Colori d’Autunno

3 e 4 ottobre a Fragheto: tra memoria, presente e futuri possibili

con escursioni, gli interventi di Marco Boschini, Luigi Cappella, Antonio Organtini, Laura Travaglini e le letture di Daniele Barbieri e Francesca Negretti

Fragheto

«Colori d’Autunno» è un appuntamento annuale promosso da Casa Fragheto e dalla onlus Sine Modo nel primo fine settimana di ottobre.

E’ un evento a carattere conviviale dove convivono cultura, memoria, arte, benessere e valorizzazione del territorio.

Casa Fragheto è un luogo di ospitalità, promozione culturale e preservazione della memoria che si trova nell’Alta Valmarecchia, nel comune di Casteldelci (Rimini).

E’ organizzata per accogliere gruppi, associazioni, scout, famiglie in regime di autogestione per soggiorni, attività, incontri e/o corsi residenziali.

Casa Fragheto è un progetto promosso dall’associazione Sine Modo che ha sede a Padova. Sine Modo accoglie, offendo loro un servizio di accompagnamento individualizzato, persone in stato di disagio sociale e di vulnerabilità, anche temporaneo: senza famiglia, senza fissa dimora, nulla tenenti, persone con difficili situazioni familiari e/o personali, migranti, richiedenti asilo politico, e persone agli arresti domiciliari. Tutto il ricavato di Casa Fragheto serve a sostenere le attività di accoglienza della onlus Sine Modo.

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Nell’edizione 2014 «Colori d’Autunno» ha celebrato il 70° anniversario dell’eccidio di Fragheto utilizzando tre parole chiave (Verità, Giustizia, Riconciliazione) e tracciando – nel titolo – l’intento di questo percorso: «Dalle ceneri di una tragedia al progetto di un incontro».

Quest’anno si parte dalla parola “progetto” perché l’appuntamento annuale divenga sempre più:

un luogo di riflessione e di proposta

che trae origine da tutto il lavoro sulla memoria storica di una strage

(“le ceneri di una tragedia”)

e che cerca di percorrere nuovi sentieri con l’intento di costruire e/o rafforzare:

  1. – un modello di società in cui si vive meglio;
  2. – luoghi di convivenza e di rispetto degli essere umani e del territorio;
  3. stili di vita che rendano possibili cambiamenti individuali, collettivi e istituzionali;
  4. -modelli e pratiche che coniughino le parole consapevolezza, responsabilità, sostenibilità e rispetto della legalità.
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Il “progetto” prova a riflettere su cosa significhino oggi le parole benessere e felicità, nella loro dimensione privata e collettiva e in relazione al territorio in cui ognuno di noi vive e lavora.

Non proprio una lista dei desideri, ma azioni possibili, idee realizzabili, “utopie” concrete.

Tre i momenti cruciali dell’evento:

  1. Riflessione sulla ricerca dello “star bene”, su quali siano le condizioni (sia individuali che quelle “esterne” a noi) che portano a questo;
  2. Evento teatrale
  3. Esperienze concrete di buone pratiche.

            Sabato mattina escursione; nel pomeriggio si chiacchiera con Luigi Cappella, Antonio Organtini e Laura Travaglini; dopo cena “Futuri in scena” di e con Daniele Barbieri.     Domenica una veloce escursione e poi l’incontro con Marco Boschini (“Comuni virtuosi); dopo pranzo “Ancora prigionieri della guerra” letture di/con Daniele Barbieri e Francesca Negretti.

QUI SOTTO IL PROGRAMMA COMPLETO

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Redazione
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