The House That Jack Built (La casa che Jack ha costruito) – Lars von Trier

(visto da Francesco Masala)

Lars von Trier non è tipo da film semplici.

Jack, un bravissimo Matt Dillon (a volte con un’aria da Jim Carrey) è un serial killer, scientifico e filosofo (come Bob Dylan si avventura in discorsi sintetizzati in fogli successivi, che scorrono nelle sue mani).

il film è pieno di citazioni e la fine è inattesa, una parte importante la interpreta Bruno Ganz, Virgilio dantesco.

Jack uccide sopratutto donne, come quasi tutti i serial killer, e le donne non hanno scampo, purtroppo.

coi morituri e i morti Jack vuole fare delle opere d’arte.

e poi l’inferno.

la casa del titolo è una ripetuta fenice, Jack non sa bene cosa vuole.

comunque la si pensi su Lars von Trier, questo film è da non perdere, promesso.

https://markx7.blogspot.com/2019/03/the-house-that-jack-built-la-casa-che.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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