ricordo di Gian Maria Testa

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Allora compagno, non ci abbracceremo più. Non abbiamo creduto ai generosi tempi supplementari dell’aldilà, perciò ci siamo abbracciati al termine delle nostre serate su un palco. Erano precedute da una cena e dal vino, che ci seguiva anche sulla pedana della ribalta. Ci siamo abbracciati, cento, mille volte, il mio braccio ha lo stampo della tua spalla, il tuo braccio della mia. Usciva, dal fascio di luce senza inchini, salutando con il verso di una tua canzone:
e con la mano, che non veda nessuno,
con questa mano ti saluterò.
erri

da qui

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • Giusto ieri (non ricordavo fosse la vigilia del suo anniversario) gurdavamo dei video di suoi concerti dal vivo con questi aggeggi moderni che consentono di vedere Youtube alla tv. Voglio però riproporre un Gianmaria Testa poco conosciuto, quello ironico, in questo magnifico concerto -con altri suoi splendidi amici- per ricordare Buscaglione. La qualità video non è delle migliori, ma merita.

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