Torna a fruuuuuullare il Marte-dì-mix

1 – i sogni di Troccoli; 2- in pentola a Urania; 2 bis – se avete racconti pronti… affrettatevi; 3- Oscar Fantastica e “Armageddon Rag”; 4 – Il nuovo “Robot”; 5 – “La fisica dei supereoi” in edicola; 6 – a ottobre “StraniMondi”.

 

1 – A che serve sognare?

«A ogni libro – o racconto – Troccoli è sempre più bravo»: in bottega, giusto un giugno fa, mi ero lasciato così con il Francesco Troccoli, scrittore di fantascienza – ce ne sono altri, tutti all’incirca in una sola monade – sottotitolando «recensione, quasi ovazione, al romanzo “Mondi senza tempo” di Francesco Troccoli (cfr «La conoscenza è la sola ricchezza».

Per il nuovo e-book troccoliano potrei dire: confermo. E rimandarvi a un’anticipazione apparsa in bottega, cioè La Repubblica dei Sogni.

Ma pur senza svelare la trama ci tengo ad aggiungere due cosette su «La repubblica dei sogni» (Delos Digital, come vedete dall’immagine) più un doppio PS.

Parto dal «vento antico» che Troccoli immagina «nato nel futuro che soffia avanti e indietro […] per costruire e non per distruggere, per indicare la strada a chi arriva per la prima volta e a chi torna sui suoi passi». Nelle saghe c’è il rischio che per dare continuità ai personaggi o introdurne di nuovi – o per soddisfare l’editore, ma non è questo il caso – si perda il “vento antico” ovvero l’idea di fondo che sta dietro le rivoluzioni e i parassiti (in senso figurato e materiale) dietro i “funghi” e lo scontro infinito sulle libertà e sul dolore, sull’EmoNet e sull’Ansible, su un indimenticabile ragazzino… Questa idea di fondo è appunto il controllo dei sogni o per dirla con le parole di David Vinicious Pereira Hobbers «sull’antica Terra i sogni vennero banditi per la semplice ragione che erano rimasti la sola cosa che non si potesse comprare né vendere». Bravo dunque Troccoli a non invischiarsi o impigrirsi nella sua trama.

La mia seconda osservazione è invece una critica o un dubbio: perché comprimere tante vicende in così poche pagine? Le storie sono come il Parrakis – «il cucciolo di rakhmid» – delle ultime pagine, devono volar via. Detto in altri termini: gradirei presto altre “dosi” di sognatori, molte.

PS UNO – Hai capito che furbo è Francesco Troccoli? “Sgamato” che non amo gli ebook e vedendo che tardavo a recensire il suo nuovo libretto mi ha inviato il cartaceo – la stampata, come non pensarci prima? – così io ho colmato il ritardo.

PS DUE – Hai capito che scemo è db? Continua a diffidare degli ebook e in questo modo si sta perdendo un po’ di buona fantascienza, in particolare quella proposta e/o recuperata da Delos. Diteglielo anche voi (a db) che la smetta di sciocchezzare.

2- cosa bolle nella pentola di Urania fra giugno e luglio

In edicola Urania ha appena spedito «Le variazioni Gernsback», antologia di fanta-musica che assai vi consiglio e che recensirò (ululando e cinguettando) fra 7 giorni. Per luglio Urania proporrà altre 4 uscite goduriose: un Jumbo – ovvero un grande formato – con «La città del cratere» di Alastair Reynolds ma soprattutto il mio amato Robert Sawyer con l’inedito «Occhi nello spazio», poi un Millemondi con 3 romanzi completi del grande Fredric Brown oltreché il vecchio romanzo «Al di là del futuro» del casinaro quanto inventivo Alfred Van Vogt. C’è poi anche un trittico di horror ma io lo sdegno in partenza; e se poi qualcuna/o di voi pensa che faccio male… mi tiri pubblicamente le orecchie.

2 bis – se avete un racconto pronto… AFFRETTATEVI

E sfogliando Urania vedo un annuncio interessante, specie per chi scrive racconti di fantascienza, magari con un occhio ai consigli di Giulia Abbate. La novità è che al tradizionale premio Urania per romanzi si affianca ora il «Premio Short 2017 per racconti di fantascienza». Evviva. Tutte le notizie utili sul sito di Urania però a-f-f-f-r-e-t-t-a-t-e-v-i perché i racconti devono arrivare entro il 30 giugno.

3- Oscar Fantastica e lo straordinario «Armageddon Rag»

C’è un po’ di tutto – giusto così – nella collana «Oscar Fantastica» della Mondadori: a esempio «Il pianeta pirata» scritto da Douglas Adams per la serie Doctor Who oppure l’ennesima ristampa del vecchio e divertentissimo «La Luna è una severa maestra» di Robert Heinlein, una trilogia di quel William Gibson che io amo pochino e a volte nulla, oltreché i romanzi di due donne – Sara Baach e Cassandra Clare – che devo sbirciare meglio. Ma soprattutto Oscar Mondadori recupera «Armageddon Rag», un bellissimo ma proprio bellissimo libro del “primo” George R. R. Martin; in bottega se ne sono cantate le lodi qui: Merda, rock, misteri, America e Amerika. Come spero vedrete non è fantascienza ma… importa a chi?

4 – Il nuovo “Robot”

La prima serie, con il grande Vittorio Curtoni, della rivista «Robot» arrivò a quota 40; la nuova serie pure. E fanno 80. Si potrebbe anche smettere… scherza l’editoriale. Dirò la mia, ai limiti dell’apologia, in un Marte-dì a presto venire.

 

5 – “La fisica dei supereoi”

Ancora per qualche giorno trovate il libro di James Kakalas in edicola a un equo prezzo con il pessimo quotidiano «Repubblica»; se l’avete perso… rimediate. Una recensione di Fabrizio Melodia è qui: Il super-eroe vitruviano.

 

6 – a ottobre “straniMondi”

Ne riparleremo ma intanto guardate qui:

http://www.fantascienza.com/22551/a-ottobre-torna-stranimondi-con-pat-cadigan e magari anche qui: http://stranimondi.it

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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