Andiamo a tornellare

[Premessa: giovedì scorso la celere è entrata dentro una facoltà dell’Università di Bologna, in via Zamboni 36. Ha devastato una biblioteca, ha caricato gli studenti che la stavano occupando contro l’introduzione dei tornelli e di un sistema di accessi selettivi aperto ai soli autorizzati muniti di badge.
Provo rabbia, e un senso di profanazione.
Non era mai successo, a mia memoria. Almeno qui (a Milano si, qualche anno fa).
Il testo riprodotto è quello di un volantino distribuito durante i cortei studenteschi degli ultimi giorni. Alexik]

Proposta di raccolta firme per istituire percorsi tornellati personalizzati

Siamo un gruppo elitario e numeroso di studenti dell’Università di Bologna, stanchi di subire le conseguenze delle battaglie per il diritto allo studio.
Abbiamo da dire la nostra sulla questione della biblioteca di Discipline Umanistiche di via Zamboni 36. Ci siamo resi conto che i tornelli al 36 non possono bastare.
L’Università di Bologna consente ancora (una cosa inaccettabile nel 2017 !!!) l’accesso agli studi ad alcuni individui provenienti dalle fasce sociali più deboli dela popolazione. Fasce sociali che, come tutti sappiamo, recano seco tutti i germi della delinquenza.

Perciò chiediamo al Magnifico Rettore di aumentare la retta annuale, raddoppiandola.

Chiediamo inoltre ai residenti proprietari di immobili ad uso locazione un ulteriore sforzo. Gli affitti sono fortunatamente selettivi e altissimi (i più cari dopo Roma e Milano) e rapresentano un ottimo deterrente contro gli studenti non abbienti, ma evidentemente non basta !

Chiediamo l’introduzione di un affitto esponenziale con prezzi minimi prefissati, per allontanare dai nostri condomini i soliti squattrinati facinorosi. Il tutto in linea con le politiche economiche antipovero già adottate in mensa (grazie Elior !)

Chiediamo la chiusura immediata per decreto prefettizio di ‘Pizza Casa’, dove viene servita la pizza margherita a soli due euro e cinquanta, in quanto servizio di sopravvivenza e pericoloso coacervo di studenti squattrinati.

Crediamo che queste siano misure improcrastinabili per ridurre drasticamente e definitivamente il numero di inadatti per censo allo studio.

Lodiamo l’operato congiunto e sinergico di Sindaco, Magnifico Questore e Rettore e applaudiamo all’operato cileno delle forze dell’ordine che in antisommossa hanno dato dimostrazione dell’uso civile di una biblioteca di Discipline Umanistiche. Tuttavia ci siamo resi conto che questo non basta.
In attesa dell’estinzione degli studenti non abbienti, noi chiediamo di essere difesi e tutelati anche da chi è in possesso di badge.

Plaudiamo alla volontà dell’amministrazione che, in collaborazione con i palazzinari, lega coop e lega e basta, intende spazzar via il centro sociale XM24 (e finalmente togliere la possibilità di socializzare a chi non ha i soldi per farlo: era ora !) e di sostituirlo con una caserma dei carabinieri.
In linea con l’operato dell’amministrazione, presentiamo formale proposta di sostituire la biblioteca al civico 36 di via Zamboni con una caserma dei carabinieri con annessa sala studio (tornellata).

Ma la nostra sicurezza va garantita oltre via Zamboni 36.

Purtroppo l’operato delle FFOO non basta. Ci siamo resi conto che in piazza Giuseppe Verdi (che auspichiamo venga privatizzata al più presto) esiste ancora l’oppurtunità per comuni plebei di incontrarsi fra loro e persino consumare bevande e vivande, magari cospirando.

Plaudiamo alla recente dotazione dello spray al peperoncino alle volanti cittadine. Ma non può bastare.

Abbiamo appreso che a causa dell’applicazione del nuovo Isee, 753 famiglie a Bologna rimarranno senza casa. Inoltre in città il numero delle richieste di sfratto si è quasi triplicato negli ultimi sette anni, passando da 1710 nel 2007 a 4289 nel 2015. Plaudiamo commossi: ma non può bastare.

Il numero dei senza casa, in inglese homeless – ergo persone maleodoranti e bramose dei nostri spiccioli – in cui saremo costretti ad imbatterci nel percorso da casa al 36 e dal 36 all’aperitivo, aumenterà esponenzialmente. Lasciarli morire di fame va bene, ma non può bastare.

Stando alla relazione annuale al parlamento 2016 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, Bologna è risultata essere la capitale italiana delle morti dovute ad abuso di sostanze stupefacenti. Sappiamo che sono stati già tagliati drasticamente i servizi di riduzione del danno (era ora!) e che quindi presto il consumo di sostanze, ben abbinato alla povertà, porterà all’estinzione di ampie fasce di persone causa degrado.
In attesa che ciò avvenga (ci auguriamo nei tempi più brevi) noi insistiamo: non può bastare !

Chiediamo pertanto all’Alma Mater in task force con le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale, di provvedere quanto prima all’installazione di percorsi tornellati personalizzati che partano dalle nostre stanze singole e, secondo percorsi individualizzati, ci consentano di giungere in università senza dover incontrare poveri, barboni, tossici, studenti non abbienti, o peggio ancora politicizzati, che minacciano con la loro stessa presenza la nostra sicurezza.

Inoltre suggeriamo di convenzionare tale percorso tornellato individualizzato con una selezionata lista di pubs, locali e lounge bar raggiungibili esclusivamente tramite tornelli.

Auspicando di poter finalmente risolvere il problema della socialità tra poveri e sentirci dunque sicuri nell’attesa della loro estinzione …

TORNELLIAMO LA CITTA’ !

Komitato Andiamo a Tornellare

 

 

 

 

alexik

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