Elogio della guerra

di Vittorio Catani (*)

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La guerra è bella. La guerra è Santa. W la guerra!

La guerra è l’igiene del mondo. La guerra è pace. Si vis pacem para bellum: se vuoi la pace, prepara la guerra. La guerra va incontro a tutte le esigenze, anche quelle pacifiche. La guerra è il sistema più spiccio per trasmettere una cultura. Dio, com’è bella la guerra con i suoi canti e i suoi lunghi ozi. L’uomo è guerra. Il XXI secolo lo è. Come non capitolare al fascino apocalittico della guerra, specie oggi, nel 2020?

Oggi abbiamo armi che sono gioielli meravigliosi in grado di distruggere interi pianeti, interi sistemi solari, forse anche intere galassie, magari l’intero universo. Abbiamo uomini geneticamente potenziati, capaci di sopravvivere ai colpi più forti, ai proiettili più penetranti, ai gas più velenosi, ai calori più elevati, alle radiazioni più letali, agli squartamenti più feroci. Quand’anche costoro morissero, oggi, nel 2020, abbiamo riserve segrete di centinaia di migliaia di uomini (e donne) geneticamente modificati che li sostituirebbero con straripante piacere e nell’attesa dobbiamo tenerli a freno legati a catene mentre si dibattono, si ulcerano le membra ai ferri, ringhiano e sbavano nell’attesa di catapultarsi su sterminati campi di battaglia e negli spazi di combattimento aereo o navale per spargere finalmente morte, morte senza fine, e veleni inestirpabili e tonnellate di piombo in un’apocalisse di ferro, fuoco e radiazioni asfissianti. Oggi, abbiamo creato uomini invasi dalla esaltante follia distruttrice della guerra: un tempo, nel lontano Nord essi erano onorati. Si chiamavano berserker; nell’antica, civile  Grecia questa follia di guerra era detta ekpyrosis, cioè “essere divorati da una palla di fuoco”. Sì, noi abbiamo fabbriche di innumerevoli eroi.

Nessun pacifismo dimentichi la bellezza della guerra. Il suo esotismo. Il suo saper misurare il vero valore delle vite, il suo poter dare l’autentica consapevolezza del potere, uno scopo, un senso, la più nobile ragione per vivere. Non dite che la guerra è semplicemente necrofila, perché essa è soprattutto eroica. Non dite che la necrofilia è fondamentale nel mestiere delle armi, o che la guerra ci getta in uno stato di frenesia in cui tutte le vite umane compresa la nostra sembrano non valer nulla. Non dite che l’esagitazione in cui ci trasporta la guerra emerge quando ci sembra di non avere più niente per cui vivere. Non dite che la guerra è necrofila perché richiede a ciascun combattente una familiarità con la propria morte. Non dite, vi prego, nulla di tutto questo.

Dite che la Guerra Totale è la stessa società moderna portata al suo estremo e più elevato grado di complessità ed efficienza. Dite che la guerra, in fondo, è un duello personale su una scala più ampia. Dite che non ci sono mai state una buona pace e una cattiva guerra. Urlate: “Se quel guerriero io fossi! / Se quel sogno s’avverasse!”

Oggi, nel 2020, il tuo sogno può avverarsi. Vieni da noi, sali le scale della gloria, difendi i tuoi valori, distruggi tutti i non-valori altrui, distruggi per ricostruire, distruggi, distruggi per la pura gioia di distruggere!

(*) Ripreso da www.fantascienza.com: uscì il 25 gennaio 2015 ma purtroppo è sempre più attuale… e il 2020 si avvicina.

 

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