Cut – Amir Naderi*

visto e rivisto da Francesco Masala

L’ULTIMO SPETTACOLO: una mini-serie per recuperare un po’ di grandi film

premessa: penso che Amir Naderi sia uno dei più grandi registi in circolazione, e ha fatto dei film che sono nella storia del cinema (in Iran, negli Usa, e in Giappone, fra quelli che ho visto finora).

Cut è un film che è un omaggio al cinema, un film estremo e contemporaneamente didascalico, ma Amir Naderi riesce nell’impresa.

ambientato in Giappone (coincidenza: anche Kiarostami, altro regista iraniano, ha girato un film in Giappone), essenziale, senza troppi fronzoli, sotto la protezione dei tre grandi del cinema giapponese, Shuji, un giovane regista che tiene un cineforum in un una terrazza (solo passione e amore lo rendono possibile), e di trova a dover restituire un debito ai mafiosi/camorristi della yakuza, e lo restitusce in natura.

gli sguardi di Yoko, la barista, sono un film nel film.

per me è un piccolo capolavoro, provare per credere, o per non essere d’accordo

https://markx7.blogspot.it/2015/10/cut-amir-naderi.html

 

*può capitare che qualcuno voglia recuperare qualche film dimenticato, o quasi, ma non sa quali, o non se li ricorda; parlare di grandi film dimenticati è un esercizio di memoria.

si chiede scusa in anticipo se qualche volta verrà citato più di un film, ma un film buono tira l’altro.

 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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