada in pezzi. Cominciare un edificio dalle decorazioni del tetto è forse la vera utopia. Abbiamo prima bisogno di aratri, manovali, travi e buone fondazioni. Lo so che non c’entra col discorso che volevi fare tu, che si incentrava su un altro tema, ma ho visto Keating ed è partito il trip… 🙂

  • Francesco Masala

    scrivi:”Lo so che non c’entra col discorso che volevi fare tu, che si incentrava su un altro tema”.

    sono d’accordo 🙂

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