Scor-date: 28 gennaio 1970

La morte di Armando Calzolari e la lunga scia della strage di Stato (*)

di d. b.

«L’uomo scompare la mattina di Natale 1969 a Roma […] il cadavere viene scoperto più di un mese dopo, la mattina di mercoledì 28 gennaio (1970), dall’operaio di un cantiere». Forse chi ha la mia età (e buona memoria) ricorda ancora questo inizio-flash da “giallo”: è l’apertura di «La strage di Stato», uno dei libri più sconvolgenti… per chi in Italia presume di vivere in una democrazia. Uscì nel 1970 e, come si intuisce dal titolo in copertina accusa lo Stato di avere incoraggiato, aiutato, coperto e “gestito” i fascisti che organizzarono la strage di piazza Fontana (il 12 dicembre 1969 a Milano). Consiglio chi è più giovane di leggerlo; lo si trova nel catalogo Odradek. Non mancano i difettucci ma è strapieno di pregi e soprattutto di coraggio. «L’uomo» che scompare era Armando Calzolari, un fascista che pochi giorni dopo la strage di piazza Fontana disse ad alcuni camerati che non era d’accordo con quei metodi di bombe “a casaccio” messe nelle banche e fece capire che avrebbe rivelato quel (molto?) che sapeva. Gli tapparono la bocca. Primo di una serie di testimoni scomodi che muoiono: troppi per essere statisticamente credibile che si tratti solo di coincidenze. Nonostante il clamore suscitato dall’uscita di «La strage di Stato», sulla morte di Calzolari non furono fatte vere indagini. Anzi si continuò a dire che era morto per caso, caduto e annegato in una pozza d’acqua bassa… proprio lui, un «atleta robusto, campione di lotta giapponese ed esperto nuotatore subacqueo». Ma, guarda caso, nel febbraio 1976 il caso viene archiviato (dal pubblico ministero Di Nicola) con queste parole: «non doversi procedere perché ignoti sono  i responsabili dell’omicidio volontario premeditato di Armando Calzolari». Una pausa e poi rileggete: «Omicidio volontario premeditato», «responsabili ignoti» Ignoti? Il buon senso purtroppo dice: mai cercati. Fu strage di Stato. Fu ed è silenzio di Stato. Se dopo aver studiato un po’ quelle vicende, qualcuna/o di voi crede il contrario – che lo Stato non c’entri – vuol dire che preferisce fare come le famose tre scimmiette del “non vedo, non parlo e non sento”. In questo blog invece, proprio sotto la testata, spiccano tre vispe scimmie che fanno il contrario: guardano, ascoltano e usano il megafono. Raccontatelo anche voi: viviamo in uno Stato che ha organizzato stragi e poi si è assolto.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata», di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende una persona o un evento che per qualche ragione la gente sedicente “per bene” ignora, preferisce dimenticare o rammenta “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 28 gennaio avevo ipotizzato: nel 1547 muore Enrico VIII; nel 1574 una lettera di Carlo Borromeo chiede che le donne indossino sempre il velo; nel 1613 Galilei registra «una stella» (ma forse era Nettuno); nel 1853 nasce Josè Martì; nel 1921 a Parigi il monumento al Milite Ignoto con una bugia razzista sin dall’inizio; nel 1944 lettera del segretario di Stato Vaticano…. «niente soldati neri» chiede quando sarà liberata Roma; nel 1949 si individua la «Grotta 1» (rotoli del Mar Morto); nel 1956 lo choc di Elvis Presley in tv; nel 1994 tre reporter italiani muoiono a Mostar. E chissà quante altre… a cercare.

Come vedete e vedrete molte le firme e assai diversi gli stili e le scelte; a volte post brevissimi, magari solo un disegno o una foto. Se l’idea vi piace fate circolare le “scor-date” o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo che sta nascendo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

Redazione
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  • Questa morte scordata che fa ricordare la vicenda scordata, non mi fara’ dormire questa notte. Ho tirato giù dalle nuvole il libro inchiesta LA STRAGE DI STATO che leggero’. Non so se ringraziarti o…

  • Non ero a conoscenza di questo fatto che rende ancor più inquietante la consapevolezza di dove, come e soprattutto con ‘chi’, viviamo.
    Doveroso, puntuale, esaustivo. – Massimo Ruggeri –

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