Lampedusa 03/10/2013 – 03/10/2015

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(alla fine il link per vedere il documentario, online dal 3 ottobre 2015)

Il 3 ottobre del 2013, a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea. L’affondamento provocò 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, i superstiti furono 155. I sopravvissuti dicono che tra le 3.00 e le 3.30 due imbarcazioni, di cui una con un faro molto potente e simile ad una vedetta militare, si avvicinarono alla loro barca puntandogli i fari addosso. Dopo questa operazione le due barche si allontanarono lasciando nel panico le 540 persone. Una di loro, per fare dei segnali di aiuto, diede fuoco ad alcune coperte che, cadendo a terra, provocarono un incendio. Le persone, impaurite, si mossero bruscamente e la barca si ribaltò.

Verso le 6.30 un gruppo di persone che si trovava in barca nella zona della Tabaccara per una battuta di pesca notò i naufraghi e diede l’allarme, mentre altre barche civili e pescherecci si portarono sul posto caricando a bordo la maggior parte dei superstiti. Secondo le testimonianze dei soccorritori la Guardia Costiera arrivò in ritardo di un ora circa sul luogo del naufragio, a meno di un miglio dal porto. La Guardia Costiera non ha mai rilasciato comunicazioni sul 3 ottobre del 2013.

Non e’ stata aperta un’indagine per mancato soccorso e il 36enne tunisino Khaled Bensalem è stato condannato a diciotto anni di reclusione e una multa di dieci milioni di euro per naufragio colposo e “morte provocata come conseguenza di un altro reato”, ma egli si è sempre dichiarato un semplice passeggero. Inoltre il comune di Lampedusa e Linosa si è costituito parte civile nel processo e i soccorritori, unici testimoni oculari, sono stati da subito estromessi dalle indagini. Da quella data le istituzioni ed i media stanno cercando di occultare quello che e’ accaduto veramente in quei giorni costruendo una narrazione dei fatti che tende ad assolvere le forze preposte ai salvataggi e a screditare i soccorritori.

Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato in larga maggioranza al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue. In pochi giorni veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale ha fatto seguito Triton. Quindi, ancora una volta, le migrazioni fornivano un pretesto per aumentare il livello di militarizzazione del Mediterraneo e di Lampedusa.

Il 3 ottobre 2015 si ripeterà la vergognosa farsa organizzata dal Comitato 3 Ottobre in collaborazione con diverse associazioni “umanitarie”, il comune di Lampedusa e Linosa, e forze militari. Tra i partecipanti si trova anche la cooperativa Auxilium, che da anni gestisce centri di detenzione per migranti facendo profitto e malaffare sulle persone già in fuga da guerre e carestie.

Se l’anno scorso tra i finanziatori c’era Soros e la sua Open Society, quest’anno a farsi promotori del 3 ottobre a Lampedusa ci sono tutte quelle ONG, associazioni umanitarie e culturali che attraverso la retorica dei diritti umani, della bontà e dell’accoglienza fanno da apripista e spesso giustificano gli attacchi imperialisti (NATO, USA, UE), come quello in Libia del 2011 o quello in Siria di oggi.

Lampedusa diviene sempre di più un palcoscenico e la sua “vocazione” turistica si trasforma, sotto la pesante influenza esterna, in “vocazione” all’emergenza e alla militarizzazione. Ogni giorno di più si vedono lampedusani in divisa (Croce Rossa, Misericordie), aumentando la dipendenza economica dell’isola rispetto alla gestione dei flussi migratori. Lampedusa e il mediterraneo diventano quindi il terreno di prova per gli apparati militari, come ci dimostra l’imminente esercitazione Trident Juncture (la più imponente dopo la caduta del muro di Berlino) che partirà proprio il 3 ottobre da Italia, Spagna e Portogallo.

 

Uno dei temi scelti dal comitato 3 ottobre per questi giorni è la memoria. La memoria è però un atto politico: si sceglie cosa ricordare e spesso i ricordi vengono creati per finalità politiche. Quello che sta accadendo attorno al 3 ottobre è proprio questo: la creazione di una memoria completamente slegata dalla realtà e funzionale ai piani imperialisti di NATO, USA ed UE; una memoria creata insieme ai governi che sfruttano queste persone, chiamate “migranti”, nei loro paesi di origine; memoria creata insieme a chi provoca le migrazioni (Apparati militari – fondazioni – banche – multinazionali); memoria creata insieme a chi gestisce i centri di detenzione per migranti come le Misericordie. Noi lampedusani dobbiamo chiederci cosa vogliamo fare, se riprenderci in mano le sorti di questa comunità o se vogliamo abbandonare l’isola a questo manipolo di personaggi arroganti, viscidi e menzogneri che la stanno rendendo una base militare, un carcere e un palcoscenico sul quale creare immagini e narrazioni.

A cosa aspiriamo? A divenire carcerieri? A cucinare per le forze armate? A fare le comparse sui film di propaganda dello Stato?

Chiediamo a tutti i lampedusani di essere in piazza Brignone il giorno 3 ottobre 2015 alle 21.30 per guardare insieme il film inchiesta di Antonino Maggiore “Lampedusa 3 Ottobre, i giorni della tragedia” e dare un segnale di dissenso contro tutto quello che stanno facendo alla nostra isola.

Chiediamo a tutti coloro che condividono la nostra analisi e le nostre proposte di condividere il film inchiesta di Antonino Maggiore sul 3 ottobre 2013 (in onda dal 3 ottobre 2015 > https://www.youtube.com/watch?v=IvYCa-hEqYM) e partecipare alle proiezioni che abbiamo organizzato in diverse città (qui troverete la lista https://askavusa.wordpress.com/3-ottobre-2013)

 

 

Contro la militarizzazione di Lampedusa e di tutti i territori;

Per lo smantellamento dei radar (8 a Lampedusa) e delle antenne ad uso militare e la regolamentazione delle antenne ad uso civile;

Per lo smantellamento del centro di detenzione per migranti e la creazione di un ospedale attrezzato sull’isola;

Per aprire un’inchiesta per mancato soccorso sulla strage del 3 ottobre 2013;

Per mettere al centro della discussione pubblica le connessioni tra migrazioni,

militarizzazione dei territori e sistema economico;

Per i diritti negati dei Lampedusani e dei Linosani.

Collettivo Askavusa

Senza Paura!

 

Blog Askavusa > https://askavusa.wordpress.com/

Mail Askavusa > askavusa@gmail.com

Canale You Tube di Libera Espressione-Lampedusa on line > https://www.youtube.com/user/lampedusaonline

Per contattare Antonino Maggiore > liberaespressionelampedusa@gmail.com

Campagna raccolta fondi per Askavusa > https://www.produzionidalbasso.com/project/portom-spazio-di-lottamemoria-e-storie-di-mare/

Evento FB Proiezione simultanea 3 ottobre 2015 > https://www.facebook.com/events/579546615517008

 

ecco il documentario, visibile online solo il 3 ottobre 2015:

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • I giorni della tragedia
    A partire dall’iniziativa di visione simultanea de “I giorni della tragedia”, film documentario che smonta la versione ufficiale sulla strage del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, sviluppiamo un’intervista con un compagno del collettivo Askavusa. Mistificazione dei fatti, rifiuto di ascoltare i superstiti, propaganda e menzogne sono gli ingredienti con cui 2 anni fa fu creata la narrazione mainstream sul naufragio di centinaia di migranti, andando a glissare su quelle che furono le effettive responsibilità delle istituzioni europee nella gestione, di ieri e di oggi, dei fenomeni migratori figli delle guerre portate avanti dall’ingordigia imperialista.

    Di seguito l’intervista. http://www.radiazione.info/2015/10/i-giorni-della-tragedia/

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