3 novembre 1414. Jan Hus a Costanza

di Pietro Ratto (*)

JanHus

“Giunti a Meersburg [il Maestro e  suoi trenta compagni di viaggio] si imbarcano, per attraversare le scintillanti acque del lago di Costanza. L’imponente città che li attende oltre quelle sponde è in quel momento meta di decine e decine di migliaia di persone, giunte da ogni angolo dell’Occidente. Soltanto i cavalli provenienti da tutt’Europa – e in quel momento alloggiati insieme ai loro cavalieri – sono almeno trentamila. La capitale che li aspetta, di fronte alle cui abbaglianti torri, alle cui imponenti mura, ai cui austeri campanili l’eretico Jan Hus sbarca sabato 3 novembre 1414, è la grandiosa, affollatissima città di Costanza.
Maestro Jan si fa strada tra la fiumana di gente che si riversa nelle chiassose vie del centro e prende alloggio in via San Paolo, nella modesta pensione dell’anziana vedova Fidy, che al pian terreno gestisce anche un vecchio panificio, contrassegnato dall’emblema di un piccione bianco. Non immagina nemmeno che quella caotica, lunga strada che porta dritta alla splendida piazza su cui si affaccia solenne l’otto volte centenaria Cattedrale di Nostra Signora, che quella via che conduce all’imponente basilica in cui sta per aprirsi l’atteso Concilio, un giorno sarà intitolata a lui.
Seduto alla finestra della locanda, sfinito dal lungo viaggio, contempla assorto la pittoresca Schnetztor, la torre medievale che sovrasta le mura fortificate della bella città. Da qualche giorno, a Costanza, è arrivato anche Giovanni XXIII, con tutto il suo corteo. Quattro Patriarchi, ventitré Cardinali, ventisette Arcivescovi, centosei Vescovi, centrotré Abati, trecento Teologi. E poi ventotto Principi, settantasei Duchi e… Chi più ne ha più ne metta! Tutti lì, contro di lui; tutti ad aspettarlo al varco, pronti a cogliere nelle sue parole qualsiasi sfumatura utile ad incastrarlo, una volta per tutte. Tutti quanti invitati al Concilio; naturalmente col loro stuolo di servi, cortigiani, valletti, musici, giocolieri e prostitute. Settecentodiciotto, per l’esattezza, le signorine assunte a sollevar spirito e carne a questi grandi e nobili signori”.

(*) Tratto da P. Ratto, Il Gioco dell’Oca, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2015. In “bottega” cfr. anche 6 luglio 1415. Jan Hus muore sul rogo e Scor-data: 6 luglio 1415.

Pietro Ratto è su Facebook e su Twitter. Qui, tutti i suoi scritti “in Bottega” ed una sua biografia

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Come sa chi frequenta il blog/bottega per due anni ogni giorno – dall’11 gennaio 2013 all’11 gennaio 2015 – la piccola redazione ha offerto (salvo un paio di volte per contrattempi quasi catastrofici) una «scor-data» che in alcune occasioni raddoppiava o triplicava: appariva dopo la mezzanotte, postata con 24 ore di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; ma qualche volta i temi erano più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi.
Tanti i temi. Molte le firme (non abbastanza probabilmente per un simile impegno quotidiano). Assai diversi gli stili e le scelte; a volte post brevi e magari solo una citazione, una foto, un disegno… Ovviamente non sempre siamo stati soddisfatti a pieno del nostro lavoro. Se non si vuole copiare Wikipedia – e noi lo abbiamo evitato 99 volte su 100 – c’è un lavoro (duro pur se piacevole) da fare e talora ci sono mancate le competenze, le fantasie o le ore necessarie.

Abbiamo deciso – dall’11 gennaio 2015 che coincide con altri cambiamenti del blog, ora “bottega” – di prenderci un anno sabbatico, insomma un poco di riposo, per le «scor-date». Se però qualche “stakanovista” (fra noi o all’esterno) sentirà il bisogno di proporre una nuova «scor-data» ovviamente troverà posto in blog; come oggi.

Nell’anno di intervallo magari cercheremo di realizzare il primo libro (sia e-book che cartaceo?) delle nostre «scor-date», un progetto al quale abbiamo lavorato fra parecchie difficoltà che per ora non siamo riusciti a superare. Ma su questa impresa vi aggiorneremo.

Però…

(c’è quasi sempre un però)

visto il “buco” e viste le proteste (la più bella: «e io che faccio a mezzanotte e dintorni?» simpaticamente firmata Thelonius Monk) abbiamo deciso di offrire comunque un piccolo servizio, cioè di linkare le due – o più – «scor-date» del giorno, già apparse in blog.

Speriamo siano di gradimento a chi passa di qui: buone letture o riletture

La redazione (in ordine alfabetico): Alessandro, Alexik, Andrea, Barbara, Clelia, Daniela, Daniele, David, Donata, Energu, Fabio 1 e Fabio 2, Fabrizio, Francesco, Franco, Gianluca, Giorgio, Giulia, Ignazio, Karim, Luca, Marco, Mariuccia, Massimo, Mauro Antonio, Pabuda, Remo, “Rom Vunner”, Santa, Valentina e ora anche Riccardo e Pietro.

 

Pietro Ratto
Nato nel 1965, si è laureato in Filosofia ed Informatica nel 1990 con una tesi in Intelligenza Artificiale. Dal 1995 è iscritto all'Albo dei Giornalisti. Professore di Filosofia, Psicologia e Storia, ha vinto diversi Premi letterari di Narrativa e di Giornalismo. Collabora saltuariamente con il quotidiano La Stampa e gestisce i siti "BoscoCeduo" (www.boscoceduo.it) e "IN-CONTRO/STORIA" (www.incontrostoria.it).
Le sue pagine Facebook e Twitter intitolate "BoscoCeduo" sono quotidianamente frequentate da centinaia di docenti ed alunni italiani.

I suoi libri:
- P. Ratto, "Le pagine strappate", Elmi's World, 2014
- P. Ratto, "La Passeggiata al Tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant", Leucotea, 2014
- P. Ratto, "Il Gioco dell'Oca", Prospettiva editrice, 2015
- P. Ratto, "I Rothschild e gli altri", Arianna editrice, 2015

Pietro Ratto è anche musicista. E' stato infatti fondatore e leader del gruppo di rock progressivo ATON'S (vedi http://www.atons.it oppure, su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Aton's), uno dei riferimenti più importanti del neo-progressive italiano a livello internazionale, dal 1977 al 1999, con una decina di album all'attivo.

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