(a volte) MI MANDO A CAGARE – di Pabuda

a grande richiesta… un evergreen: (a volte) MI MANDO A CAGARE

quando son assetato

e privo di fantasia

penso che

una roba marrone

ghiacciata, dolciastra, bollicinante

sia…

sia il meglio che ci sia.

così, come automa,

mi dirigo verso lo spacciatore

di Coca Cola:

la compro e…

mi mando a cagare.

quando mi serve un paio

di scarpe ginniche,

acrobatiche

o semplicemente

comode da infilare

va a finire che al museo

delle scarpe griffate

m’introduco lesto

come fa un timido arrapato

in un invitante sex-shop

e lì individuo l’oggetto desiderato:

un paio di Nike appena arrivato.

va a finire che le compro e…

mi mando a cagare.

una volta, addirittura,

in preda ad allucinazione sportiva,

tre… dico tre!! mica due

maglie del suddetto marchio

mi  son accattato.

appena indossate

(una per volta)

mi son mandato a cagare…

quindi l’ho fatto tre volte, non una!

in altri frangenti,

quando sopraggiunge la fame chimica

o più innocentemente

mi sento solo e abbandonato

mi scaravento al supermercato.

il prodotto che cerco

è il tubetto

(della Nestlé!)

di latte condensato.

lo compro e mi mando a cagare!

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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