Brick and Mirror – Ebrahim Golestan*

visto e rivisto da Francesco Masala

L’ULTIMO SPETTACOLO: una mini-serie per recuperare un po’ di grandi film

inizia come un noir anni ’60, un taxi percorre le strade della città di notte, con le luci delle insegne pubblicitarie che lampeggiano, e la radio che racconta qualche storia.

ma non è New York o Parigi, è Teheran nel 1965.

il film racconta una piccola storia, di un tassista, un’amante e una bambina abbandonata.

ricorda il neorealismo, per tutto il film, ma un neorealismo più nero di quello italiano, senza spazio per la commedia.

e con il passare dei minuti il film ti conquista e non ti molla più.

appare anche Forugh Farrokhzad (la passeggera del taxi), per sapere qualcosa di lei guarda qui.

non perdetevi questo piccolo capolavoro (QUI il film completo, con sottotitoli in inglese)

https://markx7.blogspot.it/2014/12/brick-and-mirror-ebrahim-golestan.html

 

*può capitare che qualcuno voglia recuperare qualche film dimenticato, o quasi, ma non sa quali, o non se li ricorda; parlare di grandi film dimenticati è un esercizio di memoria.

si chiede scusa in anticipo se qualche volta verrà citato più di un film, ma un film buono tira l’altro.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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