22 giugno 2012: migranti in rivolta…
… nel Piemonte del caporalato.
Una scordata di Dibbì (aka Daniele Barbieri)
«Nell’azienda agricola Bruno e Mauro Lazzaro, a circa un chilometro e mezzo da Castelnuovo Scrivia […] a una quarantina di lavoratori marocchini immigrati – 30 uomini e 10 donne – mancavano solo le catene». E’ venerdì 22 giugno 2012. «Sono le 6 di mattina: un giorno come tanti, senza paga e senza un euro in tasca».
Però non sarà un giorno normale. Perchè, fallita l’ennesima trattativa con il padrone, gli schiavi e le schiave decidono di scioperare. Arrivano i “solidali”. C’è anche la Cgil che poi – triste dirlo ma così è andata – si ritirerà e lascerà la lotta. Una delle prime ribellioni in Italia di braccianti schiavizzati. Si scopre con stupore (finto o sincero) che quelle brutte robe non accadono solo al Sud: mafie e padroni, caporalato e istiuzioni cieche sono norma anche in Piemonte. Così purtroppo anche nel “felice” trentino – mele e non solo – nelle ex regioni rosse del centro-nord, persino peggio in Lombardia … Ma oggi ricordiamo soltanto quel 22 giugno con una lotta che durerà, in modo aperto e in forme anche clamorose, per 74 giorni ma proseguirà – nei processi per i risarcimenti ma anche nella soolidarietà e nella vigilanza contro storie simili – fino a oggi.
Chi volesse ripercorrere questa vicenda esemplare può recuperare un libro eccellente (forse un po’ disordinato ma sempre meglio dei gioiellini accademici e freddi) uscito nel 2024 da RedStar press. Si intitola «Schiavi mai!» come uno striscione che accompagnò i 74 giorni nelle strade del Piemonte. Gli autori sono Antonio Olivieri, uno dei solidali (*), e Boris Pesce, uno storico. Il libro e il video omonimo (realizzato dal Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia) documentano la riduzione in schiavitù, la presenza di mafie, l’ostilità di istituzioni e media. Un’esperienza da ricordare. E da imitare.
La rivolta ha vinto? Sì, per molte ragioni: principalmente perchè la repressione non ha piegato chi lottava e i tribunali alla fine hanno dato ragione alle denunce (anche per schiavismo): ci sono «21 sentenze della Corte d’Appello di Torino… tutte passate in giudcato, cioè definitive». Ma i soldi non sono ancora arrivati perchè si sa che, in un modo o nell’altro, i padroni rinviano all’infinito…
(*) Chi frequenta la “bottega” forse ha incontrato Antonio Olivieri perchè è l’anima dell’associazione «verso il Kurdistan» e di molte altre iniziative solidali.
COSA SONO LE “SCOR-DATE”
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Dal primo marzo questa rubrica si è rafforzata, grazie all’impegno di Bruno Lai che sta proponendo almeno tre “scordate” (ma se saranno di più mica vi lamenterete, vero?) a settimana. L’ora di pubblicazione sarà le 22; e le 22,10 se quel giorno ce ne sarà una seconda. Grazie in anticipo a chi commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa. farà proposte … o anche solo ci leggerà.
La redazione – sempre un po’ ballerina – della bottega
