Cesare Zavattini insegna un bel gioco

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Voglio insegnare ai poveri un gioco molto bello.Salite le scale con il passo del forestiero (quella volta rincaserete più tardi del solito) e davanti al vostro uscio suonate il campanello.

Vostra moglie correrà ad aprirvi, seguita dai figli. È un po’ seria per il ritardo, tutti hanno fame.

– Come mai? – domanda.

– Buona sera, signora, – levatevi il cappello e assumete un’aria dignitosa. – C’è il signor Zavattini?
– Su, su, il lesso è già freddo…

– Scusi, avrei bisogno di parlare con il signor Zavattini.

– Cesare, andiamo, vuoi sempre giocare…

Non muovetevi e dite: – Evidentemente si tratta di un equivoco. Scusi, signora…

Vostra moglie si volterà di scatto, vi guarderà con gli occhi spalancati. – Perché fai così?

Serio, state serio, e ripetete avviandovi giù per le scale: – Io cercavo il signor Zavattini.

Si farà un gran silenzio, udrete solo il rumore dei vostri passi.

Anche i bambini sono restati fermi. Vostra moglie vi raggiunge, vi abbraccia: “Cesare, Cesare…”. Ha le lacrime agli occhi, i bambini forse cominceranno a piangere. Scioglietevi con delicatezza dall’abbraccio, allontanatevi mormorando: “È un equivoco, cercavo il signor Zavattini”.

Rientrate in casa dopo una ventina di minuti fischiettando.

– Ho tardato tanto perché il capo ufficio… – e raccontate una bugia come nulla fosse avvenuto.

Vi piace? Un mio amico a metà giuoco si mise a piangere.

redaz
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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