Omaggio al compagno Virgilio Savona

di Gianluca Cicinelli (*)

E’ morto a Milano il 27 agosto 2009 Virgilio Savona, conosciuto dalla maggior parte degli italiani per aver dato vita – con Lucia Mannucci, sua moglie, Tata Giacobetti e Felice Chiusano – al Quartetto Cetra. La vita artistica di Savona in realtà è andata molto al di là della Vecchia fattoria ia ia o: un personaggio complesso e dall’impegno autoriale profondo, che anche gli estimatori degli impasti vocali del celebre quartetto ignorano. Ve lo immaginate Virgilio Savona – dopo avergli visto interpretare nella televisione degli anni ’60 in Biblioteca di Studio Uno la parodia del dottor Jekyll e del signor Hyde – mentre intona canti di lotta dedicati a Saverio Saltarelli, militante del Partito Comunista Internazionalista ucciso da una bomba lacrimogena sparata dai Carabinieri ad altezza uomo durante gli scontri a una manifestazione per il primo anniversario della strage di Piazza Fontana? Eppure lo fa nella canzone “Nella testa di Nicola”, che fa parte di una raccolta pubblicata da Savona nel 1973 dal titolo “È lunga la strada”, che contiene brani come “Il testamento del parroco Meslier” un testo violentissimo contro l’Ancien Régime e la religione cristiana scritto dal prete francese rivoluzionario Jean Meslier. O come “La merda”, un brano satirico in cui contesta che l’utile prodotto del corpo umano sia associato a personaggi peggiori della materia con cui vengono descritti.

Già in precedenza aveva dedicato canzoni ad altri militanti di sinistra, come “Angela” per l’attivista afroamericana comunista Angela Davis arrestata ingiustamente, presentata questa volta con il Quartetto Cetra in prima serata al programma televisivo “Stasera Sì”, per la quale ricevette esplicite minacce che lo invitavano a dedicarsi esclusivamente ai motivetti spensierati per cui era conosciuto dal pubblico. C’è un altro disco sconosciuto ai più di cui è interamente autore Savona ed è “Sexus et politica”, interpretato, credo sia l’unico in cui è solo cantante, da Giorgio Gaber, che contiene rivisitazioni di testi di autori latini che vanno da Giovenale a Ovidio a Gaio Lucilio.

Il percorso artistico e umano di Virgilio Savona è quello di una persona complessa e profonda, che merita di essere ricordata per la sua intera produzione e non soltanto per quella più leggera.

Virgilio Savona era nato a Palermo, ma quando aveva un anno la famiglia si era trasferita a Trieste, e da subito aveva avviato il suo percorso lungo la strada musicale. Se non era esattamente un enfant prodige aveva però già a dieci anni fatto la sua comparsa in un programma radiofonico dell’Eiar, suonando il pianoforte nel programma “Il Giornalino del Fanciullo”. L’incontro fondamentale della sua vita con quelli che sarebbero diventati i componenti del Quartetto Cetra avvenne nel 1940, anche se allora il quartetto era solo maschile, Lucia Mannucci si sarebbe aggiunta ufficialmente nel 1944, lo stesso anno in cui si sposò con Savona. Con Felice Chiusano e Giovanni “Tata” Giacobetti, Savona e la Mannucci scelsero il nome che li ha resi celebri non per l’omonima casa editrice musicale che imperversava allora ma in omaggio allo strumento musicale, anche se per la Cetra pubblicarono i primi 78 giri. “Dove siete stata nella notte del 3 giugno?” è la prima canzone che dà il via alla loro carriera con la formazione definitiva. Il successo fu immediato. Alla presenza nelle trasmissioni radiofoniche dell’epoca si aggiunse l’attività di doppiaggio delle colonne sonore dei film americani finalmente sdoganati in Italia dopo l’isolazionismo dell’epoca fascista. Nel 1948 parteciparono al doppiaggio del coro dei corvi del film Dumbo e la loro interpretazione fu apprezzata da Walt Disney in persona, che li volle ringraziare con una lettera per l’aderenza alle atmosfere del cartone animato originale in cui a cantare erano l’Hall Johnson Choir e i King’s men.

Chi è nato nel secondo dopoguerra ed è cresciuto con l’immancabile colonna sonora di canzonette, filastrocche e motivi orecchiabili del Quartetto Cetra nelle orecchie fatica ad assimilare che, oltre alla novità del particolarissimo impasto vocale, i quattro furono rivoluzionari anche dal punto di vista dell’innovazione musicale, grazie alle strutture melodiche e agli arrangiamenti di Virgilio Savona, attentissimo a quanto avveniva all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. La canzone “Pietro Wughi il ciabattino”, del 1945, è di fatto il primo boogie-woogie italiano, così come nel 1956 “L’Orologio matto” è la prima versione italiana di Rock around the clock e del neonato rock’n roll. Dietro le loro scelte artistiche c’è sempre l’enorme competenza ed eclettismo musicale di Virgilio Savona, che in coppia con Giacobetti, autore dei testi, ha firmato quasi tutti i brani incisi dai quattro, curandone l’arrangiamento. Da una formazione classica, diplomato in pianoforte al conservatorio dove venne ammesso direttamente al sesto anno, Savona sviluppò un talento per le elaborazioni vocali jazz e swing, ispirato ai Mills Brothers statunitensi.

La sua vena popolare fece convergere le scelte artistiche del Quartetto Cetra su un genere particolare mai intrapreso prima di allora da nessun artista, l’unione tra canzoni e spettacolo, che divenne un loro marchio di fabbrica. Prima delle memorabili parodie nella già ricordata trasmissione “Biblioteca di Studio Uno”, i quattro avevano lavorato con Garinei e Giovannini a teatro in varie riviste con le celebrità di allora, come Wanda Osiris, collaborando alla parte musicale con Gorni Kramer e Lelio Luttazzi. La televisione, dove imperversarono per tutti gli ani’60 e ’70 fino all’ultimo spettacolo dell’85, ne consacrò qualità e celebrità, ma la consacrazione a cui teneva di più Savona era quella popolare, che portò mezza penisola a cantare o fischiettare per diverse generazioni i loro brani.

Il grande successo non impedì a Virgilio Savona nella seconda parte degli anni sessanta di cercare il superamento dello spirito di intrattenimento che caratterizzava il suo percorso con il Quartetto Cetra per proporsi nell’impegno sociale. Qualcuno attribuisce l’acuirsi di questo stimolo all’arresto del figlio, poi scagionato, nel ’68, accusato in piena contestazione di aver dato appoggio logistico ad alcune manifestazioni del movimento studentesco terminate con scontri violenti. Nel 1969 fondò l’etichetta Dischi dello Zodiaco, per diffondere con nuovi arrangiamenti celebri brani di musica popolare. Nello stesso anno pubblicò il suo primo album impegnato, “Pianeta pericoloso”, recitato da Corrado Pani e cantato dallo sconosciuto Odìs Levy. Seguì, nel 1970, Sexus et politica per Gaber, di cui abbiamo già parlato e poi nel 1972 “E’ lunga la strada”, anche qui aprendo la porta a un genere che avrebbe imperversato di lì a poco, quello del cantautore impegnato. E poi album e libri come “Le canzoni degli emigranti”, i “Canti della Resistenza italiana”, i “Canti dell’emigrazione”, “Canti dell’Italia fascista”, insieme a piccole perle di ricerca musicale come l’album “Canzoni da battello del Settecento veneziano”, orchestrato e arrangiato in stile antico, con la voce di Lucia Mannucci.

Molti autori – Avion Travel e Caparezza tra loro – hanno reso omaggio a questa produzione meno conosciuta di Savona, grande artista e intellettuale popolare. Lo rivedo in bianco e nero, in una domenica televisiva degli anni 70, con l’intera famiglia felice che canticchia spensierata “Nella vecchia fattoria ia ia o”, ignorando che Savona, fosse stato per lui, la terra l’avrebbe redistribuita ai contadini.

(*) originariamente pubblicato su www.alganews.it

E se ancora non vi basta… guardate qui: www.labottegadelbarbieri.org/riscoprire-virgilio-savona

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

 

ciuoti

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