Selargius: come funziona la caccia al rom

Il meglio del blog-bottega /171…. andando a ritroso nel tempo (*)

Una casa privata. Arrivano un po’ di vigili (un po’ tanti). Senza permessi, fogli o altre cartacce che attestino chi sono e venuti a fare cosa, in base a quale legge, ordinanza o regio editto. Iniziativa loro? O mandati da quale autorità?

Ma perché tante seghe?” direbbe qualcuno (me lo immagino ministro dell’Interno con camicia verde e cervello in pappa): “si tratta solo di cacciare 4 rom”.

Appunto. Di fronte all’opportunità di cacciar via gli zingari (veri o presunti; Hitler diceva: “decido io chi è ebreo”) persino la santa e inviolabile proprietà privata vien meno. Come le vigenti leggi, le regole.

Qui sotto la denuncia dell’Asce (Associazione sarda contro l’emarginazione) contro il comandante della polizia municipale di Selargius. Leggetela con attenzione: non è solo un documento, è una fotografia della brutta Italia d’oggi.

Ah, casomai non ci aveste riflettuto. Se si può perseguitare qualcuna/o (rom, di ceppo ebreo, gay, di religione sgradita, abortista o che so) ignorando la legge si crea – o si ribadisce .- un precedente che poi può valere per altre/i. (db)

Comunicato dell’Asce

Si sono presentati in 9 per cacciare una famiglia di Rom ospite di un privato, senza alcun mandato, rifiutando di farsi identificare e di rilasciare un qualsiasi verbale dell’intervento.

Dovevano o volevano cacciare due anziani, due giovani donne, due ragazzi, una bambina di 12 mesi e una neonata di appena 5 giorni.

Motivo, la realizzazione di una baracca per proteggersi dall’atteso freddo invernale.

Nonostante le proteste del proprietario, i vigili si sono trattenuti nell’area recintata per 3 ore e mezza.

Con prepotenza e spregio della legalità come nell’uso delle peggiori squadracce del passato, con atteggiamento ed espressioni minacciose e intimidatorie da parte del comandante.

Per queste ragioni l’ASCE ha sporto querela e segnalato l’avvenimento ad Amnesty International.

I reati ipotizzati sono quelli di violazione di domicilio, minacce e violenza privata.

L’Asce precisa che si è consumato così l’ultimo atto di una lunga serie di pressioni da parte del Comune di Selargius contro il proprietario del terreno perché fosse allontanata la famiglia Rom.

L’Asce ricorda che da anni le sue proposte di collaborazione, coinvolgente gli stessi Rom, di costituzione di un tavolo permanente per trattare la questione e l’avvio di progetti di inserimento, sono rimasti inascoltati e peggio derisi.

Una segnalazione è stata inviata anche al prefetto di Cagliari, alla Provincia e alla Regione.

Selargius, 24 novembre 2011 – Il presidente dell’Asce Antonio Pabis

(*) Anche quest’anno la “bottega” recupera alcuni vecchi post che a rileggerli, anni dopo, sono sembrati interessanti. Il motivo? Un po’ perché 14mila articoli (avete letto bene: 14 mila) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto di ritrovare semi, ponti, pensieri perduti… in qualche caso accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. [db]

 

Redazione
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2 commenti

  • Più che un commento una curiosità: come è andata a finire?

  • Si è fermato tutto, proprio tutto. E’ stata proposta l’archiviazione della querela e non ci siamo opposti perchè speravamo in una ripresa del dialogo. Mi risulta che anche la denuncia per la “discarica abusiva” di cui, secondo lo stesso comandante dei vigili urbani, dovevano rispondere i rom e anche il proprietario del terreno, sia stata archiviata. Una soluzione salomonica? Forse!

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