Aigues Mortes: 125 anni per…

una targa. Quanti anni per Reuf Islami, ucciso a Bologna dal lavoro nero, e per i 16 braccianti morti nel foggiano?

di Vito Totire (*)

Il 17 agosto ricorre l’anniversario dell’eccidio degli operai italiani ad Aigues Morrtes nelle saline della Camargue (**). Molti si sono interrogati sui motivi della rimozione quasi totale di quella strage, specialmente dopo il libro di Enzo Barnabà.

Reuf Islami è stato ucciso a Bologna (***) dal lavoro nero il 21 marzo 2002 e resta “in attesa” della promessa targa commemorativa.

Quanti anni per una targa nelle campagne di Foggia (o meglio in tutte le città) per la strage dei sedici braccianti?

All’interrogativo che abbiamo posto in occasione dell’8 agosto (****) non abbiamo registrato risposte. La domanda era: non è opportuno trasformare la “giornata dell’italiano all’estero” nella giornata del lavoratore all’estero o meglio del migrante (anche quello che non riesce a lavorare)?

Il problema vero è la condizione di particolare vulnerabilità di chi (italiano o no) migra per lavoro all’estero. Non certo perché gli autoctoni siano sempre garantiti: c’è un gradiente di rischio di morte e malattia che è sociale e non etnico; ma l’attenzione ai più vulnerabili si riverbera in maggiore sicurezza per tutti.

Per questo il “sovranismo” è una moneta falsa per ogni persona.

Chi vede in faccia la realtà (persino se a volte è un uomo di governo) viene preso a pesci in faccia; basti vedere la reazione alle pur caute parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che ha “osato” paragonare i morti italiani di Marcinelle agli immigrati di oggi.

Questa nuova (si fa per dire) patacca politica definita sovranismo è l’ennesima truffa ideologica che cerca di negare come nord e sud del mondo abbiano un solo e unico futuro. Un “sovranismo” che sfocia nel disturbo fobico. Infatti la fobia è spesso aggirata con manovre di evitamento :come altro spiegare la censura nei confronti del manifesto dell’artista Marina Abhramovic che dice semplicemente la verità, cioè che “siamo tutti nella stessa barca”.

Il rimedio non è il filo spinato lungo i confini; il rimedio è abolire lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Per ricordare dunque le vittime dello sfruttamento, qualunque sia la loro lingua o il “colore” della pelle.

(*) Vito Totire è portavoce del circolo “Chico” Mendes

(**) cfr Scor-data: 17 agosto 1893

(***) vedi Reuf Islami, ucciso per omissione delle regole di sicurezza sul lavoro e altri post

(****) nelll’articolo di Vito Totire che è qui: 8 agosto 1956-2018: morire di lavoro

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

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