Scor-data: 1 giugno 2009

Con la legge di Maroni nasce il reato di clandestinità
di d. b. (*)

Mentre si depenalizzavano i reati dei ricchi (il falso in bilancio per dirne uno) si bastonavano gli ultimi. E finalmente la Lega Nord cantò vittoria: una legge stabilì che non essere in regola con il permesso di soggiorno è un reato grave. Maroni approfittò del clima favorevole. Con i giornalisti (anche «democratici») che da tempo preferivano usare la parola «clandestini» – fa pensare ai terroristi, no? – invece che «irregolari» o «senza documenti». E tutte le altre schifezze che qui in blog si raccontano anche nella rubrica «sparite-sparate».
In quel periodo io portavo in giro, con Hamid Barole, un dialogo teatrale che si intitolava «Omsizzar» (se non capite subito di che si tratta, provate a leggerlo a rovescia).
Nel pieno del razzismo istituzionale, «Omsizzar» si concludeva con queste parole. «La notte è fonda. Però non bisogna perdere la speranza. Mi piace quello che ha scritto Furio Colombo: fra 10 anni nelle scuole si celebrerà una “giornata della memoria” ricordando i respingimenti in mare. Gli studenti ricorderanno i nomi dei responsabili: Maroni, Bossi eccetera. E magari noi che siamo qui potremo dire: anche noi abbiamo dato una mano per cacciar via quei delinquenti, perché finisse la notte».
Abbiamo dato una mano a cacciare Maroni, però non so quanto sia ancora lunga la notte. Quando saranno abrogate le leggi di Maroni, Bossi e Fini? Arriveremo in tempi brevi almeno a una legge per dare la cittadinanza italiana a chi nasce e cresce qui? E assicureremo il diritto di voto a chi qui lavora e paga le tasse?
Una vignetta di Vauro nel 2009 mostrava due ometti che si nascondevamo. Quello scuro chiedeva al più chiaro: «ma tu italiano perché ti nascondi?». E lui rispondeva: «per la vergogna». C’è ancora molto da vergognarsi.
Nel frattempo è importante anche vedere quanto costa (e chi ci lucra sopra) la “cattiveria” contro i migranti. Proprio in questi giorni esce «Costi disumani» di Lunaria: il rapporto e una sua sintesi si possono scaricare dal sito di CRONACHE DI ORDINARIO RAZZISMO.
Un solo dato: la spesa italiana per contrastare l’immigrazione irregolare ammonta, dal 2005 al 2012, ad almeno un miliardo e 668 milioni di euro (1,3 miliardi stanziati dallo Stato italiano e 281,3 milioni dall’Unione Europea). La ricerca di Lunaria conferma la scarsa trasparenza e anzi «la reticenza delle autorità competenti, in particolare il ministero dell’Interno, a fornire dati e informazioni a soggetti terzi», cioè al popolo sovrano. Andate a leggere qui: http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/rifiutare-costa-presentato-il-dossier-costi-disumani/

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 1 giugno avevo ipotizzato: 1307: assassinato fra Dolcino; 1394: nasce Gutenberg; 1873: massacro a Lypress Hill contro «i pellerossa»; 1931: inizia la deportazione dei kulaki ucraini; 1947: sul «Bullettin atomic scientist» compare l’orologio dell’apocalisse; 1956: indipendenza Tunisia; 1957: appello contro le armi nucleari; 1964: nasce l’Olp; 1968: muore Helen Keller, insegnante sordo-cieca; 1971: Nixon dichiara guerra alla droga; 1976: massacro Tall el Zatar; 1977: condannato Leonard Peltier; 2008: in Europa entra in vigore l’accordo Reach sulla chimica. E sul 2 giugno: 1763: è il giorno dell’aspirina; 1924: Mussolini spedisce Cesare Mori in Sicilia; 1967: a Berlino las polizia uccide uno studente; 1970: “sceriffata” di Tanassi contro gli anti-leva in Belice; 1981: muore Rino Gaetano; 2006: muore Vittoria Giunti; 2010: muore Virginia Choquinies, ultima del gruppo etnico Ona in Argentina. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi, come oggi: magari solo una citazione, un disegno o una foto. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

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