Un’altra scor-data: 23 gennaio 1973

Anche oggi (grazie a Energu) le scor-date sono due.

23su22-Franceschi

Redazione
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  • SENZA FUTURO NON C’E’ MEMORIA. Grazie DIBBI, Grazie Energu.

  • La memoria non è del tutto persa (per fortuna) se in rete si trovano testi come questo che qui sotto sintetizzo. Faccio notare che si parla tanto, in questi tempi di “bocconiani” ma – al solito – si dimentica tutto quanto stona con lo schemino pre-confezionato. (db)

    «23 gennaio 1973 – 23 gennaio 2013 Roberto Franceschi
    Era un compagno, era un combattente 
per il socialismo e per la libertà: 
per questo il governo un plotone mandò 
e un sicario alle spalle sparò». E’ la prima strofa della canzone che la commissione musicale del Movimento Studentesco scrisse nel 1973 per ricordare il sacrificio di Roberto Franceschi. Una canzone che negli anni ’70 a Milano era diventata un po’ quel che 10 anni prima era stata “Per i morti di Reggio Emilia” dedicata ai cinque operai uccisi dalla polizia il 7 luglio 1960: un’espressione popolare d’affetto e denuncia per un compagno di lotta assassinato e la trasmissione orale del ricordo del suo sacrificio. 

    Fu così che anche grazie a “Compagno Franceschi” nell’arco di quasi un decennio molte migliaia di giovani e meno giovani conobbero la figura di Roberto e le circostanze in cui perse la vita. 
Oggi però quella canzone non la canta più nessuno e anche il ricordo di Franceschi, nonostante la mole del monumento alla sua memoria – un mastodontico maglio posto davanti all’università Bocconi – anno dopo anno rischia di affievolirsi nella coscienza collettiva della Milano democratica. Per questo oltre che invitare a leggere la storia di Roberto nelle pagine del sito Fondazione Roberto Franceschi, vogliamo ricordarla brevemente qui anche noi.
    Roberto Franceschi nel 1973 aveva 21 anni, studiava economia politica all’università Bocconi ed era un militante del Movimento Studentesco
    La sera del 23 gennaio di quell’anno il collettivo Ms Bocconi, di cui Roberto era un dirigente, aveva indetto un’assemblea fra lavoratori e studenti presso l’aula magna dell’università; il rettore Gaetano dell’Amore contrariamente a una prassi ormai acquisita aveva vietato l’ingresso nell’ateneo ai non iscritti, cioè di fatto aveva vietato l’assemblea; per imporre quella decisione un reparto di polizia (che allora si chiamava “celere”) era schierato davanti all’ingresso dell’università. 
Non appena gli studenti e i lavoratori giunti per partecipare all’assemblea accennarono una protesta, i celerini non esitarono a caricarli: ci fu un breve scontro e quando già i manifestanti si stavano allontanando agenti e funzionari di polizia aprirono ripetutamente il fuoco contro di loro con le rivoltelle d’ordinanza. 
Due giovani furono colpiti alle spalle: Roberto Franceschi al capo e Roberto Piacentini, un operaio della Cinemeccanica di Milano, alla clavicola. 
Piacentini nonostante la gravità della ferita si salvò, Franceschi morì il 30 gennaio dopo sette giorni d’agonia.

    23 genn 1973 – 23 genn 2013: gli eventi per il 40° anniversario dell’uccisione di Roberto Franceschi
    IL MONUMENTO A ROBERTO FRANCESCHI PATRIMONIO DELLA CITTÀ DI MILANO
    Il 23 gennaio 2013 alle ore 11 il Maglio di acciaio alto sette metri posto nel 1977 nel luogo in cui Roberto cadde, in via Bocconi a Milano, di fronte alla sua università, viene ufficializzato come monumento cittadino dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Intervengono Lidia Franceschi, presidente onorario della Fondazione Roberto Franceschi Onlus, Enzo Mari, il cui contributo fu decisivo per la realizzazione dell’opera, e il rettore dell’Università Bocconi Andrea Sironi. Ai piedi dell’opera è posta una targa di bronzo che riporta la scritta: “A Roberto Franceschi e a tutti coloro che nella Nuova Resistenza dal ’45 ad oggi caddero nella lotta per affermare che i mezzi di produzione devono appartenere al proletariato”.
    La storia del monumento è stata magistralmente raccontata dai professori Francesco Poli e Ezio Rovida nel libro “Che cos’è un monumento”, disponibile gratuitamente come ebook sul sito http://www.fondfranceschi.it».

  • … C.I.I.A. ma cosa hai capito…Con Immenso Immutato Amore

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