Sottrarsi al pensiero unico – Francesco Gesualdi

1

Provenienti da vari punti della Calabria, una trentina di giovani hanno partecipato al seminario organizzato da R-Evolution a Lamezia Terme il 16-17 ottobre, per riflettere sui percorsi possibili di economia etica. Di un’economia, cioè, non più organizzata per il profitto di pochi in spregio della dignità umana e dell’integrità del creato, ma al servizio della persona, nel rispetto dell’ambiente.
L’eccezionalità dell’evento sta non solo nella giovane età dei partecipanti, mediamente fra i 18 e i 30 anni, ma anche nell’aver dimostrato che esiste ancora qualcuno capace di sottrarsi al pensiero unico e dire basta a un’economia che oltre ad avere prodotto iniquità e situazioni umane intollerabili, sta mettendo a repentaglio il futuro dell’essere umano sul pianeta Terra. Lo dimostrano le risorse sempre più scarse, i rifiuti accumulati a tal punto da compromettere equilibri millennari come il clima, l’esistenza di una grande massa di persone condannata alla povertà estrema fino alla fame.Fenomeni non più confinati all’Africa o all’Asia, ma che si insinuano anche nel mondo opulento come testimoniano i milioni di disoccupati e di poveri che si incontrano quotidianamente per le strade d’Europa.
Sulla possibilità di risolvere i problemi accumulati, rimanendo ancorati ai meccanismi che li hanno provocati, si addensano dubbi. Ma in attesa di individuare nuovi assetti economici capaci di dare risposte durature e liberanti per tutti, nel seminario ci si è interrogati sui passi che possono essere intrapresi subito, da parte di ciascuno, per avviare il processo di cambiamento. Le parole d’ordine che sono risuonate fin dall’inizio sono state:consapevolezza e capacità di scegliere.
Due concetti che si fondano sulla constatazione che le macchine organizzative, siano essi eserciti, lager o sistemi economici, producono i loro effetti nefasti non solo per la malvagità dei vertici, ma per la disponibilità di chi sta sotto ad obbedire in maniera cieca ai loro comandi. Una riflessione che indusse don Lorenzo Milani ad affermare che “l’obbedienza non più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni” fino a concludere che l’unico modo per evitare i misfatti di sistema, sta nella capacità di ogni componente di interrogarsi e sapere dire no ogni volta che riceve inviti o ordini contrari ai propri valori.
Un canale che ci rende tutti protagonisti del sistema consumo. Una funzione che se svolta in maniera acritica può trasformarci in complici involontari di varie forme di violazione e di illegalità attuate da parte delle imprese. Alcuni esempi sono lo sfruttamento del lavoro, la contaminazione ambientale, l’evasione fiscale, il racket, l’estorsione. Ma varie esperienze hanno dimostrato che nuovi consumatori, decisi ad informarsi e a scegliere, possono fare cambiare le cose, perché col voto del loro portafoglio possono punire le imprese che si comportano male e premiare quelle con comportamenti corretti.

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.