Camilleri, Tartabini e Ponti di memoria

Recensioni di Valerio Calzolaio (*)  

 

Autori Vari

«I narratori della memoria»

Volo libero edizioni

124 pagg, 15 euro

 

2012-13. Nasce in Italia, l’associazione Arci «Ponti di memoria»: riunisce giornalisti, scrittori, musicisti, attori che promuovo impegno civile per narrare (e non scordare) gli autori degli eccidi nazifascisti, delle stragi, degli omicidi di mafia e terrorismo, insieme a mandanti e beneficiari. La presiede Daniele Biacchessi. Ora insieme a Paolo Bolognesi, Tiziana Di Masi, Michele Fusiello, Ezio Guaitamacchi, Elena Invernizzi, Gaetano Liguori, Stefano Paolocci, Massimo Priviero, Marino Severini ci consegna il primo bel libro collettivo: «I narratori della memoria».Suscita emozioni, smuove coscienze, provoca rabbia e indignazione. Dunque maggiore consapevolezza, per chiedere giustizia, in tutti i luoghi, che contano.

Angelo Tartabini

«Uomini e scimmie in pericolo»

Mursia

465 pagine, 21 euro

 

Pianeta Terra. Paleocene, circa 60 milioni di anni fa, ultima grande estinzione di massa. Ne derivano i Plesiadapiformi, i progenitori di tutti i primati viventi. All’Oligocene, circa 30 milioni di anni fa, risalgono i due sottordini dell’ordine dei Primati, Strepsirini e Aplorini, quest’ultimo suddiviso in tre infra-ordini: Tarsi, Catarrine e la superfamiglia Ominoide, cui appartengono tutte le scimmie antropomorfe e gli umani, noi e voi. Lo psicologo scienziato Angelo Tartabinici spiega «Uomini e scimmie in pericolo», descrivendo il declino del pianeta a partire dai casi (e dai luoghi) più eclatanti di specie di scimmie in via di estinzione (Laos, Cambogia, Bolivia, Perù, India, Botswana). Istruttivo.

 

Raffadali, Sicilia. 1920-26. Un grande scrittore presta la sua eccelsa prosa per una bella operazione storica e letteraria. Un brutto giorno d’inizio 1920 arriva una lettera della mafia a Luigi Sacco, se la fa leggere, la getta nel fuoco. Anche la seconda. Subisce un attentato. Una terza. I figli scampano a un agguato. Non c’è scampo. Luigi è analfabeta, gran lavoratore a giornata si era fatto un nome e qualche soldo per le arti dell’innesto del pistacchio e dell’acchiappamuschi. La moglie e i sei figli erano altrettanto buoni e bravi: Vincenzo, Salvatore, Giovanni, Girolamo, Filomena e Alfonso. Si industriarono pur continuando a fare i contadini: foto, mulino, autobus, invalido di guerra, studio. Tutti di idee socialiste. Quando arriva il fascismo lentamente non reggono più, traditi e accusati ingiustamente, feriti negli affetti. Diventano latitanti, qualcuno muore, gli altri cinicamente imprigionati a vita dal brutale prefetto Mori nel 1926. Una triste storia vera che tutti dovrebbero conoscere: è il nuovo libro di Andrea Camilleri («La banda Sacco», Sellerio 2013: pagine 184, euro 13) basato su una ricca documentazione, pure ufficiale come i processi.

(*) Le recensioni di Valerio Calzolaio escono in prima battuta sul settimanale «Il salvagente». (db)

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