Dal nostro inviato nel 2099, Raffaele Mantegazza

REGOLAMENTO DELLA STAZIONE DI MILANO CENTRALE

FEDERAZIONE DEI POPOLI UNITI (già Italia, già Europa, già Occidente)

Oh certo che può sembrare inutile

una stazione a chi non parte mai

(Roberto Vecchioni)

6 GIUGNO 2099

A partire dalla data odierna, e finchè non verrà a noia a tutti e tutte coloro che  vivono nella stazione, è in vigore il seguente regolamento:

  1. Questa stazione è un punto di partenza. A chi pensa che la sua destinazione sia solo quella scritta sul biglietto possa il viaggio dischiudere la poesia delle tappe intermedie, delle deviazioni impreviste, delle attese prolungate.
  2. La velocità massima dei treni in partenza è di 13 km. l’ora, quella che gli scienziati ritengono la soglia per sentire la brezza sul volto, vedere i fiori nei campi e udire  il canto degli uccellini.
  3. I vagoni e gli scompartimenti non hanno classi. Tuttavia chi volesse un posto di classe può sedersi sui binari quando non passano i treni. Chi volesse un posto di prima classe può sedersi sui binari MENTRE passano i treni.
  4. A chi non saluta i compagni di viaggio, a chi parla ad alta voce con il cellulare, a chi tratta affari miliardari dal proprio posto nello scompartimento, a chi non cede il posto alle signore e alle persone anziane, sarà commutato il biglietto con un titolo di viaggio di sola andata per il Nuovo Inferno, nella bolgia dei Ridicoli,  girone dei Futili.
  5. Dalle ore 23 alle ore 7 i treni entreranno in stazione in silenzio per non disturbare la gente che vuole dormire sulle scale, negli atri, in sala d’aspetto. Alle ore 23 sarà data la buonanotte, alle 7 sarà distribuito un tè caldo; le coperte di lana sono in distribuzione presso la biglietteria. Coloro che volessero raccontare i propri sogni trovano presso le edicole pennelli e colori in distribuzione gratuita. I russatori trovano uno spazio loro riservato nel deposito locomotive. I forti russatori trovano uno spazio loro riservato dentro le locomotive.
  6. Al binario 21 –dal quale partivano i treni per i campi di sterminio- sono disponibili macchinette distributrici di memoria. Analoghe macchine sono installate nella galleria di San Benedetto Val di Sanbro e nella sala d’attesa della stazione di Bologna. I giovani viaggiatori che ne facciano uso placheranno la loro sete di sapere, di capire,  di crescere.
  7. E’ vietato fare l’elemosina: non perché sia un reato ma perché costringe chi ha bisogno a guardare in faccia chi dona e a sentirsi inferiore. Tutto ciò che si vuole donare sia lasciato in forma anonima nel deposito bagagli del settore Est per essere redistribuito ai bisognosi. Sono particolarmente accettate le seguenti donazioni: l’acqua che per secoli è stata rubata agli assetati , l’aria che è stata appestata dai fumi di scarico e dalle ciminiere, il sorriso che è stato spento sulle labbra degli oppressi, il gioco che è stato rubato ai bambini schiavi.
  8. Per i gruppi di ragazzi che vogliono suonare i bonghi, le maracas  o la chitarra, gli strumenti musicali sono a disposizione presso la biglietteria. Tutte le canzoni sono ben accette, con ovvie preferenze per “Treno” di Cocciante, “La locomotiva” di Guccini e “Il treno” di De Crescenzo. Per intonare “Binario” di Claudio Villa sono a disposizione ugole di ricambio.
  9. Prima di partire i macchinisti si accertino che sui binari non dormano passeri o piccioni; in tal caso li si svegli con dolcezza e con un po’ di granaglia per farsi perdonare la solita intrusione umana nella loro pace
  10. La stazione è patrimonio dei cani randagi, dei gatti vagabondi, delle colombe innamorate, di tutti gli animali senza padrone che la scelgano come loro riparo. Chi offrirà loro una carezza riceverà in omaggio un biglietto per una nuova umanità –e animalità.
  11. E’ consentito lanciare nostalgie dal finestrino.
  12. Non è necessario obliterare il biglietto. Anche perché nessuno ha mai capito che cosa diavolo voglia dire “obliterare”
  13. A nessuno si chieda da dove viene e dove va. Nessuno sia obbligato a raccontare dove è stato e cosa ha visto. La narrazione sgorghi libera dalle labbra di chi vuole e il segreto del viaggio resti celato nell’anima di chi l’ha vissuto.
  14. Tutti i treni sono pregati di ricordare i loro antenati che trasportavano donne e uomini ad Auschwitz-Birkenau, e a vergognarsi per loro, per chi li guidava, per chi oggi non li ricorda. I signori macchinisti sono pregati di chiedersi sempre chi trasportano, dove vanno e soprattutto perché.
  15. Questa stazione non è un punto di arrivo. A chi pensa di essere arrivato siano per sempre interdetti i viaggi e le partenze, i sogni e le speranze, i desideri e i futuri.
  16. Ogni violazione a questo regolamento sarà punita con il ricordo degli anni in cui i popoli si facevano la guerra, i più forti dominavano i più deboli, i ricchi opprimevano i poveri, le stazioni saltavano in aria e soprattutto occorrevano i regolamenti perché le persone cercassero di vivere in pace.
Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

3 commenti

  • ginodicostanzo

    Estremamente poetico…

  • ma che bello!!!!!!!!!!! posso copiarlo ed inviarlo qua e là (citando la fonte) ?

  • chiarisco (non solo per Donata): ovviamente tutto quello che è sul blog può essere preso, anzi è un piacere che circoli… purchè non sia a fin di lucro o decontestualizzato in modo da rendere il testo incomprensibile; in generale sono contrario alla proprietà privata delle idee (mie o altrui) però mi sembra corretto citare l’autore o l’autrice e magari la fonte (db)

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