Maestosa cazzata a Milano (di Pabuda)

c’era un grosso rudere che…

lo vedevi

passandoci accanto colla filovia

(la novanta o la novantuno:

dipende dal verso

in cui vuole andare uno)

e pensavi: che tristezza:

un cinema così grosso ma

vuoto di pellicole e moquette,

di poltroncine,

di cassiere  e di biglietti:

che groppo in gola:

un cinema senza immagini

né cinefili,

senza bambini noiosi,

né coppiette né sporcaccioni,

senza popcorn,

senza scene madri né padri

senza sorprese, né delusioni.

che disdetta un cinema senz’anima!

poi tutt’a un tratto…

degli amici nostri scrupolosi,

gente varia, sparpagliata,

giovane o giovanile, non sto qui a dire,

quella tristezza l’ha occupata

dissolvendola

con idee suoni parole profumi colori,

diversi ragionamenti e qualche risata:

quel vuoto era stato riempito

un po’ di soppiatto:

eè ovvio: qui a Milano ogni gesto culturale

intelligente, generoso, solidale

così va fatto:

con delicatezza “illegale”.

a guardarla bene quella roba

più che a un’occupazione

somigliava a un estremo tentativo

di rianimazione.

poi, a un altro tratto, tutto diverso,

delle divise con dentro

dei tipi estremamente tristi,

seguendo un copione un po’ violento,

trito e ritrito, visto e rivisto

nei peggiori b-movies

(del filone macabro “gli sgomberi”)

si son date da fare

per restituire all’ex cinema Maestoso

la più buia vuota e puzzolente e muta tristezza:

l’inutilità pubblica,

magari in attesa di qualche privatissima

speculazione edilizia.

ora, mi piacerebbe sapere…

– così: per cultura generale,

mica voglio fargli del male –

chi è quel gran testa

di pongo avariato,

quel tizio

che lo sgombero ha ordinato?

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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