Bonifiche amianto a Bologna: qualcosa…

si muove ma troppo lentamente. E’ urgente bonificare via Bignardi 14

di Vito Totire (*)

Amianto-Bologna

  Prendiamo atto della avvenuta bonifica della megatettoia dei Prati di Caprara; sapevamo che il piano di lavoro era stato presentato e dunque che l’intervento sarebbe stato imminente. Dalle sale di degenza dell’Ospedale Maggiore finalmente i pazienti, i loro visitatori, gli operatori, potranno godere di un effetto panorama privo di quella inquietante enorme macchia grigia di eternit degradato e pericoloso.

Tuttavia nell’ambito della nostra campagna «bonificare i capannoni molesti» abbiamo tenuto un sit-in di protesta per sollecitare la bonifica nell’agosto 2007!!! Il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, può dirci quante fibre si sono disperse nell’ambiente in questi nove anni? Sono fibre che finiranno in quel cosiddetto inquinamento di fondo non monitorato che alla fine può innescare proprio quei casi di mesotelioma che finiscono inopportunamente classificati come «da esposizione ignota» anzi che consentono poi a certi “scienziati” leggermente filo-imprenditoriali , di dire che «il 20% dei mesoteliomi non sono causati dall’amianto»; non si sa mai, qualche giudice prende la affermazione per fondata e ci scappa l’assoluzione per l’imputato oltre che le parcelle varie…

La penosa vicenda dei Prati di Caprara dimostra che le istituzioni pubbliche tendono, con i cosiddetti «utenti forti» a lasciar fare: “bonificate quando siete comodi, non c’è fretta, le fibre che rilasciate nell’ambiente non sono un problema…”.

Pensare che invece fioccano multe per chi sbaglia l’orario in cui depositare un po’ di carta per la differenziata; non saremo noi a dire “depositate quando volete” tuttavia ci vuole misura e soprattutto equità…

Ovviamente il ritardo enorme nella bonifica dei Prati di caprara è responsabilità anche nostra: NON SIAMO RIUSCITI A FARCI SENTIRE.

TUTTAVIA NON MOLLIAMO.

Passiamo a prendere in esame la situazione, kafkiana, di via Bignardi 14. Abbiamo segnalato al Comune il sito, assieme a Legambiente. Il Comune non era a conoscenza. Facile: IL COMUNE DI BOLOGNA HA OSTINATAMENTE RIGETTATO LA NOSTRA PROPOSTA (FIN DAI TEMPI DI COFFERATI) DI CENSIRE L’AMIANTO TRAMITE OBBLIGO DI AUTONOTIFICA. Bel risultato: a differenza di quanto succede in altri Comuni non sappiamo quanto ce n’è e dove.

Per tornare a via Bignardi 14: capannoni industriali con copertura in cemento-amianto in evidente stato di vetustà e degrado. Abbiamo fotografato gruppi di piccioni che stazionano sulle tettoie e, come è facile dedurre, con le loro leggiadre zampette portano fibre dappertutto. Che lasciare lo stabile in quelle condizioni risponda a un piano dell’assessore comunale (quello che si è sempre espresso contro il censimento) per ridurre la popolazione dei piccioni?

Quello stabile fu oggetto di occupazione da parte di temerari giovani ignari del rischio e fu prontamente sgomberato per essere sottoposto a sequestro giudiziario. Si vocifera che lo stabile sia di proprietà di una azienda di produzione di componenti elettriche. Come è possibile che fra Comune di Bologna e Procura della repubblica non si arrivi a “partorire” un provvedimento finalizzato alla bonifica immediata? La procura può disporre i sequestri giudiziari quando ne ricorrono gli estremi ma quei cartelli affissi e quelle strisce di plastica biancorossa che avvolgono l’entrata non fermano certamente la diffusione di fibre cancerogene nel quartiere. D’accordo, il sito è “ben occultato” ma le fibre volano.

Infine: il presidente del quartiere, conosce il problema (delle fibre) fin da piccolo, magari se fa mente locale, con un sopralluogo, può dare una mano. Comunque , in data odierna – 23 agosto – il «problema bonifica immediata del cementoamianto via Bignardi 14» viene da noi posto alla attenzione della Procura della repubblica con un esposto.

Bologna, 23.8.2016

(*) Vito Totire è medico del lavoro, presidente AEA – associazione esposti amianto e rischi per la salute.

 

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