Carannante, de Giovanni, Dexter, Hillerman, Pelecanos, Winslow e…

… e Autori Vari

7 recensioni (giallo-noir) di Valerio Calzolaio

Colin Dexter

«Il più grande mistero di Morse e altre storie»

traduzione di Luisa Nera (originale 1993)

Sellerio

218 pagine, 14 euro

Oxford. Una trentina di anni fa. Il diabetico e ipoudente Norman Colin Dexter (1930-2017) è stato docente di greco e latino, specialista in enigmistica e parole crociate, magnifico ironico autore di genere. I 13 romanzi con protagonista l’ispettore capo Endeavour Morse (e il fido recalcitrante sergente Lewis) della Thames Valley Police sono datati 1975-1999 (tradotti a suo tempo nel Giallo Mondadori): la televisione inglese ne trasse una serie di 33 episodi trasmessa anche in Italia; serie connesse continuano ancor oggi. “Il più grande mistero di Morse e altre storie” assembla sei racconti pubblicati fra il 1987 e il 1993: il primo (natalizio e infestato dallo spirito di Wagner) dà il titolo inglese e italiano alla bella raccolta, presentata dal grande scrittore Marco Malvaldi con una simpatica nota introduttiva “Mai fare errori di orzografia” (la d eufonica giustamente non c’entra con l’ortografia). Come al solito, la divertita divertente narrazione è in terza al passato.

 

George Pelecanos

«Martini Shot e altri racconti»

traduzione di Giovanni Zucca

264 pagine, 18 euro

Washington. 1933 e più recentemente. La capitale americana e il District of Columbia possono essere dolenti, dietro clamori e luccichii delle istituzioni costituzionali. Il bravissimo autore di origine greca George Pelecanos (Washington, 1957) da decenni le descrive in modo eccelso. In gioventù aveva fatto innumerevoli diversi lavori prima di divenire un romanziere premiato e affermato, commentatore giornalistico, soggettista, sceneggiatore, distributore cinematografico, sempre con un’alta qualità di scrittura. Martini Shot è una raccolta di otto racconti, perlopiù già pubblicati in volumi collettanei (ma non tradotti finora), sei dei quali narrati in prima persona. L’ultimo e più lungo dà il titolo al volume, protagonista Victor Ohanion, di origini armene, un autore, produttore e sceneggiatore televisivo, abbastanza innamorato e affamato di Annette (bevono un buon Merlot, il Rodney Strong), alle prese con la morte del capoelettricista Skylar Branson, che spacciava marijuana sui set.

 

Antonio Carannante

«Via Flaubert, civico 11»

Emersioni editrice

130 pagine per 15,50 euro

Autunno 2013. Giorgio è un ultraquarantenne capace di controllare tutto; ha un lavoro ben retribuito, con ottime prospettive, segretaria e ufficio al diciottesimo piano. Il direttore generale De Marchi lo chiama: entro un anno trasferiscono tutto in Germania e devono chiudere lo stabilimento di provincia. Dovrebbe andare Giorgio a seguire gli ultimi mesi, capisce che è una priorità del presente e un investimento sul futuro, parte. La sua compagna Dori è d’accordo, stanno insieme fa quattro anni, da due convivono. Lei è laureata al Dams, soffre di vertigini, ama poesie e gliele legge, non ne scrive perché rispetta troppo i poeti. Un giorno riceve un Whatsapp dallo sconosciuto Livio Aubry, si tratta di Perna, un antico amico all’università privata, aspirante pittore. La sua esistenza ha uno scarto emotivo, forse l’indirizzo dove Livio vive è Via Flaubert, civico 11”, titolo di un bel romanzo, intimo con intense venature noir, dell’avvocato procidano Antonio Carannante (Napoli, 1969).

 

Don Winslow

«La lingua del fuoco»

traduzione di Alfredo Colitto

HarperCollins editore

(originale del 1999, prima edizione italiana Einaudi 2010)

510 pagine, 15 euro

Dana Strands, California, l’ultimo pezzo incontaminato della costa sud (vicino Laguna Beach). Estate 1997. Jack Wade padre imprenditore edile, tanti muscoli per 1,90, non ha figli e fidanzate, surfa e lavora. Ha fatto la scuola per entrare nella Squadra Incendi, poi 7 anni nell’ufficio dello Sceriffo (felice e innamorato, è stato incastrato e licenziato per aver protetto un testimone) e 12 come perito liquidatore nella compagnia di assicurazioni California Fire and Life (da cui il titolo americano). Con lui entriamo nel sistema di competenze, delitti, raggiri e truffe del mondo degli incendi (capaci di consumare le stesse relative prove) che ancor oggi riguarda molti Paesi del mondo, compresa l’Italia, compresa la Sardegna. Jack parla correttamente e coraggiosamente “La lingua del fuoco” (da cui il titolo italiano) trattata dallo splendido romanzo del grandissimo esperto Don Winslow (New York, 1953) a inizio delle opere all’ovest dopo l’epopea di Neal Carey a est e nel mondo.

 

Autori Vari (a cura di Fabio Manini)

«Sherlock Holmes Story»

Catalogo della mostra Fondazione Rosellini

Pag. 39 (+9) euro 10

Londra e mondo. Dal 1881 in avanti. Gabriele Mazzoni (Empoli, 1955) è il maggior collezionista italiano di cimeli holmesiani (terzo sul pianeta): letteratura, storia, linguistica (comparata), psicologia, medicina, musica, pittura, cinema, scultura, fotografia, oggettistica varia. Da decenni raccoglie di tutto di più su Sherlock Holmes e sul suo primo creatore Arthur Conan Doyle (1859-1930), in parallelo all’intensa attività di medico del Dipartimento d’Igiene e Prevenzione, da poco lasciata per un’esclusiva pensione culturale. Possiede circa 50 mila pezzi e ogni tanto accetta di organizzare mostre, l’ultima delle quali è in corso a Senigallia. Splendida: edizioni preziose, manifesti d’epoca, illustrazioni di qualità, circa 400 “pezzi”. L’ottimo catalogo contiene scritti di Alessandro Gebbia, Marco Grassi, Stefano Guerra, Brigitte Latella, Michele Lopez, Enrico Solito, Franco Spiritelli e di Mazzoni stesso. Sul retro il bel fumetto inedito: “S.H. e il caso della Madonna di Senigallia”.

 

Maurizio de Giovanni

«Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone»

Einaudi

262 pagine per 18,50 euro

Napoli. Primavera. Viene massacrato e ucciso l’amato fioraio di uno storico chiosco di Pizzofalcone, Savio Niola. La pista del racket e della criminalità organizzata ancora una volta non convince i mitici Bastardi poliziotti del locale Commissariato. Faticheranno per venirne a capo. “Fioriè il decimo bel romanzo dell’ottima e contemporanea serie del bravissimo scrittore Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958). Nel 2017 e nel 2018 i personaggi li abbiamo visti su RaiUno, ormai hanno anche quei volti posture dinamiche. La terza stagione sarà ancora in prima serata da lunedì 20 settembre 2021, alle 21.25 circa. L’attore protagonista resta Alessandro Gassmann, nei panni di Lojacono, ispettore di origini siciliane. La seconda si era conclusa con l’esplosione di un’auto davanti al ristorante dove la squadra al completo stava festeggiando la conclusione di un’indagine complicata. Ovviamente, serie televisiva e serie letteraria procedono in modo diacronico.

 

Tony Hillerman

«Il canto del nemico»

traduzione di Sara Caraffini

HarperCollins editore

(originale The Blessing Way 1970; prima edizione italiana in Giallo Mondadori 2312 del 23.5.93)

284 pagine, 15 euro

Riserva indiana in Arizona. Evviva: ricominciamo dall’inizio! C’era una volta uno straordinario colto scrittore, nato povero, veterano pluridecorato della Seconda guerra: Tony Hillerman (Sacred Heart, Minnesota, 1925 – Albuquerque, Nuovo Messico, Yootó Hahoodzo, 2008). Nel 1970 con Il canto del nemico collocò con maestria crimini nel contesto delle riserve dei nativi, tribù navajo, hopi, zuni. Il ritrovamento di un cadavere tra sterpaglie del Many Ruins Canyon impone che lavorino insieme il fiero razionale tenente dalle origini amerindie Joe Leaphorh con l’antropologo Bergen McKee (esperto di riti e superstizioni): Horseman era l’«ennesimo poveraccio che non sapeva bene come essere un navajo né riusciva a imparare a comportarsi da bianco». Uscì in italiano con buona accoglienza oltre un ventennio dopo, quando già erano apparse circa altre 10 avventure, alla fine saranno 20, tutti romanzi di ottima qualità, via via con il sergente Jim Chee a fare da aspirante sciamano. Imperdibile.

 

La Bottega del Barbieri

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