Scor-data: 5 novembre 1605

Guy Fawkes e la congiura delle polveri

di Fabrizio Melodia (*)  


«Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot!»

«Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto
Non vedo alcuna ragione
per cui la Congiura delle Polveri
dovrebbe mai essere dimenticata!»
(Filastrocca per bambini, in memoria della congiura delle polveri e di Guy Fawkes)

 

Lo ammetto, adoro la storia anglosassone. Non chiedetemi il motivo, posso solo dire che mi appassiona e mi prende più di quella italiana o dell’antica Grecia. Ognuno ha le sue passioni, una delle mie è questa (l’altra è la Nutella).

Per qualcuno può essere una passione politica, concretizzata in una violenta reazione contro coloro che a suo dire si sono macchiati di azioni ben poco democratiche, soprattutto quando si penetra nell’ambito religioso: terreno minato per eccellenza, poiché si tende a toccare contenuti linguistici e simbolici direttamente connessi con istinti primordiali e collettivi.

In Inghilterra e in Nuova Zelanda, il 5 novembre, oltre ad Halloween, si tiene una singolare notte, in cui i bambini girano per le strade tenendo in mano fantocci e recitando la filastrocca che ho riportato sopra, chiedendo soldi ai genitori per comprare i fuochi per il falò.

Tale notte viene chiamata «Guy Fawkes Night», ovvero “La notte di Guy Fawkes”.

Chi era costui?

Fu l’uomo di punta del complotto anti monarchico, la famigerata «Gunpowder Plot», la congiura delle polveri, un ardito piano per far saltare in aria il Parlamento inglese durante la rituale cerimonia di apertura delle sessioni, che avveniva per la precisione proprio il 5 novembre dell’anno in corso, in questo caso il 1605.

Cosa aveva portato Guy Fawkes e altri illustri uomini di cultura e posizione sociale elevata a ordire un simile piano ai danni di re Giacomo I e di tutto il Parlamento dei Lord?

Guy Fawkes era nato il 13 aprile 1570 a York, da un’importante famiglia, fu battezzato in chiesa e seguì la scuola cattolica, abbracciando con fede e convinzione il cattolicesimo a 16 anni.

Molto religioso e dal cervello fino, oltre che dotato di un carattere particolarmente avventuroso e spavaldo, dopo la morte del padre dilapidò il patrimonio di famiglia e si vide costretto a intraprendere la carriera militare per ripagare i debiti che aveva contratto in giro.

Nell’esercizio della carriera militare, Guy Fawkes maturò una profonda esperienza in materia di esplosivi: era quello che, al giorno d’oggi, potremmo definire un guastatore.

Nel 1593 si arruolò nei Paesi Bassi nell’esercito dell’Arciduca Alberto d’Austria, che combatteva le Province Unite protestanti nella Guerra degli ottant’anni. Nel 1596 ottenne il grado di sottotenente. Si distinse per coraggio e determinazione.

Grazie alla perizia negli esplosivi e alla posizione di spicco fra i militari, fu ritenuto un membro adatto per i cospiratori della congiura, poiché Guy Fawkes sarebbe stato più difficilmente individuabile in caso di una fuga di notizie.

Nel maggio 1603 fu dunque ordito un piano assolutamente inaudito prima di allora, che sarebbe appunto passato a imperitura memoria come la congiura delle polveri. Era un complotto progettato da cattolici inglesi a danno dello scozzese re Giacomo I d’Inghilterra; l’obiettivo era uccidere in un colpo solo il re, la sua famiglia e gran parte dell’aristocrazia protestante, facendo esplodere la Camera dei Lord durante la cerimonia dello “State Opening” che si sarebbe tenuta il 5 novembre 1604. Alcuni storici ipotizzano inoltre che i cospiratori avessero pianificato di rapire i figli del re, non presenti in Parlamento, per spingere alla rivolta anche la classe media.

Uno dei maggiori fautori era Robert Catesby, probabilmente fu una dura reazione alla delusione per l’ottenimento di una politica di tolleranza per i cattolici. È pure presumibile che con questo disegno, Catesby cercasse di far arrivare un re cattolico sul trono d’Inghilterra.

Il piano considerava anche la nascita di una sommossa con la quale potesse essere stabilita sul trono la figlia di re Giacomo I (la diciannovenne principessa Elisabetta).

All’inizio i cattolici che aderirono a questa cospirazione furono cinque: Thomas Percy, Guy Fawkes, John Wright, Thomas Wintour e appunto Robert Catesby. Fawkes era stato presentato a Catesby da un certo Hugh Owen. Alcune ricerche affermano che Thomas Wintour era il principale fautore della congiura e che Fawkes fosse solo l’esecutore materiale dell’attentato.

Nel marzo 1604 i cospiratori, tramite Thomas Percy, presero in affitto una cantina sottostante al Parlamento. Fawkes aiutò a riempire la stanza con polvere da sparo che fu nascosta sotto suppellettili varie. Si stima che i 36 barili appartenenti a John Whynniard contenessero 2500 kg di polvere.

Il piano originale prevedeva di scavare una galleria che partisse dalla cantina per porre gli esplosivi precisamente sotto la sala delle riunioni della Camera dei Lord. L’esplosione avrebbe potuto ridurre in macerie molti edifici del complesso di Westminster, fra i quali l’Abbazia, e rompere le finestre di tutti gli edifici nel raggio di quasi un miglio.

Per sviare ogni sospetto e procurarsi un alibi di ferro, i congiurati decisero di ritardare l’attentato e Guy Fawkes intraprese alcuni viaggi per poi ritornare in Inghilterra in tempo per il gran finale.

Qualcosa andò decisamente storto.

Attorno alla mezzanotte del 5 novembre 1605, Fawkes, che dichiarò di chiamarsi John Johnson, fu arrestato nella cantina da un drappello di uomini armati guidati da Sir Thomas Knevytt. In possesso di Fawkes furono trovati un orologio, fiammiferi e carta per l’accensione.

Si dice che Peter Heywood, residente di Heywood (Lancashire) fu l’uomo che afferrò la torcia dalle mani di Fawkes prima che potesse accendere la miccia.

All’arresto Guy Fawkes non negò le sue intenzioni, affermando che era suo scopo distruggere il Parlamento e uccidere il re.

Prima dell’arresto alcuni cospiratori erano preoccupati per i cattolici che sarebbero stati presenti in parlamento il giorno dell’attentato. Uno di questi congiurati era Mark Tresham, che inviò una lettera a Lord Monteagle per avvertirlo del pericolo. Lord Monteagle si insospettì e mostrò la lettera al segretario di Stato che iniziò le ricerche nei sotterranei della camera dei Lord.

Guy Fawkes fu così arrestato e portato dapprima nella camera da letto del re Giacomo I, il quale, visibilmente costernato, gli chiese le motivazioni del suo insano gesto. Fawkes non si scompose e mantenne per tutto il tempo un atteggiamento di sfida, non negando assolutamente le sue intenzioni e affermando che la politica d’intolleranza verso i cattolici e la scomunica che la Chiesa d’Inghilterra aveva subìto da parte del papa meritavano un drastico e deciso intervento di giustizia.

In più, gli scozzesi – fosse il Re o i suoi cortigiani – dovevano essere tutti rimandati in Scozia. Il re Giacomo I non si scompose, ordinò ai suoi uomini d’interrogarlo ancora per capire se fosse un uomo folle isolato oppure se si trattasse di un complotto su larga scala.

Portato nella Torre di Londra, Guy Fawkes fu interrogato sotto tortura. Essendo quest’ultima proibita ad eccezione che vi fosse l’avallo reale, re Giacomo primo, in una lettera datata 6 novembre, stabiliva che «lievi torture vengano inizialmente utilizzate su di lui, et sic per gradus ad maiora tenditur [e quindi vengano incrementate sino alle peggiori], e che Dio possa affrettare il vostro buon lavoro».

Inizialmente il prigioniero resistette alla tortura. Ma l’8 novembre Fawkes confessò, rivelando i nomi degli altri cospiratori e il 9 novembre raccontò dettagliatamente il complotto. Rilasciò una confessione firmata il 10 novembre. La sua firma dopo la tortura sulla ruota è visibilmente tremolante.

Un processo sommario, in cui le sentenze erano già state predeterminate, si tenne il 27 gennaio 1606.

Il 31 gennaio Fawkes, Wintour e altre persone implicate nella cospirazione furono portate all’ Old Palace Yard aWestminster, dove furono, nell’ordine, prima impiccati, poi squartati e infine decapitati, secondo la prassi denominata appunto «Hanged, drawn and quartered». Fra i condannati anche il prete gesuita Henry Garnet.

Dopo la repressione della congiura, il 5 novembre 1605 i londinesi furono incitati a festeggiare la fuga e il salvataggio del re con fuochi d’artificio. Un atto del Parlamento emanato lo stesso giorno designò il 5 novembre come un giorno di ringraziamento per la «gioia del soccorso» e così rimase fino al 1859.

In ricordo dell’impresa fallita di Guy Fawkes a partire dai primi anni del Novecento dieci guardie del corpo della regina controllano i sotterranei, dove adesso passano le condutture del moderno impianto di riscaldamento del palazzo di Westminister, prima che la sovrana apra ufficialmente il Parlamento. Le guardie sono chiamate «Yeomen of the Guard» e ispezionano ancora oggi i sotterranei, indossando uniformi rosse e cappelli neri.

In tempi recenti, la figura di Guy Fawkes è stata riabilitata dalla cultura ufficiale, arrivando ad essere definito «l’unico uomo entrato in Parlamento con buone intenzioni». Molte le influenze di questa figura storica nella cultura popolare, oltre che nella filastrocca per bambini. Il personaggio di “V” del fumetto «V for Vendetta» di Alan Moore e David Lloyd (da cui è stato anche tratto il film «V per Vendetta»), indossa una maschera di Guy Fawkes.

Questa maschera con le sembianze stilizzate di Fawkes è stata adottata dal gruppo di pirati informatici Anonymous e si è poi diffusa tra gli aderenti al movimento internazionale degli Indignados, nato in Spagna nel 2011.

Una incisione (sul 12″ minuto) della canzone «Strangeways, Here We Come», quarto e ultimo album del complesso inglese The Smiths, recitava «Guy Fawkes era un genio».Nell’album «Il segreto di Lacedemone», del 2007, il cantautore italiano Sköll dedica a Guy Fawkes la canzone «La congiura delle polveri». Nell’album «Il sangue e la polvere», del 2011, la band Guacamaya dedica a Guy Fawkes la canzone «Il testamento di V».

Per chi volesse approfondire questa affascinante figura, consiglio caldamente la lettura del bellissimo saggio storico di Antonia Fraser, «La congiura delle polveri», edito da Mondadori.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. Per esempio nel mio (babelico) archivio rispetto al 5 novembre avevo appunti su: il 5 novembre di un anno imprecisato inizia «Dracula»; 1523: lettera a Thomas Muntzer [nel romanzo «Q»]; 1714: muore Ramazzini; 1855: nasce Eugene Debs; 1879: muore Maxvel; 1883: la Corte Suprema Usa decreta che «un indiano» per nascita è «straniero o subordinato»; 1951: alluvione in Polesine [Remo? b?]; 1952: nasce Vandana Shiva; 1970: un memorandum di Kissinger contro Allende; 1977: muore La Pira; 1998: Jospin riabilita i soldati francesi che si ribellarono durante la prima guerra mondiale e lo stesso giorno muore Joyce Salvadori Lussu.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

Redazione
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