Pietro Greco

a un mese dalla morte ricordiamo Pietro Greco.

La recensione di Valerio Calzolaio al libro «Homo. Arte e scienza», il ricordo di Andrea Mameli e cinque link

Mai separare arte e scienza:
il rischio è che nascano mostri

di Valerio Calzolaio (*)

  1. Il chimico, scrittore e poeta Primo Levi ci ha ammonito con l’autorevolezza del genio: ogni separazione tra letteratura e scienza, più in generale ogni separazione tra arte e scienza, è una “schisi innaturale”. Ogni sforzo di dividere la cultura umana in monadi incomunicanti si risolve nella costruzione di un mostro artificioso. Eppure questi tentativi sono stati reiterati nei secoli scorsi.

Le due culture, scientifica e umanistica, sono state spesso separate, pur a forza e “contro natura”; molti scienziati e umanisti hanno rifiutato di confrontarsi o stentato a riconoscere analogie e omologie. In realtà, l’arte e la scienza sono manifestazioni in apparenza di diversa origine e struttura ma, invece, profondamente interpenetrate di un’unica cultura, la cultura umana. Esistono innumerevoli luoghi significativi dell’intreccio e della reciproca influenza.

Il chimico, scrittore e divulgatore scientifico Pietro Greco ha scritto un bellissimo corposo saggio per mostrarci alcuni di questi luoghi: manufatti, artefatti, teorie, esperimenti e personalità collocate nell’evoluzione, nella storia e nella geografia del pianeta umano, con i loro prodotti nel campo multiforme d’inestricabili combinazioni fra differenti arti (pittura, scultura, musica, tutti i generi di letteratura, architettura, teatro, fotografia, cinema, televisione) e discipline scientifiche (biologia, chimica, tutti i generi di fisica, matematica, geometria, neuroestetica, cibernetica). La cruciale questione è distinta in quattro parti narrative: evoluzione (l’arte è il frutto della storia, biologica e culturale), fusione (arte e scienza procedono quasi sempre di pari passo), ispirazione (la scienza diffonde nello spazio delle arti), riflessione (l’arte diffonde nello spazio delle scienze e diventa essa stessa scienza).

Ogni parte è suddivisa in tre capitoli, dodici in tutto, corredati di curate citazioni e note. Completano il saggio la significativa dedica e il prologo all’inizio, la ricca bibliografia e il sommario in fondo (senza altri indici) e, al centro, uno splendido apparato di 131 figure e immagini a colori, numerate e richiamate nel corso della trattazione.

Pietro Greco è il miglior giornalista scientifico italiano vivente, a lungo formatore dell’intera categoria. Qui riesce a vincere connesse ardite sfide: spiegare cosa siano arte e scienza per noi umani sapienti; illustrare da quando, come e perché ne abbiamo praticato l’espressione; esemplificare quanto entrambe siano combinato risultato, universale e storico, di singoli geniali individui. La cultura materiale simbolica, ovvero la primordiale arte figurativa, non è una prerogativa della nostra specie sapiens. Esisteva da prima della nostra apparizione, è appartenuta ad altre specie precedenti o coeve del genere Homo (da cui il titolo) e, come la scienza, è la manifestazione del pensiero astratto e simbolico nel tentativo di fornire una rappresentazione razionale del mondo circostante e anche di conservare memoria stabile di questa rappresentazione.

Implicito è il riferimento all’evoluzione bipede di una parte africana degli ominidi e degli ominini (che libera mani e modifica le prospettive sensoriali), le cui capacità cognitive furono poi segnate dall’ampliamento del volume del cervello e dall’affinamento delle capacità artigiane, via via adattatesi ai differenti ecosistemi, conosciuti coi cambiamenti climatici o incontrati migrando. Alle primitive potenzialità estetiche (anche di altri animali) si è aggiunta la nostra peculiare capacità di creare simboli per gestire le spinte selettive (naturali e sessuali) dell’evoluzione. Simboli artistici e scientifici, ben sapendo che non esistono creatività artistica e creatività scientifica fuori dallo spazio e dal tempo e, quindi, dalla preistoria e dalla storia dell’insediamento umano in ogni ecosistema del pianeta.

Il tema è bello, la trattazione scientifica e filosofica risulta “meravigliosa”, appassionante e stimolante, attraverso la biografia di scienziati e di loro belle scoperte, di artisti e di loro scientifiche opere, attraverso lo studio del cervello, delle simmetrie e delle ambiguità, delle componenti emotive e razionali delle umane esistenze, fino al magnifico Convivio dantesco e alla moderna società democratica della conoscenza. Quanta bellezza!

 

Pietro Greco
Homo. Arte e scienza

Di Renzo editore 2020

 

 

 

 

(*) ripreso da www.strisciarossa.it

IL RICORDO DI ANDREA MAMELI

Ho conosciuto Pietro Greco a Trieste, al «Master in comunicazione della Scienza», nel 1997. Per questa ragione lo posso ricordare come maestro di giornalismo scientifico. Il ricordo è nitido: un professionista serio, che trasmetteva serietà. Ma anche una persona di grande gentilezza. In un mondo, il nostro, in cui spesso la gentilezza è scambiata per debolezza, Pietro faceva valere la forza della sua competenza e la grandezza della sua generosità: era sempre disponibile con noi studenti del Master e quando non poteva dedicarci tempo lo diceva con un senso dell’umorismo che talvolta andava decodificato. 

Poi ci siamo incontrati più volte a Cagliari, diverse volte per festival e per il «Master in comunicazione della Scienza» dell’università di Cagliari. Nel 2018 al Cagliari FestivlScienza ho avuto l’onore di sedermi accanto a lui sul palco per la presentazione del suo «Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile» (edizioni Carocci). Incontro che ho descritto qui: http://linguaggio-macchina.blogspot.com/2018/11/con-pietro-greco-e-la-sua-fisica-per-la.html

Per mitigare il dolore per la perdita ripenso a quanto ho imparato io e quanto Pietro ha insegnato a tutti, con il suo stile, la sua voglia di andare oltre la superficie delle  cose, la sua elegante volontà di comunicare la scienza: seriamente ma non senza ironia.

Pietro Greco ci lascia un manifesto documentatissimo sulla società della conoscenza con uno dei suoi ultimi libri, «Homo. Arte e Scienza». In un unico scritto condensa l’intera storia dell’umanità alla luce del rapporto fra attività artistica e scientifica, dimostrando quanto esse siano molto più connesse di quanto immaginiamo, proprio perché fanno parte della stessa cultura. Quella umana. [Scienza in rete; Jacopo Mengarelli]

http://www.strisciarossa.it/addio-a-pietro-greco-dallunita-allinsegnamento-un-inviato-sul-fronte-della-scienza/?fbclid=IwAR1ap1RAsSylgQdnqFcRMhlX2bWhI5QD4NJJrLa2RLV9z6lZUj1u4fdPYHQ

https://www.lescienze.it/news/2020/12/19/news/dalla_torre_d_avorio_alla_vita_quotidiana-4856068/?fbclid=IwAR3cNfYwxcOFFeqH7gWdkaAm_OtiI9ScfHsbyrrYeZ-CX8y0dJRVojYm0NY

altamente consigliato aggiungere bibliografia Radio 3 Scienza

https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3scienza/

 

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

La Bottega del Barbieri

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