Camara Fantamadi

testi di Peppe Sini e di Melitea

LUTTI. CAMARA FANTAMADI
di Peppe Sini (*)


Si chiamava Camara Fantamadi
dal Mali venuto in Italia
lavorava come bracciante
sotto lo scoppio del sole
il cuore non ha retto
aveva 27 anni.

Non lo ha ucciso soltanto
la calura e la fatica
lo ha ucciso la violenza padronale
lo ha ucciso un sistema di sfruttamento
schiavista e razzista
lo ha ucciso un regime
mafioso e fascista.

Si insorga adesso affinche’ cessi questo orrore
che ogni giorno si rinnova nel nostro Paese.

Si insorga adesso per abbattere
la schiavitu’ e l’apartheid imposti nel nostro Paese
dalle mafie e dai governi assassini.

Ogni essere umano ha diritto alla vita
alla dignita’ alla solidarieta’
salvare le vite e’ il primo dovere.

(*) ripreso da «Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino» proposti dal “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo (numero 4148 del 27 giugno 2021 anno XXII)

Al mercato rionale di buon’ora

dalla pag Fb di Melitea (**)

Arrivo al mercato rionale di buon’ora. A Roma in questi giorni c’è un caldo umido da morire! Giro tra i banchi riempiendomi gli occhi coi meravigliosi colori dei prodotti agroalimentari italiani. “Ah il made in Italy non si batte, dal pomodoro all’acciaio chirurgico!” … Nella mia mente ripasso ricette e ansie da pessima cuoca, optando per il classico sugo pomodoro e basilico e dei peperoni da cuocere al forno “che fa tutto lui“… 

Senza quasi rendermene conto arrivo al solito banco. Amir mi saluta con un gesto della mano mentre spruzza acqua fresca sulla lattuga, la moglie Amina mi passa il cestino e prepara già le buste di carta, piazzandosi alla vecchia bilancia 

“Ciao!” 

– “Buongiorno! Oggi a quanto stanno i pomodori da sugo?” 

– “2 infarti e 70”

– “E i peperoni? Non si legge bene il prezzo…”

– “Quelli 1 collasso e 90″

– “uhm … Amir oggi hai aumentato i prezzi eh? E io chiedo lo sconto a tua moglie. Tanto è lei il boss!” Ridiamo tutti e tre. 

– “Prendi le ciliegie, oggi ti faccio un buon prezzo” Amir non può fare a meno di mercanteggiare, gli piace troppo – “Assaggia …raccolte a mano.” 

– “Buone!” 

– “Per te oggi solo 2 pestaggi di caporalato” 

– “Per me … Lo dici a tutti i clienti! Ti conosco sai?” Ridiamo di nuovo. È una mattina calda, afosa, ma l’ombra dei gazebo  e il profumo della frutta mette di buon umore.

Pago, ricevo i miei due sacchetti di carta rigorosamente riciclata pieni di ottimi prodotti a km zero, li sistemo nella sportina di canapa biologica che fa tanto consumatrice responsabile, saluto e mi avvio al parcheggio occhieggiando tutte le bontà esposte sui vari banchi. Sistemo nel portabagagli il mio bottino a km zero, consapevolmente e responsabilmente acquistato al banco dei prodotti bio. E tornando a casa non penso ai lavoratori invecchiati prima del tempo, lontani dalle loro famiglie, in un Paese che li respinge come corpi estranei se chiedono diritti ma li accoglie a braccia aperte nei ghetti di baracche sperduti nelle campagne, dove diventano carne da cannone per imprenditori senza scrupoli e senza anima.

Quando mangerò i miei spaghetti pomodoro e basilico, al fresco, nel mio appartamento climatizzato, ne avrò dimenticato i costi umani, la mafia che gestisce tutta la filiera e le vittime quotidiane dello sfruttamento. 

Domani avrò dimenticato anche l’ennesimo ragazzo venuto da molto lontano attratto dall’illusione di un lavoro e di una vita migliore e morto sul ciglio della strada dopo aver lavorato per pochi spiccioli sotto il sole cocente, senza sosta, nelle ore più calde e afose di questi giorni …

Li dimentichiamo tutti, sempre.

Camara Fantamadi, 27 anni, veniva dal Mali. È morto di fatica e di caldo per 6 euro l’ora.

(**) Gruppo Melitea

IL NON MANIFESTO

Carta dei valori

La scelta del 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, non è casuale per ufficializzare la nascita della nostra Associazione.

Zittite dalla violenza e spesso anche dall’indifferenza, quella delle donne è una delle voci che vogliamo amplificare e fare nostra, insieme a quella degli invisibili, dei migranti, dei discriminati, delle vittime dell’illegalità e dello sfruttamento.

L’elenco è lunghissimo in questa Italia ferita, incattivita e impoverita soprattutto di umanità!

La nostra Comunità si presenta quindi con una chiara dichiarazione di intenti, animata dal desiderio di prendere parte al cambiamento, portando con noi la determinazione verso chi ha il potere di migliorare e l’empatia verso gli ultimi!

Melitea: chi siamo.

Una Comunità che trae ispirazione dall’omonima farfalla che, con i suoi cicli vitali, partecipa al processo rigenerativo della natura facendo la sua piccola grande parte.

È composta da volontari e volontarie che mediante l’apporto delle proprie peculiarità e competenze si mettono al servizio della comunità in generale, dei discriminati e dei cosiddetti “invisibili” in particolare.

Melitea è fautrice di iniziative e azioni concrete di Cittadinanza attiva, per contribuire alla costruzione di una nuova società partecipativa ed inclusiva.

Melitea è una comunità di persone che condividono l’idea di una società che persegue la giustizia sociale che non scarta nessuno e si fa carico di tutti, orientata al diritto alla ricerca della felicità di ogni essere umano.

Accoglienza, Solidarietà, Difesa dei diritti, Partecipazione attiva, Cura della Natura e di tutti gli esseri viventi, Custodia della qualità dell’ambiente, Aria, Acqua, Terra sono i suoi valori.

Melitea si ispira e difende i princìpi della Costituzione nata dalla volontà popolare antifascista.

Melitea non è impegnata direttamente nella attività dei partiti politici e non sostiene nessuna formazione politica in particolare. Si confronta con i cittadini e le cittadine che si candidano alla gestione del benessere pubblico, che ricevono un mandato popolare per agire nel solo interesse della Nazione.

Per questo il nostro è un “Non Manifesto”.

Un programma, un progetto che sarà integrato e modificato attraverso il concorso di tutti i suoi componenti.

Una società plurale di persone libere, animate dalla volontà di migliorare le condizioni sociali, materiali e immateriali di tutti.

Per sua natura un Manifesto è immutabile.

Abbiamo invece scelto la forma di un progetto da aggiornare continuamente.

Il Non Manifesto dell’Associazione Melitea

L’azione degli attivisti e delle attiviste di Melitea si sostanzia in 4 punti generali, che potranno declinarsi nelle azioni e negli ambiti afferenti ai valori suddetti:

Solidarietà sul territorio

Salute e ambiente, istruzione e comunità

Tam-tam notizie, link utili e rete tra organizzazioni locali

Nuove forme di sostegno, divulgazione di azioni ed iniziative sociali e di volontariato

      – Solidarietà sul territorio

La Comunità Melitea vuole cimentarsi in attivismo sul territorio, con campagne di sensibilizzazione, informazione e sostegno in favore delle realtà che si occupano di diritti civili e umani;

interculturalità, inclusione, integrazione, iniziative culturali, artistiche, sportive con finalità filantropiche e umanitarie;

imprese sociali, cooperative, laboratori sociali, crisi degli alloggi, azioni di co-housing e soluzioni alloggiative alternative;

sostegno a nuovi poveri e famiglie in difficoltà, persone fragili;

lotta alla violenza, alla discriminazione e all’illegalità.

     –  Salute, ambiente, istruzione, lavoro e comunità

Con le medesime modalità e strumenti del punto precedente vogliamo agire, in collaborazione con le realtà del territorio, anche in merito a temi quali:

diritto alla salute e alle cure mediche pubbliche e gratuite;

protezione dell’ambiente naturale; lotta al consumismo e alle ecomafie; lotta e recupero del dissesto idrogeologico;

rapporto tra inquinamento, cambiamenti climatici e flussi migratori;

criticità legate al tema “Lavoro” (gender gap, disoccupazione, crisi delle imprese, nuove forme di imprenditorialità etc.)

riaggregazione del tessuto sociale e del senso di comunità solidale mediante la pubblica istruzione quale fondamentale ascensore sociale e strumento di emancipazione;

recupero e valorizzazione del territorio quale fonte di cultura, identità territoriale e nuove forme di reddito.

     – Tam-tam notizie e link utili

Nell’ottica di una azione di servizio alla comunità, attraverso l’uso dei media vogliamo dare visibilità, sostegno e partecipare ad iniziative, raccolte firme digitali, petizioni, lettere aperte, articoli e post per sensibilizzare sui diritti umani, su temi ambientali, sociali, politici ed economici;

dare notizie e divulgare link istituzionali utili, in materia di ammortizzatori sociali;

promuovere il lavoro e la comunicazione di associazioni e centri antiviolenza, di associazioni impegnate nei diritti LGBTQAI+ e contro l’omolesbobitransfobia, l’abilismo, la violenza di genere e il bullismo;

favorire e partecipare alla costruzione di reti sul territorio di associazioni od organizzazioni impegnate in attività omogenee.

     – Nuove forme di sostegno e divulgazione di azioni ed iniziative sociali, attivismo e volontariato anche attraverso arte e cultura.

La Comunità Melitea è convinta del valore fondante della Cultura e dell’Arte nell’evoluzione e nella crescita della società.

Intende rafforzare la sensibilità culturale ed artistica, attraverso il ruolo imprescindibile di una educazione pubblica, base della cittadinanza.

Il sostegno all’arte e alla cultura, che sono gli elementi identitari di un popolo, è parte integrante delle attività di Melitea.

Melitea promuove e sostiene iniziative umanitarie e solidali, raccolte fondi, in favore di realtà fragili e di associazioni, gruppi impegnati nelle aree di attività ed interesse della Comunità.

Come un battito d’ali può generare un ciclone, così anche piccole azioni possono fare la differenza. Prendi parte al cambiamento!

I promotori dell’Associazione Melitea

gruppomelitea@gmail.com

su LinkedIn #gruppomelitea

il nostro blog SpazioLibero

www.gruppomelitea.wordpress.com

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LA VIGNETTA è di Mauro Biani

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • Patrizia Sterpetti

    Carissimi diffusori di queste notizie tremende, continuo a pensare che uno degli obiettivi per rendere civile e organizzato il prezioso lavoro agricolo è la realizzazione di villaggi organizzati. Persino i fastidiosi colonialisti francesi nelle città minerarie del Marocco, per lo sfruttamento dei fosfati, pianificavano città nuove ed edifici ad hoc per la manodopera, differenziati se si trattava di lavoratori celibi o con famiglie. Da quei nuclei e da quelle realtà organizzate e salariate nacque il Sindacato in Africa. Siamo solo all’inizio dell’estate ed ecco il primo morto. Governare vuol dire creare, pianificare, gestire. Perché non chiedere ai grandi architetti italiani di dedicarsi oltre alla progettazione di edifici per scopi culturali anche ad edifici per scopi sociali? Perché nessuno stanziamento è previsto per costruire le case destinate ai lavoratori agricoli e alle loro famiglie? Immaginando servizi, poste, teatri, ambulatori medici, mercatini…perché siamo così impotenti, incivili, arretrati? L’Italia DEVE CAMBIARE!!!

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