Viaggiare (sì): per esempio a Darwood

di Fabrizio (Astrofilosofo) Melodia
Davvero un bel posto dove venire a fare escursioni e campeggio, in pieno continente nordamericano, poco più a Sud dei Grandi Laghi:

Darkwood è una terra coperta da foreste boschive a dir poco lussureggianti.
Sempre a cavallo della mia inseparabile bicicletta, dopo aver controllato di avere preso la reflex digitale con teleobiettivo, mi affretto per arrivare in tempo all’annuale Consiglio di Primavera, in cui si riuniscono tutti i capi delle tribù pellerossa che vivono in pace e fratellanza a Darkwood: Wyandot, Ottawa, Delaware, Mohawk, Pequot, Seneca, Naskapi e tanti altri ancora.
Mi accolgono con grande ospitalità, mi offrono da dormire nelle loro tende e il cibo non mi manca di certo, i cacciatori hanno fatto rifornimento e più che una riunione “politica”, per accordarsi su varie cose, sembra una grande festa, all’insegna davvero dell’amicizia e della solidarietà reciproca.
La sera arriva presto, mentre sono perso in fumate e racconti di caccia e di varie mitologie, una di queste sembra si avvererà tra poco dinanzi ai miei occhi.
Devo stare attento a non scoprire la mia diavoleria avveniristica, qui devono ancora vedere quei catafalchi a lastre e lampo di magnesio, figuriamoci con la SD-Card.
Colgo l’occasione per rileggermi uno dei racconti di queste terre, scritto ancora nel 1961 da un certo Guido Nolitta (“nom de plume” di Sergio Bonelli), da cui fu realizzato un bel fumetto per i disegni sapienti di Gallieno Ferri.
Sfoglio le pagine un poco ingiallite e consumate dalla lettura, quando un urlo mi ghiaccia fin nelle vene:”AAAHHYAKKKKKKK!”.
Esco fuori dalla tenda e un lampo mi acceca, prima che i miei occhi possano abituarsi, ecco apparire sopra alla roccia più alto l’amico e protettore dei miei cari ospiti: Za-Gor-Te-Nay, che in dialetto algonchino significa più o meno “lo spirito con la scure”.
Un giovanotto alto ed atletico, con una casacca rossa su cui è raffigurato su sfondo giallo l’immagine stilizzata dell’uccello tuono, spirito protettore in molte mitologie del popolo degli uomini.
Guardo il fumetto che ho tra le mani, ripercorrendo mentalmente le vicende di questa singolare divinità.
Zagor, come viene comunemente chiamato dagli indiani e dall’uomo bianco, in realtà è un essere umano, figlio di Mike Wilding, uno spietato uccisore di pellerossa: giurò di dedicare la sua vita alla difesa dei deboli e della giustizia, trasformandosi in uno spirito protettore ammantato di leggenda.
La sua agilità e bravura con la scure è mitica, come il suo inconfondibile urlo che gela il sangue nelle vene ai cattivoni di turno.
Darkwood è un posto magnifico, dicevo, confinante non solo con il vecchio West ma si affaccia sui Paesi inesplorati dell’ignoto, dell’impossibile e del meraviglioso.
Zagor affronta a muso duro indiani e trapper, banditi e avventurieri, supercriminali, scienziati pazzi come il suo mortale nemico Hellingen, inventore del robot gigante Titan, vampiri e licantropi, mostri mutanti e invasori spaziali, sgominati tutti dalla tremenda scure del difensore della foresta, il quale poi si riposa nell’isolotto al centro della palude dove a preparargli la cena c’è sempre il suo simpaticissimo e imbranato amico messicano Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, meglio conosciuto come Chico, dal coraggio indomito e dalla fame sempre arretrata.
Certo, per andarlo a trovare mi tocca scavalcare le sabbie mobili e altre amenità, per poter vedere in lontananza la spettrale capanna circondata da una mefitica palude e da teschi impalati.
Ma se volete gustare uno stufato alla messicana fatto come si deve, ascoltando mirabolanti avventure dalla bocca del grande Zagor, non potete assolutamente mancare.

Redazione
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Un commento

  • ehm veramente era “Darkwood”, non “Darwood”… che sembra più uno spaghetti western realizzato con gli scarti degli altri registi che il grande Zagor… 😀 comunque questa è la mia seconda tappa per scrivere la “Guida turistica delle terre immaginarie”… al grande Zagor hanno contribuito fior di sceneggiatori e di disegnatori… per una leggenda che ancora oggi affascina grandi e piccoli…

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