Cominciate voi a rispettare il dolore della povera gente

di Mauro Antonio Miglieruolo
http://miglieruolo.wordpress.com/2013/04/22/cominciate-voi-a-rispettare-il-dolore-della-povera-gente/
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Oggi lunedì 22 aprile, ma già la sera di domenica, nel corso di duna disgustosa puntata in Onda su La7, presente l’esimio Signor Giuliano Ferrara (il che la dice tutta sul taglio che si è voluto dare alla trasmissione),

la notizia intorno alla quale ruotavano i commenti era proprio, conoscendo i media italiani, quella che si poteva immaginare: non certo l’ennesimo autodistruttivo favore del PD al suo finto avversario storico, il PDL, ma il grave, apocalittico, sconvolgente atto di super violenza perpetrato contro il mite onesto e innocente Rappresentante del Popolo Signor Franceschini. Contro il quale non ci si è limitati ai soliti teppistici fischi e solite inaccettabili urla di biasimo, con le quali si sa dove di comincia e non dove si va a finire, ma persino alcuni inqualificabili “te possa andà de traverso”.
Ammettiamolo, francamente inammissibile, oltre che disgustoso, criminale, apocalittico, terroristico e non so cos’altro (aiutatemi a trovare definizioni più appropriate: io mi confesso incapace. Altrimenti mi toccherà chiedere al fantasioso Duo Porro-Telese, disturbo che non vorrei loro dare. Non sono così paziente come mi piace far credere, potrebbe sfuggire anche a me un “ve possa andà de traverso”).
Un inammissibile questo (violenza pura), certamente più degno d’attenzione delle birichinate commesse contro il popolo italiano non per l’errore di una volta, ma sistematicamente, nel corso di carriere durate decenni, da Franceschini e suoi sodali. Che volete conti infatti rispetto al “te possa andà de traverso”, l’aver affamato un popolo, rovinato una nazione che era una delle più prospere del mondo, abbandonato il patrimonio culturale e artistico italiano, svenduto la proprietà pubblica, violato sistematicamente la Costituzione, inventato il precariato (rovina di una generazione), partecipato (sprecando miliardi) a guerre non difensive, fatto da ruota di scorta di Berlusconi o l’aver sostenuto apertamente un personaggio come Berlusconi, demolito l’articolo 18, mandato in pensione a 70 anni, tolto ogni copertura ai pensionati, favorito l’evasione, incoraggiato l’abuso edilizio, essersi messo sotto i piedi gli esiti di referendum scomodi, manganellato ogni oppositore, lasciato fuori i ladri e mandato in galera i No Tav, l’aver corrotto e l’essersi lasciato corrompere, per poi salire sulle tribuna e dire: abbiamo finito i soldi, datecene altri. Prevenendo ogni possibile obiezione con l’avviso “ce lo chiede l’Europa” (cioè la Banche), con lo stesso tono ispirato con cui una volta si diceva: Dio lo vuole!
SIETE PROPRIO SENZA VERGOGNA!
E i più spudorati non sono i commentatori “vivaci” nello stile Giuliano Ferrara o Gad Lerner, ma proprio quelli che pacatamente fanno appello al confronto civile, i senza ritegno che fingono di non vedere quello che c’è da vedere, che menano il can per l’aia, al fine di far dimenticare la indegna manovrucola che ha permesso l’assegnazione di un secondo mandato a un Presidente che non è il mio presidente, ma il Presidente dell’inciucio, delle leggi ad personam, della complicità con la destra anti istituzionale (con la quale, nonostante le invettive, si fa ogni tipo di accordo); che è il Presidente del Signor Berlusconi, uomo che ha ottenuto nello stesso tempo di acquisire una fama di statista che non ha, di apparire uomo della conciliazione mentre è l’uomo della rottura e della discriminazione, politico della irresponsabilità istituzionale contro il quale, male che gli vadano le cose, non sarà più possibile fare la legge sul conflitto di interesse, disfare quelle ad personam o applicare la legge sull’ineleggibilità di chi è concessionario dello stato.
PER L’UNITÀ E IL BENE DELLA NAZIONE, SI ACCAMPA. Ma allora ieri, quando protestavate contro le turpitudini dell’uomo, le invasioni dei Tribunali, le crociate contro i magistrati, la bassa viscerale propaganda contro ogni forma di moderatismo tacciandola di comunismo, le sue infinite volgarità, allora fingevate, eravate non altro che farisei falsi e bugiardi, non rappresentanti o informatori del popolo. Oppure anche voi siete inconfessabili militanti del partito dello sfascio? Perché chi si accorda con chi vuole sfasciare sta già sfasciando, non credo che sia possibile giocare sulle parole anche su questo!
Voi volete il confronto civile, lo auspicate, ma certo il confronto civile non può esserci se si parte non solo ignorando il grido di dolore che si eleva da ogni parte, ma addirittura stigmatizzandolo, se non insultando e criminalizzando. Perché la reazione della vittima deve essere criticata solo dopo aver criticato e condannato il carnefice. Perché alla vittima non solo spetta il risarcimento (ma pretendere da voi che lo concediate, figuriamoci!), spetta almeno che possa inveire contro chi lo ha ingannato, vessato, spogliato di ogni cosa, anche della speranza. Il colpevole è sempre e resta tale chi opprime, raggira e sfrutta, resta sempre chi mena (e che botte!), non chi protesta, chi si ribella manifestando il legittimo rancore contro chi l’ha picchiato, gabbato, rovinato (la circostanza che quel rancore sia nocivo per la stessa vittima è argomento che può essere sollevato in tutt’altro contesto, non certo quando si tratta di valutare torti e ragioni, insieme alle vie da intraprendere).
So che è sciocco, ma non posso che sperare in un sussulto di dignità, da parte di voi titani dell’ipocrisia, campioni nel rovesciare le frittate, nello stornare l’attenzione da ciò che è significativo e centrale verso ciò che invece è irrisorio e marginale. Perciò vi chiedo (e suggerisco) non sarebbe meglio e più opportuno esercitarvi a chiedere ai vessatori del popolo di moderarsi un po’? Non tanto: di rubare un po’ meno, di opprimere un po’ meno, di inciuciare un po’ meno.
Impossibile, dite? È vero, l’ammetto, per quello che siete, anche questo poco, è già troppo.
Non ce la potete fare.

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