Clima pre-elettorale (di Pabuda)

vedo tre robusti ragazzi tricolori:

intendo tre operai:

uno del lontano Bangladesh,

un argentino colla faccia

italiana

e un altro proveniente

dall’eroico Ghana.

fa un freddo dell’ostia

ma mi fermo a chiacchierare

un po’

in una pausa del loro lavoro:

montano malconci

tabelloni elettorali

inquadrati in un telaio

di rugginosi tubi Innocenti.

quei tabelloni li avente presenti?

son quegli equi spazi elettorali

forniti dai Magazzini Comunali

per appiccicare

un po’ di propaganda

tutta storta…

se non li avete presenti

non importa.

a me importa di più

la conversazione

col trittico operaio:

della competizione

elettorale incombente

sanno più di qualcosa,

come me

s’orientano e discriminano

tra quei faccioni da niente.

eppure non potranno

dire la loro.

chiacchierando di tutto,

con loro

io non mi sento

del tutto innocente

e ‘sto fottuto freddo

mi s’appiccica

addosso.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

Un commento

  • Fsbi (fonti solitamente ben informate) mi assicurano che Pabuda scrive ben più di una neuro-poesia a settimana.
    E allora mi chiedo (oh sìììì, mi chiedo) perchè qui in blog ce n’è una sola?
    Apro una petizione – e già vedo 84, 85, 86 firme – perchè Pabuda la domenica si allarghi, dilaghi, esageri.
    GRAZIE
    (le firme sono già diventate 104; capperi, la telepatia è in forte aumento)

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