Cannabis e non solo: rivoluzione per i referendum

  

firmare da casa dà una spinta importante ai referendum, quando il Parlamento non rappresenta le istanze dei cittadini

Forse non se ne sono accorti, al governo e in Parlamento, di avere approvato la possibilità di firmare online, per la presentazione dei referendum.

O forse nei Palazzi non gliene importa niente, tanto farebbero come con il referendum per l’acqua (non è cambiato niente, dopo).

Certo che è un paradosso che i rappresentanti del popolo, e della volontà popolare, dimostrino di non rappresentare il popolo.

Ma tanto sanno che non succede niente, mica siamo in Francia, dove – come diceva la canzone – le palle (ogni tanto)  “ancor gli girano”.

Adesso su https://raccoltafirme.cloud/app/ è possibile firmare per 4 referendum, quelli sull’eutanasia legale e sulla cannabis legale, presentati dall’Associazione Luca Coscioni, che qui in “bottega” sosteniamo e due referendum sulla caccia presentati da un’associazione poco nota.

Anche i Beatles, Brian Epstein, Bertrand Russell, Graham Greene, Peter Brook, Dereck Bailey, David Cooper, Ronald D. Laing, Tariq Ali, che nel 1967 lanciarono un appello per la legalizzazione della CANNABIS (da qui), firmerebbero oggi, se potessero.

Mentre i primi due referendum sono chiari e condivisi da molte/i italiane/i – così dicono tutti i sondaggi di questi anni –  quelli sulla caccia sono molto controversi:  fra icontrari la LAV (Lega anti vivisezione), l’Associazione Vittime della Caccia (qui il perché), l’ ENPA, e anche molte altre associazioni, animaliste e ambientaliste (qui), leggi anche qui .

La Bottega del Barbieri

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