Augias e il declino del pensiero democratico

di Mauro Antonio Miglieruolo

Venerdì 31 gennaio nel corso della trasmissione “Le Invasioni Barbariche”, Corrado Augias interrogato dell’intervistatrice Daria Bignardi sull’ospite che l’aveva immediatamente preceduto, Di Battista, oltre a poco benevoli commenti sullo stesso, si lasciava andare ai soliti insulti sul Movimento 5 Stelle, con la pretesa di riscattarne la banalità rinnovandoli per mezzo della subdola e velenosa definizione di “fascismo inconsapevole”. Che è poi la definizione con cui da sempre la “sinistra” (una “sinistra” che con la destra e solo con la destra ha sempre trovato facile accordarsi) ha regolato i conti con tutto ciò che tentava di opporsi allo stato di cose presente.

03febb-laura-boldrini-251435I fatti di mercoledì 29, la “ghigliottina” utilizzata dalla presidentessa Laura Boldrini per togliere la parola ai “grillini”, sono troppo recenti perché Augias possa avere dimenticato; e troppo gravi perché possano essere accantonati. Porli in secondo, anzi terzo ordine, e non parlarne per nulla, per parlare invece delle reazioni dei 5 Stelle, reazioni legittime e per nulla eccessive considerando ciò che avevano subito, equivale, Signor Augias, a essere in perfetta sintonia con la mentalità dei politicanti, che ritengono siano da stigmatizzare sempre e comunque le vittime del potere e mai le atrocità dei carnefici. I quali spesso possono farlo nascondendosi dietro leggi e regolamenti, o delegando le forze di polizia, ma non in questo caso, nel quale la Boldrini ha agito in prima persona applicando surrettiziamente e abusivamente alla Camera una norma che invece esisteva solo per il Senato; e che comunque nel Senato della Repubblica mai nessuno aveva osato applicare (noto di sfuggita che Boldrini è in “quota” SEL).03febb-boldrini Ma tutto questo è secondario. Quel che urge parlare è dell’insulto, un “boia” dal sen fuggito, rivolto al presidente della Repubblica, non certo degli schiaffi e delle prese per i fondelli che il popolo italiano quotidianamente subisce.

Ma tiriamo avanti: questo è il pensiero di fin troppi italiani e dalla stragrande maggioranza di politicanti e pennivendoli.

03febb-corrado-augiasCi tengo piuttosto a ricordare, per smascherare la disgustosa operazione ideologica tentata da Augias (mai me lo sarei aspettato da un tipo equilibrato come ama apparire lui), che caratteristiche salienti del fascismo sono l’uso sistematico dell’olio di ricino e del manganello. Caratteristiche che però erano al servizio di una terza, più importante e decisiva: impedire l’agibilità politica alle opposizioni. Tant’è che, messo il bavaglio a chiunque avesse velleità di manifestare dissenso, essendo diventato l’uso del manganello meno importante, i fascisti si pregiavano di raccomandare la necessità “di cambiare metodo” (cioè, massacrare di bastonate un po’ meno). Se non altro, per sembrare un poco più civili, dato che non era nelle loro possibilità esserlo effettivamente.

03febb-augiasOra cosa ha fatto la Boldrini se non impedire ai 5 Stelle di manifestare il loro dissenso rispetto a un provvedimento governativo che non solo era sbagliato politicamente (il famigerato e ennesimo regalo alle banche), ma anche illecito (le norme proibiscono sia di inserire nella decretazione provvedimenti di natura eterogenea, e il provvedimento riguardava l’IMU, non l’eventuale finanziamento alle banche; sia di utilizzarli per materia che non sia caratterizzata da urgenza)? Un atto cioè che è sulla soglia di diventare (esso sì) fascista, essendo l’atto finale del processo di valorizzazione del principio di governabilità rispetto a tutti gli altri. Di fronte alle esigenza della governabilità quello di rappresentatività e libera espressione del dissenso non contano più nulla, quello che sempre e comunque deve trionfare è ciò che il governo decide, ciò che il governo vuole, come e quando vuole. Il Parlamento così è svuotato di ogni funzione di controllo (proprio come volevano i fascisti e come invece cercano di impedire che continui a essere i 5 Stelle: straordinario stravolgimento della verità); e la democrazia diventa democrazia condizionata, democrazia amputata, democrazia autoritaria: la democrazia diventa puro atto formale, anzi atto teatrale, privo di sostanza e valore.

03febb-AlessandroDiBattistaDunque, se proprio un’accusa doveva venire in mente di formulare a un “democratico” come Augias (quanto “sincero democratico” aspetto sia lui a chiarirlo), doveva essere appunto la denuncia della Boldrini che con il suo atto dispotico favorisce l’avanzata sempre meno strisciante dell’autoritarismo, che si sta mangiando le già scarse tradizioni democratiche liberali italiane.

Non mi limito a constatare, mi lascio anche spaventare.

Spaventa che un Augias e con lui i tanti infiniti Augias del paese, disposti a voltare la faccia da un’altra parte e far finta di non vedere, che invece di indignarsi, alzare la voce non getti il grido d’allarme e non chieda il ripristino della legalità; ma al contrario, pur di fronte a tanta protervia del potere non si indigni, e anzi getti ombre su chi a questa deriva illiberale si oppone. Che non si indigni neppure di fronte a un progetto di riforma elettorale che egli stesso descrive come teso a danneggiare i 5 Stelle! A carico dei quali ascrive persino la loro pretesa di opporsi a questo disegno, a chi li vorrebbe ridimensionare utilizzando trucchi da magliari (arriveremo mai a colpevolizzare il borseggiato che si oppone al borseggiatore? Temo di sì).  Segno palese che effettivamente la coscienza democratica del paese è in letargo; che se non è morta è vicina a esserlo.

CAMERA: LEONE DICHIARA APERTI LAVORI DELLA XVII LEGISLATURAEssì, caro Augias, sempre simpatico e pacato; che come tutti i moderati è estremista difensore dell’esistente. A ogni costo, anche quello di manipolare un pochino la realtà. Il vero pericolo per la democrazia non sono i 5 Stelle. Il vero pericolo è l’irresponsabilità, l’arroccamento sui privilegi, la vergognosa sordità del PD rispetto al grido di dolore che da ogni parte d’Italia sale verso i palazzi del potere. Il vero pericolo è nella perpetuazione delle nefandezze commesse contro il popolo italiano. È da qui, dal furore che inevitabilmente nasce a ogni nuova promessa tradita, a ogni acrobazia politica, il pericolo per la democrazia italiana. Dal disprezzo sostanziale e ora anche formale per la democrazia che i signori del PD manifestano sempre più apertamente. Permettendo si diffonda l’equazione democrazia uguale inciucio; democrazia uguale favore ai potenti; democrazia uguale sacrifici imposti solo ai lavoratori; e manganelli  (o anche ghigliottina) per chi non è d’accordo.

Specificando che lei sì, certamente è d’accordo, non va incontro a pericoli: con lei non sarà necessario utilizzare il manganello; ma io no, non ho abbastanza prudenza da violentare la mia coscienza e dichiararmi d’accordo.

Che Dio me la mando buona, pertanto.

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Redazione
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  • Condivido quanto scritto da Mauro Antonio. Il problema politico di fondo è quello che lui individua. Ecco due aggiunte, anzi tre perché concludo con un appello a sollevare… un’altra questione ALTRETTANTO di fondo (il sessismo).
    1. Che vuol dire ormai informazione? E’ una farsa continua su tutto. Per fare un solo esempio. I media rimproverano Di Battista (5 stelle) pure per aver scritto che Daria Bignardi «ha sposato il figlio di un assassino» – Luca Sofri per chi non lo sapesse – stravolgendo il contesto e la cronologia. Mi confermano parecchie persone (da molti anni io non guardo la tv se non raramente in streaming) che la Bignardi ha iniziato l’intervista a Di Battista chiedendogli dei trascorsi fascisti del padre. Piuttosto ignobile no? A questa porcheria Di Battista risponde chiedendo come si sentirebbe lei se le chiedessero che effetto fa aver sposato il figlio di un assassino. E’ piuttosto diverso, no? Forse i tribunali parlerebbero di “legittima difesa”. Oppure: i media sottolineano spesso che Di Battista era un concorrente del «Grande fratello». E allora? Vogliamo parlare dei cv di tutti i/le parlamentari? Quelli che in maggioranza “decretarono” esser Ruby la nipote di Mubarak o quelli di ora, Pd in testa, che votano ogni schifezza, compresi gli F35 e magari prima di essere eletti dissero di esser contro l’acquisto di nuovi cacciabombardieri.
    2. «Mai me lo sarei aspettato da un tipo equilibrato come ama apparire lui» scrive Mauro Antonio su Augias. Non so come ami apparire (ripeto con orgoglio che non guardo la tv e aggiungo che non compro «Repubblica» anche se poi la sbircio tanto per farmi un’idea di quel che accade dalle parti del giornalismo presunto democratico) ma ho buona memoria per ricordare che Augias – solo per dirne una – accreditò nella sua rubrica il «razzismo democratico». Equilibrato?
    3. La questione di fondo però che non bisogna dimenticare (questa sì, importante, non gli insulti veri o presunti a Re Giorgio) è il sessismo. Riprendo di nuovo quanto scritto da Maria G. Di Rienzo – nel suo bellissimo blog «Luna nuvola» – con il post intitolato «Suggerimenti sovversivi». Ecco le prime righe: «Vuole il “movimento popolare a guardia del potere costituito”, la “sola vera opposizione nel Paese”, gli “unici che difendono i cittadini” – così fra gli altri autoincensamenti si definiscono i movimentisti a cinque stelle – davvero sovvertire l’assetto di questo Paese? Ribaltarlo sottosopra? Cambiarlo totalmente? Allora avvii, a cominciare dal proprio interno, un’onesta conversazione sulla visione tossica e distorta che in Italia abbiamo della mascolinità, del sesso e del potere. Aggiunga un non-articolo ai suoi non-statuti e non-regolamenti, del tipo: “Il Movimento ripudia il sessismo, riconoscendolo come fonte primaria della violenza contro le donne”». E di nuovo, ripetendomi anche io, mi permetto di sottoscrivere questa richiesta anche per coerenza con il mio ultimo voto. Infatti quando mesi fa mi sono recato nell’urna – che fatica – ho dato due voti sui tre che avevo proprio a Cinquestelle. Aggiungo che, tutto sommato, non mi dispiace quel che 5stelle da allora ha fatto nelle istituzioni (intendo: a paragone degli zombies che circolano) ma trovo intollerabile il sessismo che emerge molto spesso nelle loro file. Si obietterà che sessisti sono anche quelli che oggi fingono di indignarsi: lo so bene e non lo dimentico ma io ho votato Cinquestelle appunto perché speravo fossero diversi in tutto. In tutto. In tutto.
    PS: bellissimo il refuso finale di Mauro Antonio: quel «Dio me la mando buona» è un’ammissione di ateismo o un auspicio di onnipotenza personale? E chissà se interpreto bene il refuso: io penso a «mando» invece di «mandi» e magari Miglieruolo voleva scrivere «Io» invece di «Dio».

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