Artisti circensi e giocolieri sono un pericolo per Israele

1234
56
 78

ecco Mohammad Abu Sakha, pericoloso giocoliere

il tribunale militare israeliano rigetta l’appello per il rilascio di Mohammed Abu Sakha (qui)

 

Artisti circensi della città cisgiordana di Nablus e giocolieri israeliani hanno messo in scena uno spettacolo di protesta nel centro di Tel Aviv, martedì 5 luglio, per sollecitare le autorità israeliane a liberare Mohammed Abu Sakha, un clown palestinese imprigionato in Israele da sette mesi, la maggior parte dei quali in detenzione amministrativa – uno strumento draconiano usato da Israele per trattenere i palestinesi senza accusa né processo.

Lo spettacolo, organizzato in collaborazione con Amnesty International, è stato rappresentato durante il mercato settimanale degli artisti di Tel Aviv, in Via Nahalat Binyamin. L’elemento centrale dello spettacolo era una piccola gabbia contenente un clown. Intorno a lui, i giocolieri e gli artisti circensi eseguivano i loro giochi e le loro manovre acrobatiche.

 

Le forze israeliane arrestarono Abu Sakha nel dicembre scorso al posto di blocco di Za’atara, mentre stava andando a far visita ai genitori nella città di Jenin in Cisgiordania. Poco dopo, egli fu sottoposto a detenzione amministrativa. In giugno, l’ordine di detenzione amministrativa è stato rinnovato per altri sei mesi. Come tutti i palestinesi in detenzione amministrativa, attualmente più di 700, Abu Sakha non sa di che cosa è accusato e non ha alcuna possibilità di difendersi dalle accuse.

 

Fino al suo arresto, Abu Sakha gestiva la Scuola Circense Palestinese (Palestinian Circus School) in Cisgiordania e insegnava spettacoli circensi ai bambini palestinesi. Abu Sakha iniziò ad imparare l’arte del circo, nove anni fa, ancora quattordicenne, e da allora il circo è diventato tutta la sua vita.

 

Egli vive vicino al circo e vi trascorre lavorando l’intera giornata. È anche impegnato a scrivere un libro su come insegnare, attraverso l’arte del circo, terapia per bambini con esigenze speciali. I suo amici dicono che bambini, che non riuscivano a fare un passo quando lo avevano conosciuto, ora riescono a camminare grazie a lui.

 

Il Circo Palestinese è una delle rare perle nella dolorosa realtà della vita sotto l’occupazione. Oltre agli spettacoli, che attirano visitatori da tutto il mondo, è attiva anche una scuola circense, frequentata da circa 340 bambini dell’area di Ramallah e Bir Zeit, di cui 40 hanno esigenze speciali. Per questi bambini, il circo non è solo il rifiuto del disagio quotidiano, ma anche una terapia.

Activestills.org
Traduzione di Franco Malpeli per il Centro Studi Sereno Regis

da qui

 

La detenzione amministrativa dell’allenatore e artista circense palestinese Mohammad Abu Sakha è stata rinnovata per altri sei mesi, dal 13 giugno al 12 dicembre 2016. Ordini di detenzione amministrativa possono essere rinnovati indefinitamente.

Mohammad Abu Sakha è stato arrestato il 14 dicembre dello scorso anno, alle 16:00 circa (ora locale), mentre stava attraversando il check-point militare di Zaatara, vicino a Nablus, per andare al lavoro nella cittadina di Birzeit, vicino a Ramallah.

Abu Sakha fa parte della Scuola palestinese di Circo dal 2007. È diventato un allenatore e artista nel 2011. Ha partecipato in diverse esibizioni in Europa e negli Stati Uniti e ha anche partecipato in diversi tour in Palestina. Avrebbe dovuto partecipare agli allenamenti internazionali circensi tra marzo e giugno di quest’anno.

I primi sei mesi della sua detenzione amministrativa sono iniziati il 25 dicembre e finivano il 13 giugno 2016. Tuttavia, sono stati rinnovati per altri sei mesi.

Nella Cisgiordania palestinese occupata, l’esercito israeliano è autorizzato a usare ordini di detenzione amministrativa contro civili palestinesi sulla base dell’Ordine Militare 1651. Tale ordine dà potere ai comandanti militari di trattenere un individuo per periodi rinnovabili di sei mesi, se esistono “motivi fondati per credere che la sicurezza dell’area o la sicurezza pubblica necessitino l’arresto”. Durante o poco prima della data finale, l’ordine è frequentemente rinnovato. Il processo può continuare all’infinito.

Un’udienza di convalida dell’ordine di detenzione amministrativa corrente contro Mohammad è previsto per il 15 di giugno, quando un giudice militare potrà confermare, limitare o cancellare il mandato.

Traduzione di F.H.L.

Agenzia stampa Infopal – www.infopal.it

Trad. Invictapalestina.org

fonte: http://samidoun.net/2016/06/91-palestinian-and-international-organizations-joint-call-to-action-24-25-june-days-of-action-to-free-bilal-kayed-and-end-administrative-detention/

 

anche a Londra vogliono Mohammad Abu Sakha libero!

 

 

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • grazie sempre, carissimo!!! è caso adottato da AMNESTY INTERNATIONAL.

    URGENT ACTION – ISRAEL/OPT: ISRAEL DETAINS CIRCUS PERFORMER: MOHAMMAD FAISAL ABU SAKHA
    UA: 12/16 – MDE 15/3214/2016 – Israel/OPT – 15 January 2016
    scheda-caso con informazioni di contesto e indicazioni per inviare un appello personale (scaricabile in lingua inglese, francese, spagnola, araba; chi vuole traduzione mi scriva: ihcnor(AT)yahoo.it ):
    https://www.amnesty.org/en/documents/mde15/3214/2016/en/
    scheda-caso sintetica con link all’appello on-line della Sezione italiana di AI:
    http://www.amnesty.it/israele-arrestato-artista-circense-sakha

    TESTO DELL’APPELLO adottato da AI Italia
    [è sempre possibile aggiungere considerazioni personali, purché si scriva in inglese corretto (altrimenti, meglio la propria lingua) e si evitino insulti e proclami ideologici (che potrebbero risultare assai pericolosi per la persona che vorremmo difendere)]
    Dear Judge Advocate General, // Dear Major-General Roni Numa, // Dear Minister,
    I am writing to you as a supporter of Amnesty International, the non governmental organization which since 1961 has been working in defense of human rights, wherever they are violated.
    I call on you to release Mohammad Faisal Abu Sakha, and all other administrative detainees, unless they are to be charged with recognizably criminal offences and tried fairly and promptly.
    I urge you to ensure that he is given access to a lawyer of his choosing and visits from his family.
    Thank you for your attention. Yours sincerely,

    TRADUZIONE ITALIANA a cura di AI Italia [con mie integrazioni e correzioni segnalate fra parentesi quadre]
    Egregio Procuratore generale, // Signor Generale Roni Numa, // Signor Ministro,
    Sono un sostenitore // [una sostenitrice] di Amnesty International, l’organizzazione non governativa che dal 1961 lavora indifesa dei diritti umani, ovunque siano violati.
    Le chiedo di rilasciare Mohammad Faisal Abu Sakha e tutte le persone detenute in detenzione amministrativa, a meno che non siano accusati di un reato [penale formulato in modo chiaro] e immediatamente [sottoposti a un processo equo”].
    La sollecito a garantire che egli abbia immediato accesso ad un avvocato di sua scelta e alla sua famiglia.
    La ringrazio per l’attenzione. Distinti saluti,

    DESTINATARI [nell’appello on-line di AI Italia compare solo il primo]
    1. Brigadier General Sharon Afek, Military Judge Advocate General (intestazione: “Dear Judge Advocate General”)
    Hakirya, Tel Aviv, Israel – fax +972 3 569 4526 – Mag@idf.gov.il
    2. Major-General Roni Numa, Commander of the IDF – West Bank (intestazione: “Dear Major-General Roni Numa”)
    GOC Central Command – Military Post 01149, Battalion 877 – Israel Defense Forces, Israel – fax +972 2 530 57 41/24
    3. Gilad Erdan, Minister of Public Security (intestazione: “Dear Minister”)
    Kiryat Hamemshala – PO Box 18182 – Jerusalem 91181, Israel – fax +972 2 584 7872 – gerdan@knesset.gov.il

  • è vero, l’arte è pericolosa per il totalitarismo e l’idiozia. i regimi di tutto il mondo lo sanno bene:
    https://www.amnesty.org/en/search/?q=artist&sort=relevance

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.