San Lazzaro: rifiuti tossico-nocivi

di Vito Totire (*)

Alla sindaca di San Lazzaro di Savena

ai vigili urbani

a Hera

al dipartimento sanità pubblica Ausl Bologna

alla Prefettura di Bologna

a Legambiente e WWF

a chiunque interessato

Abbandono rifiuti tossico-nocivi davanti alla grotta del Farneto! Praticamente nel Parco (preparco) dei Gessi.

La vigilanza a San Lazzaro di Savena (ancorché più efficace che in altri Comuni) evidentemente non è sufficiente; ma non è tempestivo neanche il recupero dei rifiuti abbandonati abusivamente.

In questo caso non si tratta “solo” di rifiuti ingombranti ma tossico-nocivi. Nello stesso sito in cui avvistammo una cisterna di cemento-amianto nel dicembre 2017 targata, a scanso di equivoci, ETERNIT, ecco questa volta tre taniche di sottoprodotti petroliferi (complessivamente almeno una cinquantina di litri). Una posizione molto delicata: a destra (andando verso San Lazzaro) il cartello della Grotta del Farneto, sulla sinistra – ancora peggio – a pochissima distanza il torrente Zena! Ogni tanto una morìa di pesci…

Anche un piccolo acquazzone (di questi tempi) potrebbe riversare nel corso d’acqua le tre taniche che non risultano chiuse ermeticamente.

Inquietante l’interrogativo sulla provenienza del rifiuto: non certo “domestica”(non costituirebbe un’attenuante) più probabilmente di origine artigianale-produttiva. Il che pone probabilmente una esigenza di coordinamento fra vigilanza del Comune e della Ausl. Quanto poi al monitoraggio SISTRI , non abbiamo informazioni sul fatto che il sistema, che ha subìto numerosi ostruzionismi, possa considerarsi ormai a regime o soddisfacente.

Occorre chiarire che questi smaltimenti abusivi non solo vanno prevenuti (perché lì non sono state collocate telecamere, nonostante i precedenti?) ma vanno anche bonificati con estrema urgenza mentre giacciono nel sito attuale, certamente almeno da qualche giorno.

Estrema urgenza appunto: per scongiurare il possibile sversamento nel corso d’acqua ed evitare di intervenire “il giorno dopo”… Se poi si riuscisse da altri elementi – etichette, scritte ecc – a individuare i responsabili tanto meglio.

(*) Vito Totire è portavoce di AEA e del circolo Chico Mendes

Redazione
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