Report da Gaza – 4

di Giuditta Brattini (*)

Ieri (18 agosto) Gaza City era in “delirio”: alla mezzanotte sarebbe scaduta la tregua e per tutta la giornata le notizie si sono rincorse senza tuttavia avere un’idea precisa di cosa stesse accadendo al Cairo, al tavolo delle trattative. I negozi erano affollati per acquistare cibo, grande traffico di macchine e camioncini stipati di persone e cose. Infatti le famiglie di sfollati che erano rientrati nelle loro case, ancora agibili anche se bombardate, non sapendo cosa potesse accadere dopo la mezzanotte ritornavano a rifugiarsi nelle scuole dell’Unrwa per passarvi la notte. Da Beyt Hanun a Jabaliya, un flusso ininterrotto di centinaia di persone.

La tregua è stata prolungata fino alle 24 di oggi (19 agosto) e la vita è tornata per poche ore alla “normalità”. Stamattina presto sono andata al porto di Gaza per incontrare i pescatori che si erano riuniti in assemblea e che hanno poi deciso di non uscire in mare. I pescatori incrociano le braccia e chiedono la libertà di pescare fino a 12 miglia marittime: attualmente Israele concede 3 miglia per la pesca, troppo poche, e nonostante questo vengono continuamente attaccati dalle navi da guerra israeliane che stazionano al largo.

Il resto della mattinata l’ho dedicato all’acquisto di parte dei farmaci. Accompagnata dal direttore della farmacia dell’ospedale al-Shifa sono andata alla casa farmaceutica Central Gaza dove abbiamo acquistato i farmaci che ci avevano richiesto: 999 confezioni di Leucovorin (costo 23,75 Nis a confezione), contenuto in 6 scatole, 12.000 confezioni di Dexamethasone (1,95 Nis a confezione), contenuto in 77 scatole e 1.580 confezioni di soluzione Ipatroprium (17,49 Nis a confezione) contenuto in 9 scatole.

I materiali acquistati sono stati poi portati al magazzino della farmacia del ministero della Salute. Una volta scaricati sono state controllate le quantità dei prezzi dichiarati sulla fattura, così eccoli pronti per essere destinati agli ospedali pubblici, in particolare all’ospedale al-Shifa.

Il costo totale dei farmaci è di 84.760 Nis, pari a 16.250 euro.

Domani (20 agosto) andrò ad acquistare l’ultima parte dei medicinali ordinati: 2.000 confezioni di gel per ultrasuoni.

I medicinali – che Gazzella onlus ha acquistato grazie a una raccolta straordinaria di fondi e alla generosità di tanti donatori – sono stati richiesti dalla farmacia del ministero della Salute di Gaza e destinati agli interventi di emergenza e alla terapia intensiva negli ospedali pubblici.

Il responsabile del magazzino farmaci mi dice che stanno ricevendo vari carichi di farmaci da diversi Paesi; tuttavia nessuno si confronta con le necessità degli ospedali e per questo di alcune medicine c’è un sovrastoccaggio, mentre i farmaci più costosi come gli antitumorali, quelli per i trapiantati e per le infezioni (epatiti, ecc), sono invece in esaurimento.

Ho poi continuato la giornata con le visite alle famiglie dei bambini sostenuti da “Gazzella”.

Sono andata a Beyt Hanun ma non è stato facile trovare le famiglie perché il disegno urbano è stato completamente stravolto dai bombardamenti. La maggior parte delle famiglie che ho incontrato ha subìto danni ingenti alla loro abitazione e alcune case sono state completamente distrutte.

Beyt Hanun è irriconoscibile: case sventrate, crateri per le strade. L’ospedale della città è stato bombardato lo scorso 24 luglio alle 11 di sera. Ci sono stati due feriti fra cui un volontario internazionale che stava aiutando i medici e lo staff paramedico a evacuare l’ospedale. Al momento dell’attacco vi erano 26 pazienti ricoverati, mentre gli altri erano già stati trasferiti all’ospedale al-Shifa di Gaza. In precedenza l’ospedale di Beyt Hanun aveva una capienza di ricovero di 66 posti letto per i 55.000 abitanti della città. Oggi per l’emergenza ci sono solo 10 posti letto agibili.

Ho anche terminato le visite a Beyt Lahiya, nelle scuole dell’Unrwa, dove sono sfollate alcune famiglie sostenute da “Gazzella”.

Purtroppo mentre scrivo queste righe, alle 17 del pomeriggio, sono iniziati i bombardamenti israeliani a sud della Striscia di Gaza, a Khan Yunis, nel sobborgo di Zaytun e ancora a Shaja’iyya.

Mentre i bombardieri F16 sorvolano Gaza il mio pensiero va ai bambini e alle bambine, che ho visitato oggi e ai quali ho cercato di regalare un sorriso, e a tutti quelli che ho visto nelle scuole dell’Unrwa, terrorizzati, ammassati come animali, fino a 18 persone fra bambini, donne e materiali vari, stipati in aule di 40 mq.

Oggi ho visto confermata la gravità della situazione sanitaria: ci sono bambini e adulti con vaste dermatiti sul corpo, si riscontrano infezioni di varia origine con febbre alta, il tutto dovuto a condizioni igenico-sanitarie pessime.

I bombardamenti continuano, ci sono morti e feriti. E anche la raccolta fondi per l’emergenza a Gaza continua. (19.8.2014)

(*) Giuditta Brattini è di Gazzella onlus.

 

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