Varese, la strana sconfitta della Lega

Il diavolo fa le pentole… ma non le calze?

di Gian Marco Martignoni   

Gmm-vignetta

Oberato nel mese di giugno per la raccolta di firme sui tre referendum sul lavoro e per la “Carta dei diritti universali del lavoro”, non ho potuto trovare il tempo per raccontare come Lega Nord aveva perso il sindaco proprio a Varese, sua roccaforte.

Credo la storia meriti di essere raccontata, anche per confermare che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” o forse che “il diavolo fa le pentole… ma non le calze” come vedremo.

La sconfitta della Lega – dopo 23 anni – è spiegabile con un errore madornale commesso da questi manovali della politica nelle fasi cruciali della contesa, ossia con la candidatura di Stefano Malerba, un imprenditore tessile e figlio di un industriale varesino che con le calze Malerba aveva lasciato il segno nella storia produttiva della provincia. Il gioco però si è fatto duro, stante che alle primarie del Pd il giovane avvocato Davide Galimberti aveva sconfitto il più titolato Daniele Marantelli (deputato di lungo corso alla Camera) presentandosi con una squadra “assai giovane e motivata”. Così la Lega Nord ha pensato bene di dare il benservito a Malerba, preferendogli il titolare del gruppo Tigros (grande distribuzione in provincia e ramificazione fuori provincia con 1500 dipendenti e un centinaio di punti vendita) Paolo Orrigoni.

Bene, il Malerba a quel punto vedendosi tradito in grande stile, ha pensato di formare una lista civica arruolando il vignettista Tiziano Riverso che sulla «Prealpina» ha dato sfoggio al meglio di sè con vignette di grande effetto contro la Lega Nord e Paolo Orrigoni: una vignetta – ripresa dalla rete – la vedete qui sopra. Infine due giorni prima del ballottaggio Stefano Malerba ha schierato la sua lista civica a favore di Galimberti e del Pd, determinando il capovolgimento del risultato del primo turno e la vittoria di Davide Galimberti.

Morale della favola, dopo 23 anni di Lega, ora il Pd governa la città di Varese, con qualche buon annuncio sulle cose da fare e da non fare (vedasi la bocciatura del parcheggio annunciato al Sacro Monte, che aveva scatenato la ribellione dei cittadini democratici contro il malaffare leghista) e Stefano Malerba viene eletto alla prima seduta presidente del consiglio comunale.

Per la cronaca, la lista della sinistra radicale (Sel, qualche esponente di Rifondazione, Comunisti Italiani e cani sciolti) non ha raggiunto il 2% di voti, e quindi non avrà – a differenza del passato – nessun consigliere comunale.

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