Ricordo di Ivan Cicconi

15esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega

Ivan Cicconi l’ho incontrato la prima volta a Firenze nel 2012, ma avevo già comprato il suo libro Le Grandi Opere del Cavaliere, nel 2006 in Val di Susa. A Firenze, Ivan aveva fatto una testimonianza in una conferenza sui disastri della TAV nel Mugello. Ricordo che Tiziano, l’organizzatore del convegno, mi aveva presentato a Ivan e poi mi salvò da una gaffe che stavo per fare, molto grave in generale e in particolare col senno di poi. Stavo andando via dalla conferenza senza aver lasciato in omaggio a Ivan una copia del mio libro Amico treno non ti pago. Tiziano mi chiamò e mi disse di non perdere l’occasione per far leggere il mio libro a Ivan, in quale, in cambio, mi spedì una copia del suo nuovo libro Il libro nero della TAV, storia del futuro di Tangentopoli . Dopo un anno gli editori di Amico treno non ti pago decisero di ripubblicarlo con una mia nota di aggiornamento; chiesi la prefazione a Ivan Cicconi e lui fu molto disponibile, e visto che aveva già una copia (il “particolare” col senno di poi!) si era già portato avanti. La cosa che mi colpì di Ivan fu che mise in risalto, nella prefazione del libro, proprio quei punti che erano spesso poco valorizzati per malafede o per ipocrisia: intitolò la prefazione Illegalità: il dito o la luna?. In seguito organizzò la presentazione del monologo teatrale che era ispirato al libro: a Bologna, in un circolo Arci, durante la mia tournée Dalla Sicilia a Lugano in bicicletta per Marco Camenisch (aprile-maggio 2013).

Quello che è prezioso dei libri di Ivan – uno fra i più recenti è Il libro nero dell’Alta Velocità: storia del futuro di Tangentopoli – è la lucidità e l’onestà intellettuale di un tecnico che si fa divulgatore e illustratore degli scempi “tecnici”: la definizione di Ivan e di altri come lui che pubblicarono il libro Corruzione ad alta Velocità (fra gli altri Claudio Cancelli che ho conosciuto di persona) era di «truffa ai danni dello Stato» riferendosi al modello TAV, non solo alla Val di Susa. Lo spiegavano in modo chiaro e limpido, tecnicamente ed economicamente: quindi erano e sono da nascondere o sminuire, perché oggi – come sempre – uno dei problemi più gravi è che gli intellettuali sono venduti ai padroni delle ferriere, e quando invece si oppongono alle bugie del sistema vengono occultati, banalizzati o non pubblicati.

Ma restando al sottotitolo del libro di Cicconi sopra citato (Storia del futuro di Tangentopoli) è illuminante quello che fa capire Ivan: il modello TAV è il proseguimento legalizzato e sovradimensionato – Tangentopoli erano pochi spiccioli in confronto! – di quello che aveva suscitato tanto scandalo all’inizio degli anni ’90 noto come Mani Pulite. Una cosa sconcertante è che Di Pietro, “eroe” contro i corrotti di Mani Pulite, quando diventerà ministro del Lavoro con il governo Prodi bis (2006) dirà che la TAV va fatta “se no si ferma il progresso”! Castronerie che manco nei peggiori bar di provincia forse troveremmo.

Devo ringraziare Ivan e altri come lui per avermi fatto comprendere la magagna del General Contractor, credo unico in Europa, cioè tipicamente italiano. Uno degli aspetti più illuminanti è questo: il modello TAV prevede il 40% del finanziamento pubblico e il 60% privato. Nel 1996, l’allora ministro dei Trasporti Burlando svelò la prima magagna: «la disponibilità dei privati è falsa, la quota pubblica è finita, e il 60% dei privati non si è mai visto». Ecco spiegato terra terra quello che vuol dire «truffa ai danni dello Stato». Ivan lo spiega meravigliosamente mettendo in relazione i viaggiatori dei treni “universali” (che pagano i costi della TAV) e i treni “a mercato”, cioè la TAV, che in teoria dovrebbero mantenersi con i biglietti degli utenti. Cito la lectio magistralis di Ivan (tratta dalla prefazione del mio libro Amico treno non ti pago): «la maestria dei capitani dell’Alta Velocità assomiglia molto a quella del capitano della nave dei folli: pieni di hybris navigano nelle acque perigliose del “mercato”, con rotte inedite disegnate da arditi ‘project financing’. La sfida che hanno lanciato è stata quella della costruzione di nuove tratte ferroviarie con “soldi privati”, per offrire un servizio garantito solo dal “mercato”, senza aiuti dello Stato. I capitani hanno raccontato e continuano a raccontare che è il “mercato” a garantire il viaggio con il Frecciarossa o con l’omologo Italo. (…) bugiardi, perché i biglietti che gli ufficiali pagano per viaggiare su quei treni coprono a mala pena i costi di manutenzione e gestione delle nuove tratte dedicate e riservate per le loro corse. Sulla tratta Torino-Milano, ad esempio, se fosse solo il “mercato” a garantire la copertura dei costi, dovrebbero pagare un biglietto almeno TRE volte più costoso. Bugiardi dunque, ma anche ladri, perché sono invece proprio tutti i passeggeri e i viaggiatori di tutte le altre linee di terra e di mare sui quali si scarica il costo dei due terzi del viaggio degli ufficiali».

Grazie Ivan, per la luce e per il coraggio, ne faremo tesoro.

LA “BOTTEGA” SEGNALA UNA RECENSIONE A “IN ASCOLTO” (ultimo libro di Angelo Maddalena; o forse penultimo… Terzultimo? Capace che ne ha scritto un altro nell’ultima mezz’ora). Dite che è uno spot? Sì, ma Angelo se lo merita… e poi non lo ha chiesto e non ci paga: http://www.radioluce.it/2019/01/17/pietraperzia-in-ascolto-appunti-e-poesie-e-lultima-opera-in-ordine-di-tempo-di-angelo-maddalena/

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

Redazione
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