Carceri bolognesi: quasi nulla funziona e lo dice…

… persino (fra le righe) il rapporto semestrale della Asl per il 2025.

di Vito Totire (*) che dà appuntamento al primo luglio per un’assemblea cittadina al circolo Berneri di Bologna (**)

OSSERVAZIONI AL SECONDO RAPPORTO SEMESTRALE 2025

della AUSL Bologna sulle carceri della città

Prima edizione in vista dell’incontro pubblico del 1° luglio 2026

 

QUELLO CHE E’ E QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE E DIVENTARE il RAPPORTO SEMESTRALE (SE LA REGIONE E LA AUSL MANIFESTASSERO LA INTENZIONE DI CONFRONTARSI CON LE NOSTRE PROPOSTE)

Si vive in queste scatole chiamate case, ci si sposta in queste scatole chiamate automobili, si è puniti in quelle scatole chiamate carceri. E’ tutto normale, tutto scontato Il che non vuol dire che abbia senso. Che sia la migliore delle soluzioni o anche, semplicemente, una soluzione.

Gabriele Romagnoli, Domanda di grazia, Italian tabloid

 

Osservazioni al rapporto

Continuiamo ormai dal 2004 a commentare il rapporto semestrale della Ausl di Bologna; le norme di legge prevedono visite nelle carceri (almeno due all’anno) da parte delle Asl ; come denunciamo da decenni molte Asl hanno “dimenticato” questo loro compito istituzionale e si ostinano a non rispondere alle nostre richieste di accesso ai dati.

Forse a volte perché non ci sono dati a cui accedere nel senso che non sono state effettuate le visite previste; tra i più ostinati (ovviamente non abbiamo interloquito con tutte la Ausl italiane) : BARI, CAGLIARI, AUSL ROMAGNA ECC.

E ovviamente con questi soggetti non responders continueremo ad insistere ma soprattutto indichiamo a tutti i gruppi locali di praticare questa strada per ottenere una prima fotografia (per quanto molto sfuocata) della situazione del carcere collocato nel proprio territorio.

Lo scenario nazionale dei penitenziari è gravissimo con consolidata tendenza alla cronicizzazione e al peggioramento delle problematiche; di recente in un comprensibile momento di sfogo qualcuno ha sostenuto che ormai “non sono più carceri ma camere mortuarie”.

Gli ultimi riscontri d fonte istituzionale riferiscono che le persone private della libertà (nelle carceri a cui vanno aggiunte quelle nei CPR , Rems ed altre strutture coatte) sono 64.550 a fronte di una ricettività teorica (più avanti spieghiamo perché la ricettività effettiva deve essere considerata più bassa) per 46.339; i sindacati della polizia penitenziaria (la cui linea rivendicativa non condividiamo né pare facile avviare un dialogo) stimano una condizione di sottorganico di 20.000 agenti.

Noi proponiamo la estensione della attività ispettive delle ASL alle REMS e ai CPR: ma soprattutto per i CPR le istituzioni locali e i sindaci fingono di non sentire; a sentire le “motivazioni” del presidente della Regione Toscana – per la ipotesi di un CPR ad Aulla – o del sindaco di Ozzano Emilia (contrario a un CPR in quel Comune) pare che la linea di questa parte nel ceto politico non sia “contro i CPR” ma piuttosto “non nel mio giardino”.

A tutti i sindaci di comuni sede di CPR è giunta la nostra proposta: risposte , ancorché interlocutorie, NESSUNA ! Ovviamente neanche da sindaci del cosiddetto centrosinistra. Pesa purtroppo come un macigno una “vecchia” presa di posizione della Regione E-R di tanti anni fa (quando a Bologna era presente un CPR) secondo cui «il cpr non è un carcere» e quindi non sarebbe incluso negli obblighi di vigilanza della Asl (che come è noto ha ereditato quello che era un dovere della antica figura del “medico provinciale”). Abbiamo più volte detto che la normativa nasce – e purtroppo lì si è fermata – alla vecchia prassi ottocentesca secondo la quale l’allora “medico condotto” o ufficiale sanitario visitava le carceri ;la motivazione effettiva dell’epoca nasceva dalla constatazione che lì potevano nascere focolai di malattie infettive (molto temuto all’epoca il “cholera morbus”) suscettibili di estendersi alla popolazione extracarceraria. Purtroppo, lo abbiamo detto più volte, la prassi istituzionale è rimasta ferma a questa impostazione di tipo igienistico; lo si deduce dal profilo degli operatori inviati in “ispezione”. Si verificò peraltro un evento chiaro quasi venti anni fa nel carcere di Bologna; la partecipazione alle visite in carcere di due operatori del servizio di medicina del lavoro fu contrastata dalla direzione del penitenziario in nome del cosiddetto principio della “autodichia” che significa, al di là della “parolona” dichiararsi «repubblica autonoma». Allora la Ausl accettò il diktat e i due operatori sgraditi non entrarono più in carcere (almeno in quel carcere e con il ruolo con cui erano entrati).

Il termine «ispezione» che gli operatori usano anche in questo ultimo rapporto semestrale è, per la verità, improprio. L’intervento effettuato più che una ispezione è una “osservazione”; certamente quindi le visite (diciamo di cortesia) sollecitano la soluzione o la mitigazione delle lacune ma occorre che un organo ispettivo dia indicazioni vincolanti nei contenuti e nei tempi di effettuazione degli interventi; qui sta il nocciolo fondamentale della questione. Il ruolo e la prassi della Asl deve evolvere dalla “osservazione” ad un ruolo organico di tipo ispettivo con i connotati peculiari: potere di disposizione / prescrizione / sanzione. LA USL NON PUO’ E NON DEVE ESSERE RIDOTTA a OSSERVARE, PROPORRE, SOLLECITARE MA DEVE DARE INDICAZIONI VINCOLANTI ESATTAMENTE COME ACCADE CON GLI INTERVENTI ISPETTIVI NEI LUOGHI DI LAVORO.

Il ceto politico non ha capito questa proposta? Non la condivide? Preferisce ignorarla forse: qui sta la linea di demarcazione tra chi VUOLE CAMBIARE E CHI SOSTIENE CONSAPEVOLMENTE O INCONSAPEVOLMENTE LO STATUS QUO.

Certo la definizione delle procedure di vigilanza non risolve automaticamente tutti i problemi. Lo vediamo purtroppo tutti i giorni nei luoghi di lavoro; le attività ispettive devono entrare in sinergia con un nuovo ruolo da protagonisti delle persone esposte a rischio che non devono essere ridotte al ruolo di “vigilati passivi” (rimandiamo alle nostre proposte finali)

 

LE OSSERVAZIONI DELLA AUSL DI BOLOGNA

Dalle osservazioni emerge una situazione altalenante nel tempo ma altamente negativa; i parametri di riferimento non sono molto chiari; non si comprende per esempio cosa significhi «appena sufficiente» ma si deve constatare che anche quando la valutazione soggettiva degli operatori è «insufficiente» non si procede ai provvedimenti drastici che sarebbero consequenziali. L’approccio è quello di “osservatori che danno consigli non vincolanti” come accadeva per i luoghi di lavoro prima che la legge di riforma sanitaria attribuisse agli operatori della USL (poi ASL) poteri di polizia giudiziaria. Abbiamo detto più volte che il ruolo deve cambiare da osservatori a ispettori.

Vediamo le lacune riscontrate dagli operatori USL non senza aver sottolineato che sarebbe stato congruo rispetto al secondo semestre 2025 fare sopralluoghi anche nei mesi più caldi (luglio ed agosto) per verificare le condizioni microclimatiche. Infatti non esiste un “numero chiuso” dei sopralluoghi. in sostanza il nostro è un suggerimento: che nel secondo semestre 2026 non si intervenga solo a novembre-dicembre ma anche a luglio-agosto…se vogliamo valutare concretamente l’impatto delle alte temperature, un impatto che, secondo le previsioni potrebbe ancora peggiorare nei prossimi anni. Non venga intesa, questa nostra sollecitazione, come una sottovalutazione del lavoro degli operatori della Ausl che vanno ringraziati per la loro attività; quello che non quadra sono i “paletti” messi alle loro possibilità dii intervenire.

Veniamo a quanto – pur con questi “paletti” – è stato constatato:

SEZIONE MAMME CON BAMBINO : torna qui la vexata quaestio dei bambini incarcerati ; se poi mamme con bambini non ce ne è (che sollievo!) gli spazi restano inutilizzati ? è più ragionevole realizzare spazi per la accoglienza che siano fisicamente esterni al circuito edilizio carcerario cioè ICAM e strutture analoghe; abbiamo già in passato fatto proposte di tipo logistico su come e dove si potrebbe gestire questa accoglienza ma l’elettroencefalogramma delle istituzioni, anche quelle governate dal cosiddetto “centrosinistra” è rimasto PIATTO

Apertura 8.30-11-30 e dopo pranzo 18 o 20; non si comprende se diciotto o venti nè si comprende reparto per reparto perché 18 o perché 20 o se concretamente le aperture si potrebbero ampliare

Presenza di roditori, zanzariere divelte; è stato scelto un sito “sbagliato” per costruire un carcere? Volendo costruirlo si doveva realizzare proprio lì? Le zanzare del quartiere Corticella sono note e temute da tutti…

5 aule piccole non utilizzate

Si raccomanda di implementare la turnazione per la raccolta dei rifiuti per evitare la proliferazione di animali; ecco un altro termine del tutto inadeguato rispetto alla prassi di un organo di vigilanza; un organo di vigilanza non “raccomanda” , viceversa “DISPONE”; dispone cioè l’aumento del monte ore necessarie per la raccolta dei rifiuti il che peraltro migliorerebbe (sia pure di poco) le condizioni di reddito di qualche detenuto e/o aumenterebbe il numero dei “lavoranti” (una volta chiamati “scopino” o “spesino”) sulla cui retribuzione poi occorre ricominciare a discutere ;

Temperature riscontrate 20.5-21.4 °; va bene (anche se manca il dato della umidità relativa e della velocità dell’aria) ma, calendario alla mano, il secondo semestre comincia il primo luglio…

REPARTO GIUDIZIARIO

EVIDENTE SOVRAFFOLLAMENTO, CONDIZIONI IGIENICHE SCADENTI

REPARTO 2 A : NON ANCORA COLLOCATE LE PRESE ELETTRICHE (PER EVENTUALE USO DI VENTILATORI E FORNELLETTI); SCADENTI CONDIZIONI SIA NEI CORRIDOI CHE NELLE DOCCE ;«la avatrice nella saletta comune era mal funzionante»

REPARTO 2 B: NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE

REPARTO 2 C: ruggine alle basi dei letti fissati al pavimento. Che i letti siano fissati al pavimento è una scelta “manicomiale” : necessaria o evitabile? certamente con letti che si possono spostare le operazioni di pulizia sarebbero più facili; il rapporto non fa menzione della vecchia questione delle reti attaccate alle finestre («autorizzate dalla Ausl») ; essendoci negata ovunque di accedere alle “stanze di

pernottamento” non possiamo con facilità verificare de visu le condizioni materiali anche se le notizie, comunque fondate, che riusciamo a raccogliere sono significative

REPARTO 2 D : TOPI E SCARAFAGGI

REPARTO 1 A : NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE, CAMERA 18 INAGIBILE PER MUFFA

REPARTO 1 B : NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETRICHE -SCADENTI CONDIZIONI IGIENICHE COME NEL SOPRALLUOGO PRECEDENTE

REPARTO 1 C : ESTESE MUFFE IN BAGNO, NON ANCORA DISPONIBILI LE PRESE ELETTRICHE PER VENTILATORI

ESISTE UNA AREA FUMATORI secondo la Ausl : ma evidentemente la Ausl non ha compreso che la legge 3/2003 vale anche per i penitenziari se, di fatto, si limita a proporre la apposizione di un maggior numero di cartelli per il divieto di fumo! E’ assurdo ovviamente che nel luogo della massima rappresentazione (teorica e propagandistica) del rigore della legge una legge statale non venga presa in considerazione

In un locale riscontrata una temperatura di 15.5°

PARTICOLARMENTE CRITICA DUNQUE LA SITUAZIONE NEL BLOCCO GIUDIZIARIO; secondo le osservazioni della Ausl:

a) nell’intero Blocco giudiziario è stata rilevata la presenza di immondizia (indifferenziata, carta e plastica) accumulata all’ingresso di ogni braccio e in prossimità delle scale di servizio degli “ospiti” ad ogni piano, in attesa di conferimento. E’ stato riferito che i lavoranti provvedono in due turni al trasporto e al conferimento della spazzatura. Si “raccomanda” di implementare tale turnazione onde evitare significativi problemi igienicosanitari inclusa la proliferazione di animali infestanti quali mosche e scarafaggi

b) discontinuità nell’arco della giornata della fornitura di acqua calda nei locali delle docce comuni

  1. si segnala una ingente perdita di acqua in corrispondenza del blocco delle docce comini del braccio 2B che ha determinato infiltrazioni al piano sottostante e un esteso ristagno su pavimentazione e area verde esterna , favorendo proliferazione di zanzare e infestanti con conseguente nocumento per gli “ospiti” del Giudiziario e della prospiciente Sezione penaled) i due carrelli degli alimenti per la distribuzione delle colazioni e dei pasti ai piani risultavano in condizioni igieniche non ottimali e) la piccola palestra riservata ai bracci 3D E 3C del blocco giudiziario era chiusa e dismessa per lavori di manutenzione…

    f) le salette utilizzate per colloqui con psicologi ed educatori presenti ai piani permanevano in generale in condizioni scadenti con scarsi arredi , zanzariere divelte o mancanti ; è stata riferita la presenza di piccioni all’interno delle salette del primo e secondo piano

ALTRI “PROBLEMI”

Sicurezza alimentare; criticità: «nonostante la presenza di strumenti dedicati , nel locale “bianco” designato per queste esigenze erano in essere le stesse preparazioni in corso nella cucina grande»;

«inoltre il manuale di autocontrollo non riporta alcun capitolo sulla gestione dei pasti per soggetti allergici o celiaci»; peraltro quasi dappertutto nelle carceri la questione della alimentazione è molto critica il che induce alla auto-preparazione dei pasti con la aggravante (adesso) dell’uso e della diffusione delle bombolette di gas con le conseguenze che conosciamo.

NON E’ STATA ALLESTITA LA SALA PER LA AFFETTIVITA’: la relativa sentenza di Cassazione è del dicembre 2024, depositata il 2.1.2025: siamo un po’ in ritardo

ACQUA “POTABILE”: il carcere autogestisce gli esami sulla potabilità dell’acqua; l’ultimo esame (al momento del sopralluogo Ausl) risaliva al 17.9.2025; la Ausl non dispone di dati raccolti autonomamente; dei risultati dei prelevi autogestiti non sappiamo nulla; in particolare non sappiamo se sia stata effettuata le ricerca di fibre di amianto; visto però che la rete da cui in carcere attinge è quella comunale/Hera il dato è da approfondire

E’ necessario un coordinamento multidisciplinare per interventi igienico sanitari complessi…per garantire ad esempio interventi per la cura degli ambienti detentivi a beneficio degli ospiti; AZIONI PER IL CONTENIMENTO DEGLI INFESTANTI E MISURE VOLTE ALLA MITIGAZIONE DELLE ALTE TEMPERATURE E ALLA TUTELA DELLA POPOLAZIONE FRAGILE NEL PERIODO ESTIVO; è anche per queste considerazioni che, ribadiamo, il consiglio ad effettuare visite nei mesi di luglio ed agosto; peraltro come è noto la legge prevede una visita “almeno” semestrale il che significa che le visite possono essere anche ben più frequenti

ATTIVITA’ CINOFILE esterne al carcere; evitiamo al momento commenti, cercheremo di capire quale è la opinione delle persone private della libertà

CARCERE MINORILE

Climatizzazione degli ambienti per fronteggiare le ondate di calore estivo: infatti rendere utilizzabili attraverso le prese elettriche i ventilatori costituisce certo motivo di sollievo ma entro un certo range di temperatura massima e non oltre; è peraltro penoso che per realizzare un microclima più accettabile la persona privata della libertà debba comprarsi ventilatore e…pile; ciò costituisce un fattore di discriminazione in base al reddito tanto che il volontariato in tutta Italia sta cercando di sopperire regalando ventilatori e frigoriferi ; e i meriti del volontariato evidenziano ancora di più l’incuria dello Stato e delle istituizioni

Incremento del verde esterno ed interno per contrastare la formazione di “Isola di calore”

Partecipazione dei delegati di sezione (nominati dalle persone private della libertà) ai sopralluoghi dell’organo di vigilanza, semplicemente, in analogia con la procedura in essere nei luoghi di lavoro

Elezione degli RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) delle persone private della libertà che lavorano nel carcere le quali pur essendo in un numero tale da poterne eleggere più di uno, non hanno (salvo smentite) potuto eleggere i propri rappresentanti per la sicurezza;

Miglioramento delle relazioni comunicazioni interno/esterno: disponibilità di telefoni fissi (come in Francia) e attivazione facile dei contatti da remoto (con i familiari e col medico di fiducia, quando nominato)

SBUROCRATIZZAZIONE DEL PERCORSO PER L’ACCESSO DEL MEDICO DI FIDUCIA DELLA PERSONA PRIVATA DELLA LIBERTA’ E ABOLIZIONE DELLA TASSA SUL «BUON SAMARITANO»… IN VIGORE SOLO A PARMA? Parrebbe di sì (***)

LAVORO : la caciotta della Dozza ci pare “buona” (non è chiaro perché sia commercializzata solo da Coop alleanza 3) ma bisogna tendere a livelli occupazionali ben più alti e con salari dignitosi. Un “piantone” , quello che elegantemente i giudici definiscono caregiver guadagna appena 400 euro e comunque tutte le retribuzioni sono “da fame” ; deve crescere sia il numero dei lavoranti (abbiamo visto che secondo la osservazione della Ausl c’è bisogno di maggiori ore di lavoro per la raccolta dei rifiuti) sia il lavoro non solamente legato a servizi

Elezione del garante da parte delle persone private della libertà e non da parte del Consiglio comunale (in questo caso finisce per essere il garante del ceto politico o addirittura del partito di maggioranza del governo locale); non sembri una utopia o un approccio, come si suol dire (per sminuire la validità della proposta) di tipo ideologico; chi è memore della testimonianza (e dei libri) di Sante Notarnicola ha notizia delle “assemblee di raggio” che in certe fasi storiche della storia carceraria erano prassi abituale

Queste proposte possono indurre un sensibile avvicinamento della speranza di vita e di salute della popolazione ristretta alla speranza di vita e di salute che la Costituzione repubblicana garantisce a tutti

Alla fine di questa disamina le ipotesi sono:

a) Demolizione della struttura edilizia e rinaturalizzazione dell’area con asportazione dell’asfalto e realizzazione di un bosco urbano

b) Superamento della destinazione carceraria e riconversione d’uso previa energica ristrutturazione con criteri di bioedilizia

c) Permanenza nominale della attuale destinazione d’uso con riduzione a un quarto della attuale popolazione previa radicale riconversione bioedilizia

d) La incongruità intrinseca del manufatto edilizio, la storia, la frequenza dei lutti e delle violenze di cui la Dozza è stata teatro fanno propendere nettamente per la ipotesi A cioè demolizione e rinaturalizzazione dell’area

 

(*) Vito Totire è presidente del Centro Francesco Lorusso di Bologna

(**) QUESTO DOCUMENTO SARA’ DISCUSSO, ASSIEME AD UNA PROPOSTA – alla luce dei “fatti di Ravenna sulle sanzioni nei confronti dei “medici non carcerieri” (****) – PER IL SUPERAMENTO DEI CPR IN ITALIA E NEL MONDO, IL PRIMO LUGLIO 2026 IN UN INCONTRO PUBBLICO NELLA SEDE DEL CIRCOLO ANARCHICO BERNERI DI BOLOGNA, al CASSERO PORTA CASTIGLIONE (ORE 17,30-20)

(***) su questa tassa del “buon samaritano” (cioè del medico volontario) Vito Totire ha scritto in Bottega. Con i TAG potete facilmente rintracciare gli articoli.

(****) la vicenda ha avuto rilevanza nazionale. Anche in questo caso – con i TAG – è possibile rintracciare gli articoli apparsi su questo blog.

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