Smettere di vivere nella negazione, Israele è uno Stato del Male

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di Gideon Levy

 

Dopo che abbiamo citato il nazionalismo, il razzismo, l’odio e il disprezzo per la vita araba, il culto della sicurezza e la resistenza all’occupazione, il  vittimismo e il  messianismo, un elemento in più deve essere aggiunto senza il quale il regime di occupazione israeliano non può essere spiegato: Il Male. Pura malvagità. Il male sadico. Il male fine a se stesso. A volte questa  è l’unica spiegazione.
Eva Illouz  (“Il male ora,” Haaretz  ebraico, il 30 luglio) considera il gruppo nazionale come fonte del male. Citando il filosofo Ludwig Wittgenstein trova una “somiglianza ” tra l’occupazione israeliana e i regimi malvagi della storia. Questa somiglianza non vuol dire che Israele è nazista o fascista, tuttavia è un membro della stessa famiglia terribile, la famiglia degli Stati del male. Si tratta di una analisi deprimente e brillante.
Il male che Illouz attribuisce a Israele non è banale, non può accadere ovunque, ha radici politiche e sociali che sono profondamente radicate nella società israeliana. Illouz non si discosta da Zeev Sternhell, che ha avvertito sull’emergere del fascismo israeliano  (“La nascita del fascismo” Haaretz ebraico, 7 luglio).
Ma accanto a queste analisi dobbiamo anche presentare una breve storia del male. e analizzare le istanze che si combinano per creare l’orribile immagine del male israeliano nei territori, in modo da resistere a coloro che negano ciò. Non è  Sgt. Elor Azaria, per esempio,  sotto processo per la morte di un aggressore palestinese agonizzante a Hebron – ma la natura stessa dell’occupazione a dimostrare il male. La  continuazione dell’occupazione dimostra il male. Illouz, Sternhell e altri forniscono analisi discutibili sulle sue origini, ma qualunque essi siano, non possono essere negate .
Esaminiamo  il caso di Bilal Kayed. Un giovane uomo che ha terminato  i 14,5 anni di condanna  senza una sola licenza, senza poter almeno dire addio per telefono al padre morente. Egli costituisce un chiaro segno del male.
Circa sei settimane fa  Kayed si stava preparando per il suo rilascio. Un membro del servizio di sicurezza dello Shin Bet – una delle più grandi agenzie del male in Israele –  gli ha mostrato una fotografia della casa che  la sua famiglia aveva costruito per lui, sottolineando come lo aspettassero con impazienza, ma a  Kayed, pieno di speranza ed eccitato  è stato comunicato che stava per essere posto in detenzione amministrativa per almeno altri sei mesi  senza processo e senza alcuna  motivazione.
Da allora ha iniziato lo sciopero della fame. Egli è ammanettato al letto. La sua famiglia non lo può  vedere. Le guardie carcerarie non lasciano la sua stanza. Il male, solo il male può spiegare il comportamento dello Stato verso Kayed, solo uno Stato del male agisce in questo modo. L’annuncio arbitrario, all’ultimo momento, di una detenzione senza senso è l’abuso, così come lo è il modo in cui è stato trattato da allora.
Solo il male può spiegare la detenzione la scorsa settimana di un altro giovane (con la sindrome di Down) è stato ucciso nel mese di giugno. Il padre  è morto due giorni fa. E’ in arresto per “incitamento su Facebook” e non è stato rilasciato per partecipare al funerale del padre. Questo è il  male.
La continuazione della detenzione della poetessa Darin Tatur è il male. La distruzione della piccola piscina che i residenti di Khirbet Tana nel nord della West Bank avevano costruito per se stessi, è il male. La confisca di serbatoi d’acqua di una comunità di pastori nella Valle del Giordan nel caldo mese di luglio, è il male.
Le decisioni del regime di occupazione che determinano  i destini di individui, famiglie, comunità, villaggi e città non può essere spiegato senza la presenza del  male. La lista è lunga quanto l’occupazione. Il ricatto ai  malati da Gaza per spingerli a diventare  collaboratori, i blocchi di città e paesi per settimane, il blocco di Gaza, la demolizione di case ,tutto questo è il male.
  La sua esistenza deve essere riconosciuta come uno dei valori più influenti in Israele. Sì, c’è un regime malvagio al lavoro in Israele, quindi Israele è uno Stato  del male.
Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

2 commenti

  • all’articolo di gideon levy hanno fatto seguito:
    Haaretz20160805 Rethinking the ‘banality of evil’ theory By Eva Illouz IN INGLESE
    Haaretz20160813 Israel isn’t fascist, but it still needs the world to save it from itself By Shlomo Sand
    Haaretz20160821 The Banality of Evil revisited: To each society its own evils By Daniel Blatman
    grazie per la traduzione

    • Francesco Masala

      la traduzione è stata fatta da “quelli” di frammentivocalimo.blogspot.it, che ringraziamo anche noi.

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