Curdi: il nuovo tradimento dell’Occidente

di «Anbamed», Cobas e «Rise up for rojava». 

Siria (*)

Il ministro della guerra turco, Akar, in un incontro con gli alti ufficiali dell’esercito, ha sostenuto che l’esercito di Ankara ha subito numerosi attacchi da parte delle unità curde nel nord della Siria ed in particolare nelle zone di Manbij e Tal Rifaat. Un discorso che è il preludio ad una nuova offensiva militare turca nel nord est della Siria, annunciata diverse volte dallo stesso Erdogan. Anche in passato, i discorsi di questo ministro hanno anticipato gli interventi militari, con una logica capovolta, presentando gli invasori come vittime. Fonti locali nella zona interessata hanno riportato notizie su movimenti militari nei pressi delle due località indicate dal ministro. Sono stati spostati circa 500 miliziani e jihadisti filo turchi oltre a mezzi pesanti, carri armati ed artiglieria. Secondo l’Osservatorio Siriano ogni giorno vengono arrestati cittadini curdi con l’accusa di collaborazione con le Forze Democratiche siriane, le unità a guida curda che amministrano le zone dell’autonomia.

da «Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo», 11 luglio

 

Erdogan prepara nuovi massacri

Questo messaggio arriva direttamente dalla Siria del Nord-Est. Dopo che le richieste di Erdogan sono state accettate per permettere l’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, l’esercito turco e i loro alleati jihadisti si stanno preparando ad attaccare la rivoluzione confederale e la popolazione civile. (*)

«A tutte le reti di rise up for rojava (**), a tutti gli amici della rivoluzione e a tutti i compagni e le compagne che combattono contro il fascismo. Oggi, il 7 luglio 2022, l’amministrazione autonoma ha dichiarato lo stato generale di emergenza per tutte le regioni del nord est della Siria. Nelle ultime settimane gli attacchi dello stato turco su tutti i fronti del Rojava, bombardamenti massicci sia aerei sia di artiglieria, sono intensamente aumentati. Allo stesso tempo quotidianamente militanti e civili vengono presi di mira e uccisi dai droni. Dopo l’ultimo incontro NATO a Madrid è diventato chiaro come la NATO e i suoi attori principali: USA, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia hanno dato il via libera alla Turchia per una nuova invasione del rojava- Siria del nord. Al momento la situazione sta diventando quotidianamente più critica, i mercenari turchi sono mobilizzati al confine, armi pesanti vengono portate al confine e grandi convogli militari sono stati mandati nella regione. Non possiamo dire esattamente quando ci sarà un’escalation della situazione, ma una cosa è chiara, l’escalation è imminente. Dobbiamo capire cosa significa ciò. In pochi giorni celebreremo il decimo anniversario della rivoluzione. Dieci anni fa, il 19/07/2012, il popolo di Kobane ha preso il proprio destino in mano, liberato il proprio territorio e ha dato il via alla rivoluzione del Rojava. Da allora il popolo del Rojava, nelle più difficili condizioni e con enormi sacrifici, ha costruito la propria vita e il proprio territorio a mani nude. Questa rivoluzione ha generato una ripresa dell’internazionalismo nel 21esimo secolo e ha creato una realtà di lotta che è ispirazione per noi tutti. Tutti i successi degli ultimi dieci anni sono a rischio in questo momento. Una nuova invasione della Turchia in Rojava significherà o la fine del progetto socialista del Rojava o diventerà il motivo del collasso del fascismo turco. La regione qui cadrà in un’era buia oppure il sole della libertà splenderà alto nel cielo e brillerà di speranza nell’orizzonte verso le quattro direzioni del mondo. Per questa ragione facciamo appello a tutti perché capiscano la gravità della situazione e perché si preparino di conseguenza. Mandate la vostra solidarietà al Rojava il 19 luglio, preparatevi per il giorno X, costruite iniziative locali di rise up for Rojava e siate voi stessi creativi. Insieme ci alziamo contro la NATO, insieme distruggeremo il fascismo turco, insieme difenderemo la rivoluzione e insieme lotteremo per il Rojava. Vi diciamo serkeftin e vi mandiamo i nostri saluti rivoluzionari e il nostro rispetto dal Rojava»

(*) ripreso dalla pagina FB di Jacopo Bindi

(**) https://riseup4rojava.org/home-2/: smash turkish fascism – «Campagna internazionale per la difesa della Rivoluzione del Rojava e delle sue conquiste».

 

Un comunicato dei Cobas sulle nuove intese Turchia-Nato contro i popoli del Vicino Oriente

QUELLE MANI SONO LORDE DEL SANGUE DEGLI OPPOSITORI E DEI COMBATTENTI CURDI,MA LA RAGION DI STATO E GLI SPORCHI AFFARI PREVALGONO SULLO SCHIFO

IL SUMMIT SPECIALE TRA ITALIA E TURCHIA, DOPO LA LEGITTIMAZIONE OTTENUTA DA ERDOGAN AL VERTICE NATO DI MADRID A DANNO DEL POPOLO CURDO, RAFFORZA IL RUOLO DELLA POTENZA TURCA NEL MEDITERRANEO-MEDIORIENTE A SCAPITO DELLE PRETESE ITALICHE IN LIBIA E NELL’INTERSCAMBIO ENERGETICO, MENTRE DISPONE UN NUOVO GIRO DI VITE SUI MIGRANTI E GLI OPPOSITORI ALLA DITTATURA,ANCHE QUELLI RIPARATI ALL’ESTERO E IN ITALIA.

NON PERMETTEREMO ALCUNA RITORSIONE NEI LORO CONFRONTI ! L’ITALIA NON DEVE SOGGIACERE AGLI ODIOSI RICATTI DEL DITTATORE  ERDOGAN : LA TURCHIA OGNI ANNO VIENE CONDANNATA DALLA COMMISIONE UE “PER CRIMINI UMANITARI E MANCATO RISPETTO DEI DIRITTI UNIVERSALI”.

PIENA AGIBILITA’ E LIBERTA’ DI MOVIMENTO IN ITALIA E IN EUROPA PER I CURDI E GLI OPPOSITORI ALLA DITTATURA TURCA

LIBERTA’ PER OCALAN  ,   PER  TUTTE/  LE/I  PRIGIONIERE/I  POLITICI.

Roma 6.7.22        CONFEDERAZIONE  COBAS

CFR ANCHE

L’Unione europea tra idealità e Realpolitik: il caso dei curdi

Con la guerra in Ucraina e la crisi energetica, la Turchia è tornata al centro delle relazioni internazionali. Con buona pace della democrazia.

Teresa Simeone 7 Luglio 2022 – https://www.micromega.net/turchia-unione-europea-curdi/?utm_source=substack&utm_medium=email

 

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