Scor-data: il 5 ottobre di ogni anno (dal 1994)

Giornata mondiale dell’insegnante

di Daniela Pia (*)  

Sin dal 1994 l’Unesco ha dedicato ogni 5 ottobre alla Giornata mondiale dell’insegnante, per sottolineare il valore del lavoro docente. Importanza che in Giappone per esempio, viene sottolineata dal fatto che gli unici cittadini a non aver l’obbligo di inchinarsi innanzi all’imperatore siano proprio gli insegnanti; dicono che sia perché «senza di loro non vi sarebbero imperatori». Il caso del Giappone è certo unico perché, nonostante le raccomandazioni dell’Unesco, sono davvero pochi i governi che, al momento attuale, si mostrano capaci di mettere al giusto posto la funzione degli insegnanti nella società. Ci sono Paesi in cui ancora vengono garantite la libertà di insegnamento e quelle di libera associazione sindacale e professionale; altri come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’ Italia, in cui la crisi ha prodotto tagli agli organici e al sistema dell’ istruzione nel suo complesso, peggiorando le condizioni di lavoro e le tutele oltre che la qualità della vita degli insegnanti (e quasi inevitabilmente dell’insegnamento). A loro oggi vengono demandati compiti che non sono solo far lezione ma anche progettare e coordinare attività fra le più disparate, gestire le relazioni all’interno delle classi in situazioni quasi estreme, dove i bisogni dei diversamente abili e dei nuovi “bes” – bisogni educativi speciali (vedi la nota qui sotto) – vengono gravati sulle loro spalle, chiamandoli a risposte oltre ogni immaginazione e buon senso. Tutto ciò in un corollario di genitori spesso assenti e colleghi “sgomitanti” cioè in cerca del riconoscimento di un merito che spesso nulla ha a che fare con la didattica e il lavoro in aula. Dagli insegnanti viene preteso arrivi una stampella per la famiglia in una società indifferente e caratterizzata da un male di vivere sempre più deflagrante. In Francia, a 35 km da Parigi c’ è una clinica psichiatrica, la Verrière , dove ogni anno vengono ricoverati circa 1000 professori per patologie legate allo stress da lavoro correlato.

Per quanto riguarda il nostro paese uno studio del 2011 effettuato dal medico Lodolo D’ Oria ha evidenziato come il burnout (ovvero quella somatizzazione del malessere che è legata a tutti i lavori con una forte componente di dolore e di condivisione) dei docenti stia diventando un vero allarme per le sfumature socio-affettive ed emozionali alla base del loro lavoro. A ciò si aggiunga l’incertezza continua nella quale gli insegnanti si debbono barcamenare, nel bailamme di governi che nascono e muoiono, ministri che fanno e disfano; una tecnologia imposta – solo a parole – e l’età che avanza rendendo il gap generazionale un macigno. È evidente che tale macigno grava sulla categoria. Non è un caso quindi che questo 5 ottobre la parola d’ordine sia «Take a stand for Teachers» ovvero “Sostieni insegnanti”, nel senso vero e proprio di parteggiare per loro e per i loro sforzi di resistenza in condizioni sempre più difficili. Debbo dire che queste campagne di sensibilizzazione mi hanno fatto sentire molto affratellata con cani e gatti; anzi si sarebbe potute perfezionare con «adotta un insegnante, non abbandonarlo sul ciglio di una qualsiasi società»… e aggiungerei: o sarà la stessa società a rischiare di essere messa sotto da un Tir.

BREVE NOTA (dell’autrice) PER CAPIRE DI COSA IN CONCRETO SI PARLA QUANDO SI LEGGE LA ASETTICA SIGLA “BES”:  Accanto al 2-3% di alunni disabili “certificati” c’è un altro 15-20% di alunni che presentano vari tipi di “Bisogni Educativi Speciali”: difficoltà psicologiche e relazionali, svantaggio sociale e differenze linguistiche e culturali. Questi ” bisogni ” ricadranno ancora una volta sui docenti  senza che vi sia una preparazione a priori , il carico di lavoro aumenterà in modo esponenziale. Ognuno di essi necessiterebbe , nelle intenzioni del MIUR di programmazione speciale differenziata.  Io , per esempio, ho una prima di 28 persone con Down grave e almeno 5 che sarebbero Bes, senza sostegno quindi. Uno di questi, il primo giorno di scuola, ha preso a ginocchiate in pancia una compagna alla quale ha sbattuto poi ripetutamente la testa sul banco procurandole un trauma cranico e 5 giorni di prognosi.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 5 ottobre fra l’altro avevo anche ipotizzato: 1589: muore san Benedetto, «il nero»; 1607: Paolo Sarpi pugnalato; 1789: marcia delle donne su Versailles; 1877: inizia la lunga marcia di Capo Giuseppe; 1923: nasce Stig Dagerman; 1934: muore Jean Vigo; 1954: Trieste torna all’Italia; 1986: i sandinisti abbattono un aereo con a bordo l’agente Hasenfus della Cia; 1986: rivelazioni di Vanunu; 1994: ben 48 suicidi rituali a Losanna; 2011: muore Steve Jobs.E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

Daniela Pia
Sarda sono, fatta di pagine e di penna. Insegno e imparo. Cammino all' alba, in campagna, in compagnia di cani randagi. Ho superato le cinquanta primavere. Veglio e ora, come diceva Pavese :"In sostanza chiedo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto. Non chiedo la pace nel mondo, chiedo la mia".

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