52 anni fa la strage fascista dell’Italicus
12 morti, 105 feriti e nessun colpevole
di Louis Perez (*)
Nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1974 una bomba esplode sul treno Italicus, mentre transita presso San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
1974: IL GOLPE E’ NELL’ARIA
Non è un caso isolato: nella primavera di quell’anno inizia una serie di attentati terroristici, via via sempre più gravi, rivendicati soprattutto da Ordine Nero.
Il 1974 si era aperto con l’arresto (il 13 gennaio) a Padova – per associazione sovversiva nel corso dell’inchiesta sul tentato “golpe Borghese” nel 1970 – del colonnello Amos Spiazzi.
In Toscana, a Vaiano, il 21 aprile c’è un fallito attentato sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna: il treno non deraglia perchè il sistema automatico lo blocca.
Il 19 maggio a Brescia muore il militante neofascista Silvio Ferrari, dilaniato dalla bomba che sta trasportando e con cui doveva compiere un attentato.
Il 28 maggio a Brescia (il 28 maggio) c’è la tremenda strage di piazza della Loggia: 8 morti e oltre 100 feriti. Dopo anni di indagini deviate, nel 2017 la Cassazione conferma le condanne contro i neofascisti Maurizio Tramonte, Carlo Digilio, Marcello Soffiati e Carlo Maria Maggi, indicato come mandante.
Due giorni dopo – il 30 maggio 1974 – c’è una (forse casuale) sparatoria a Pian del Rascino, al confine tra Lazio e Abruzzo tra estremisti di destra e forze dell’ordine: muore il neofascista Giancarlo Esposti, due carabinieri rimangono feriti e tre militanti di destra vengono arrestati.
Va anche ricordato che nel 1974 i neofascisti Nico Azzi, Giancarlo Rognoni, Mauro Marzorati e Francesco De Min vengono condannati – a pene fra i 14 e i 23 anni – per la tentata strage al direttissimo Torino-Genova del 7 aprile 1973. Un processo serio e veloce: una rarità per quell’epoca.
Sempre nel 1974 si riaprono le polemiche sullo scioglimento del Comando designato della Terza Armata e sugli “incidenti” nei quali muoiono due generali coinvolti: si chiama in causa Giulio Andreotti (a più riprese ministro della Difesa in quegli anni) il quale si tira fuori con la consueta serie di «non so» e «non ricordo». Resta la convinzione che ai più alti livelli della Terza Armatanegli anni ’70 ci fosse quantomeno una cellula golpista.
Guardando oggi quegli anni appare quasi certo che gli eventi citati (e altri, apparentemente ninori) fossero parte di una strategia della tensione che doveva portare a un colpo di stato militare nella primavera-estate ’74, presentato come «normalizzatore» di un’Italia in preda ad “opposti estremismi”. In quell’anno l’ex partigiano “bianco” Edgardo Sogno aveva certamente disposto le sue pedine per appoggiare – o forse guidare – il golpe.
A sconsigliare i golpisti italiani dal proseguire nel loro programma possono aver contato due fattori internazionali: la caduta dei “colonnelli” in Grecia nel luglio 1974 dopo una lunga sollevazione popolare; e un parere negativo negli ambienti di Washington dove si temeva che, in caso di golpe militare, il Pci e le altre forze di sinistra fossero in grado di bloccare, in poche ore, gran parte dell’Italia con uno sciopero generale.
ITALICUS: IL FERROVIERE EROICO E GLI INDAGATORI “INCAPACI”
Nella tragedia del 4 agosto spicca l’eroismo di un ferroviere, il forlivese Silver Sirotti, che fu poi insignito di medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Al momento dell’esplosione Siritti (24 anni) non si trovava nella vettura in cui era collocato l’ordigno e rimase illeso: ma anziché mettersi in salvo, si lanciò tra le fiamme munito di estintore per soccorrere i viaggiatori intrappolati e così perse la vita.
Per nulla eroici ma incapaci (o forse complici dei neofascisti) coloro che indagarono sull’attentato. Così che per la strage non è stato individuato alcun colpevole.
Che la responsabilità dei neofascisti fosse ovvia lo scriverà, anni dopo, persino la relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare sulla Loggia P2.
«Tanto doverosamente premesso ed anticipando le conclusioni dell’analisi che ci si appresta a svolgere, si può affermare […] che la strage dell’Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; che la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; che la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell’Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale».
(*) Louis Perez per scrivere questa “scordata” si è basato sul libro «Agenda nera», pubblicato da Daniele Barbieri nel 1976, su Wikipedia (le voci che riguardano i neofascisti sono molto documentate) e su molti articoli apparsi in “bottega” a partire da Agosto ’74: (quasi) tutto pronto per il golpe bianco e da Treni e bombe: un capitolo della «strategia della tensione». Con i TAG si possono facilmente rintracciare gli altri articoli con i protagonisti dello stragismo fascista e delle complicità ai vertici dello Stato e della NATO quantomeno per tutti gli anni ’70.
COSA SONO LE “SCOR-DATE”
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Dal primo marzo questa rubrica si è rafforzata, grazie all’impegno di Bruno Lai che sta proponendo almeno 3 “scordate” (ma se saranno di più mica vi lamenterete, vero?) a settimana. L’ora di pubblicazione sarà le 22; e le 22,10 se quel giorno ce ne sarà una seconda. Grazie in anticipo a chi commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa. farà proposte … o anche solo ci leggerà.
La redazione – sempre un po’ ballerina – della bottega

