Animali notturni – Tom Ford

12

(visto da Francesco Masala)

quando entri in sala non sai ancora la grandezza e il dolore, del film, primo dell’era Trump al cinema, per me.
sceneggiatura che non concede respiro, finale straordinario, senza parole, non servono, non c’è niente da spiegare.
attori davvero bravi, tra cui Michael Shannon, il poliziotto Bobby Andes, futuro premio Oscar per il miglior attore non protagonista.
Bobby Andes è la versione texana, senza ironia, dell’ispettore Pastor, di Pennac.
la storia è strana, all’inizio, poi si capisce tutto, e qualcosa lo capisci anche dopo, non importa, mica siamo noi ad aver scritto la sceneggiatura.
il professore-scrittore fallito, debole, non adatto, timido, buono, scrive un libro, dopo 19 anni, un’arma potentissima, è arte, trasfigura la realtà, ma parla sempre della realtà, perché altrimenti certe pagine o certi libri ci fanno stare male?
sono delle piccole innocenti cariche che si posizionano nei posti giusti e poi esplodono dentro, come l’esplosivo in miniera.
all’inizio c’è una cortina fumogena che nasconde e confonde tutto, poi si posa e tutto diventa chiaro, e certe volte terribile, come in questo film, la vendetta non ha scadenza.
non perdete questo gioiellino, vi turberà, non vi lascerà indifferenti, se non vi sarete addormentati o se non avrete sbagliato sala.

http://markx7.blogspot.it/2016/11/animali-notturni-tom-ford.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.