Trattativa sindacale in Coop: un aggiornamento

di Davide Fabbri

Aggiornamento sulla trattativa sindacale nazionale con Coop Alleanza 3.0  in merito al nuovo Contratto Integrativo Aziendale. Pubblico integralmente di seguito l’esito del recente incontro (20 aprile 2022) fra delegazioni sindacali confederali e la direzione di Coop Alleanza 3.0.

La dirigenza Coop continua a mantenere in piedi proposte tese a calpestare diritti e garanzie delle lavoratrici e lavoratori dipendenti di Coop. Alcune proposte irricevibili sono state riviste ma comunque Coop – nel riformulare alcune proposte choc iniziali – continua a mantenere in piedi significative retrocessioni rispetto ai diritti acquisiti, a proporre peggioramenti delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti, poiché è intenzionata a incrementare i turni spezzati, a introdurre orari sempre più flessibili, con il risultato di rendere i tempi dei lavoratori sempre più incerti e precari. Al momento il sindacato confederale dichiara la propria insoddisfazione in merito a tale trattativa. Il prossimo incontro si terrà in delegazione plenaria il 6 maggio.

Il documento che pubblico integralmente QUI SOTTO è datato 21 aprile: è stato inviato alle sedi Filcams CGIL regionali e territoriali, sottoscritto da Alessio Di Labio, a nome e per conto della Segreteria Filcams CGIL nazionale.

 

Care compagne e cari compagni, 

il 20 aprile 2022 le OO.SS. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno nuovamente incontrato la Direzione di Coop Alleanza 3.0 per proseguire il confronto negoziale sui temi del Premio aziendale e dell’Organizzazione del lavoro. La sessione di confronto, svoltasi alla presenza di delegazioni trattanti composte dai rappresentanti delle Federazioni regionali interessate, ha fornito alla Cooperativa l’occasione per illustrare la riformulazione della propria posizione sui temi sopra citati; come si ricorderà, infatti, la Direzione aziendale, in occasione dell’ultima plenaria svoltasi in data 31 marzo 2022, annunciò la propria determinazione di modificare le proposte avanzate sui due delicatissimi e nevralgici temi in parola, allo scopo di accogliere le richieste sindacali e di far avanzare il negoziato. L’originaria ipotesi aziendale sull’istituto retributivo fisso prevedeva l’integrale superamento dello stesso: nessuna erogazione per i neoassunti e assorbimento di tale voce per le lavoratrici ed i lavoratori che attualmente ne beneficiano in virtù delle previsioni del CIA Contratto Integrativo Aziendale a suo tempo sottoscritti da Coop Estense, Coop Adriatica e Coop Nordest. In estrema sintesi, tale istituto, certamente non trascurabile nell’ambito del trattamento retributivo dei dipendenti di Coop Alleanza 3.0, nelle intenzioni di parte datoriale sarebbe dovuto sparire del tutto. Riformulando la propria posizione, la Cooperativa si è mostrata disponibile ad individuare un nuovo importo da riconoscere a titolo di Premio aziendale, ma ridotto rispetto a quelli oggi erogati. Per chi ha maturato il già menzionato elemento, secondo l’impostazione aziendale, varrebbe la regola dell’assorbimento delle eccedenze (rispetto al nuovo importo). Per quanti dovessero essere assunti a seguito della sottoscrizione del CIA, dopo 60 mesi dall’immissione a tempo indeterminato in Coop, si dovrebbe prevedere, nell’ambito di un preciso range compreso fra 50 e 60 €, un meccanismo di consolidamento legato alla redditività dell’area geografica nella quale opera la lavoratrice o il lavoratore, al fine di rendere il più possibile “sostenibile” tale trattamento salariale. Le Organizzazioni Sindacali, pur dando atto dell’indubbio cambio di passo testimoniato dalla proposta formulata da una delegazione di parte datoriale che, sino all’incontro di cui qui si rassegna l’esito, si era trincerata dietro alla più decisa indisponibilità a continuare a riconoscere il Premio aziendale, si sono dichiarate insoddisfatte e fermamente convinte dell’opportunità di pattuire un istituto retributivo fisso che valorizzi l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori senza introdurre elementi di marcata differenziazione per i neo assunti e rilevando critica una eventuale assorbibilità del premio per chi lo ha già maturato. 

Sull’Organizzazione del lavoro, accantonata l’ipotesi originariamente caldeggiata così riassumibile: 

a) un turno unico di minino 3 e massimo 8 ore; 

b) un turno spezzato con minimo 6 e massimo 10 ore (con possibilità di un semi-turno di 2 ore); 

c) un nastro orario di 12 ore; 

d) 4/5 spezzati alla settimana), 

Coop Alleanza 3.0 ha riformulato la propria richiesta nei seguenti termini: 

1) programmazione bisettimanale delle prestazioni; 

2) un turno unico di minimo 3 e massimo 6,30 ore; 

3) un turno spezzato di minimo 6 e massimo 9 ore (sempre con possibilità di semi-turno di 2 ore a cui, però, legare anche un nastro orario più breve, di 10 ore); 

4) un numero di spezzati settimanali non superiori ai 2 per i Part-time e a 3 per i Full time (o, in alternativa, un numero di 96 spezzati annuali); 

5) programmazione annuale delle ferie; 

6) possibilità di far operare quote significative di personale anche a negozio chiuso. 

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, in merito all’Organizzazione del lavoro, anche in tal caso dando atto di una modifica apprezzabile rispetto all’impostazione aziendale precedentemente illustrata, si sono dichiarate ancora insoddisfatte ed hanno sottolineato la necessità di proseguire il confronto di merito su questo delicato tema (così come su altri non affrontati nel dettaglio) al duplice fine di migliorare le condizioni d’insieme dell’impiego del personale per preservare il diritto ad un’effettiva conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nonché per attribuire, proprio su tale importantissimo tema, ruolo e protagonismo alla contrattazione decentrata.

LE IMMAGINI – scelte dalla “bottega” – si riferiscono a manifestazioni di lavoratori e lavoratrici della Coop negli ultimi anni,

 

Davide Fabbri

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